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Che farà Laforgia, nuovo pontiere prog-dem con vista su Roma?

Chi è e quali sono i piani del capogruppo a Montecitorio del movimento dei fuoriusciti che hanno ripescato l’acronimo post-sessantottino di Dp

2 Marzo 2017 alle 10:43

Che farà Laforgia, nuovo pontiere prog-dem con vista su Roma?

Francesco Laforgia (foto LaPresse)

Ora sul suo profilo Facebook (quasi) tutti lo festeggiano per il suo nuovo incarico di capogruppo a Montecitorio del movimento dei fuoriusciti che hanno ripescato l’acronimo post-sessantottino di Dp. E forse per dimostrare che il modello Milano resiste, anche i renziani che ha scritto qualche commento sarcastico sul suo (s)vincolo di mandato in cerca di un posto al sole alle prossime elezioni si sono affrettati a cancellare i loro post poche ore dopo. All’insegna del fairplay. Ma a Milano Francesco Laforgia, che è stato coordinatore cittadino del Pd durante il mandato di Pisapia (dopo aver tifato per Stefano Boeri alle primarie), è considerato un bravo ragazzo, uno da seconda fila insomma, che s’è guadagnato la sua candidatura alle parlamentari del 2012 con 3.694 preferenze perché aveva il compito organizzativo di occuparsi dei circoli del Pd e in questo modo si è creato diversi follower.

 

Molti sono rimasti stupiti dall’incarico dato all’ex bocconiano, 39 anni, figura ancora sfumata nell’arena della politica romana. Uno che ha studiato alla Bocconi e ha vissuto in America latina per un programma di scambio universitario sulla formazione delle politiche industriali nei paesi in via di sviluppo. E anche se ora i suoi fan dicono che la sua scelta è stata coerente, lui ci ha pensato su parecchio prima di decidersi. Sebbene a disagio, Laforgia non sembrava affatto convinto di lasciare la ditta fino a poche settimane fa. Coloro che hanno tessuto la trama dalemiana-bersaniana in Lombardia ammettono di aver lavorato ai suoi fianchi per diverso tempo. Cuperliano dialogante, così si definiva nel dicembre scorso quando forse pensava di poter avere un ruolo adeguato alle sue ambizioni nella sinistra del Pd, ha prima sposato la campagna di Michele Emiliano e poi ha deciso di diventare il parlamentare referente a Milano della nuova-vecchia sinistra scissionista. I suoi collaboratori affermano che il suo progetto era quello legato al trio Speranza-Rossi-Emiliano e che la scelta del governatore pugliese di fare il solista lo abbia convinto a strappare, anche se probabilmente ha semplicemente intuito che non poteva fidarsi di Emiliano.

La scissione è un venticello ma non scuote né Sala né le foglie del Pd

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Circolano due interpretazioni. Una più generosa, fatta da un bersaniano di ferro, ritiene che Laforgia possa essere la figura adatta per fare da pontiere fra diverse anime della sinistra potpourri che compongono Dp e il Campo progressista di Giuliano Pisapia. Un’altra, più perfida e renziana, che invece sostiene gli sia stato offerto l’incarico di capogruppo dei parlamentari dp per cercare di rompere l’ecumenico modello Milano. Su Fb, lui ha commentato così: “Giornate cariche di emozioni, riflessioni, contorsioni. Oggi però è partita la navigazione. Per riprendersi il fuori e quanto di buono abbiamo tenuto alla porta o persino allontanato. Perdonatemi, scriverò qualcosa di più compiuto nelle prossime ore. Adesso si parte”. Per andare dove? “Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”, diceva Totò al ghisa di Milano.

Cristina Giudici

Cristina Giudici. Preferisce non rivelare quando
è nata (a Milano e dove se no?) perché si illude di essere una signora, ma ha meno di 65 anni. Ha studiato al liceo Oxford Institute, alla Statale, (in tre facoltà diverse), ha vissuto e studiato a Londra quando c'erano ancora i minatori e la lady di ferro. Ha iniziato a fare la giornalista a Radio Popolare, è stata  a lungo in Nicaragua e non si è pentita (del tutto), ma da allora per fortuna ha perso ogni certezza. Ha lavorato per molti giornali e settimanali che non cita perché chi si loda s'imbroglia. Ha scritto due libri, uno sull'islam italiano, ma l’ha fatta franca. E' sposata (e non si è pentita) con Fabio e di lui tutti dicono che è un santo. Era in cerca di emozioni forti e le ha trovate al Foglio, dove si è occupata dei temi più sinistri. In ordine cronologico (e non di priorità): matti, carcerati, magistrati, pedofili, brigatisti, terroristi  islamici, musulmani, scontro di civiltà, questione settentrionale, scuola . Si è divertita molto a scrivere della Padania nella rubrica Noi di Su (con il perfido Crippa). Di lei molti dicono: vota a sinistra, ma è di destra. Perdonateli perchè non sanno quello che dicono. Non sanno che da qualche parte (ma dove??) esiste una sinistra libertaria.  Odia i conformisti, adora le persone confuse, gli irregoiari, gli enigmi. (Infatti ora ha una vespa verde enigma) Si diverte un sacco agli happy hour molto glamour di Marianna Rizzini e ancora di più a perdere tempo su facebook. Ha scritto un libro sulle donne della Lega, che uscirà il 7 aprile.

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