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“Pagare poco, pagare tutti”. La sfida culturale, ma non indolore, del Bilancio. Opinioni a confronto

Tra pochi giorni inizierà la discussione a Palazzo Marino. Le tasse non verranno aumentate ma cresceranno le tariffe

27 Gennaio 2017 alle 11:19

milano palazzo marino

Palazzo Marino (foto di Bruno Cordioli via Flickr)

Tra una decina di giorni inizierà la discussione del bilancio in aula a Palazzo Marino. Alla fine di dicembre Roberto Tasca, l’assessore al Bilancio, aveva dato alcune anticipazioni al Foglio, dalle quali si evinceva che l’opera di “savings”, di risparmio, è già in corso. E non è indolore. In più, pur ripetendo che le tasse non verranno aumentate, è stato confermato che cresceranno le tariffe. La ratio la spiega il vicesindaco Anna Scavuzzo: “Oggi le tariffe per i servizi a domanda individuale sono una jungla. C’è confusione sull’Isee, e in più le tariffe sono ferme in certi casi da 15 anni, a fronte però di un incremento del costo che è costante. In più c’è un tema che bisogna affrontare: siamo proprio sicuri che sia giusto garantire gratuità complete?”. Il principio, infatti, è che sulle tariffe la gratuità sparisca. “Diciamo che se vogliamo uno slogan possiamo dire ‘pagare poco, pagare tutti’”. Non sfugge che la sfida è prima di tutto di immagine. L’idea che pagando tutti le tasse alla fine le tasse si abbassano, e che dunque il recupero dell’evasione è fondamentale, è una storia tanto trita e ritrita da essersi trasformata in storiella. La sfida di Beppe Sala e della sua giunta è quindi assolutamente importante anche a livello culturale. Ma sarà anche una sfida politica, giocata in un’aula che sul bilancio ha riservato negli anni scorsi nottate difficili tra migliaia di emendamenti e ostruzionismi feroci.

 
Come si svolgerà il dibattito in aula quest’anno? Complicato dirlo a priori, ma l’enfant prodige del centrodestra, il forzista recordman di preferenze Pietro Tatarella, apre al dialogo: “Per noi non c’è necessità di fare ostruzionismo. Sfidiamo la maggioranza su due temi specifici. Il primo riguarda la cultura. Vogliamo dirci che almeno l’1 per cento del bilancio investito in cultura deve essere un obiettivo minimo raggiungibile? I tagli ci saranno, questo è ormai scontato, ma i minori trasferimenti dallo stato che li originano non erano materia sconosciuta. Si sapeva, erano previsti: ma che il conto non paghi l’attrattività culturale”. Risponde il capogruppo del Partito democratico a Palazzo Marino, Filippo Barberis: “Vedremo di aumentare i servizi e di recuperare altre risorse per la cultura. Ma il centrodestra si chiarisca le idee: per anni ci hanno chiesto meno investimenti dall’alto e adesso che noi vogliamo essere attrattivi per fondi privati, o rispetto ai bandi di altre istituzioni, ci dicono che dobbiamo aumentare gli stanziamenti? Di certo per noi la cultura è un argomento strategico”. Si vocifera però che, in giunta, il titolare della delega, Filippo Del Corno, non sia contentissimo dei numeri scritti sul bilancio. In questo dialogo a distanza, medium il Foglio, Barberis accoglie però l’invito al dialogo: “Ci sono margini di trattativa. Abbiamo dovuto purtroppo operare tagli per più di 70 milioni. Ora voglio capire quali sono le proposte delle opposizioni sul merito”. Tatarella ne avanza una: “Diamo un segnale di attenzione a chi salva le vite tutti i giorni. I Vigili del fuoco in alcuni casi stanno in strutture del Comune. Prevediamo fondi per ristrutturarle, aiutiamo chi ci aiuta in ogni emergenza”.

 
Interessante il dibattito sulle tariffe degli asili nido e delle scuole materne. Il vicesindaco Scavuzzo, al centro di un fuoco di fila di critiche per voci di rincari agli asili, chiarisce una volta per tutte che non ce ne saranno. Così come il Pd assicura che anche il paventato taglio dei posti non ci sarà: “Abbiamo recuperato le risorse”. Tuttavia nella scuola materna verrà richiesta una quota di compartecipazione. A oggi non si paga nulla se non la mensa scolastica per i bambini tra i 3 e i 6 anni. Il contributo sarà di 52 euro annui. “Anche la refezione non verrà toccata. Ma sicuramente ripenseremo ai costi dei centri estivi e delle case vacanza. In più con la Bicocca abbiamo attivato un gruppo di studio per ideare un sistema di controlli sull’Isee. Ripeto: pagare tutti, pagare meno”.

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