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    <title>Il Foglio RSS</title>
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    <description>Il Foglio RSS contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 04:21:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Il Foglio</dc:creator>
    <dc:date>2026-03-12T04:21:06Z</dc:date>
    <dc:language>it-it</dc:language>
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      <title>Il “patto del Garda” che rilancia l’economia e la Lega dei territori</title>
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      <description>&lt;p&gt;La fuoriuscita di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/Roberto%20Vannacci/"&gt;Vannacci&lt;/a&gt; sembra sia stata un balsamo per la rifondazione della Lega Nord, quella dei territori, tanto cara a Fontana ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 04:21:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Daniele Bonecchi</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-12T04:21:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Attaccati al tram, che resta un mezzo ottimo per muovesi in città</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/14/news/attaccati-al-tram-che-resta-un-mezzo-ottimo-per-muovesi-in-citta--8773558/</link>
      <description>&lt;p&gt;Tre deragliamenti di tram in dieci giorni autorizzano se non a mettere in&amp;nbsp;&amp;nbsp;discussione il &lt;strong&gt;trasporto su rotaia&lt;/strong&gt; quantomeno a una riflessione sul suo stato di salute. Parlando di&amp;nbsp;un settore &amp;nbsp;centrale&amp;nbsp;del Tpl, con &lt;strong&gt;circa 160 km di rete, 17 linee di tram, una flotta di quasi 400 mezzi&amp;nbsp;che assicura ogni&amp;nbsp;giorno circa 5.000 corse&lt;/strong&gt;. Gestito da Atm. Numeri imponenti che&amp;nbsp;non nascondono un’età piuttosto avanzata, a Milano le prime linee alimentate con l’elettricità risalgono a fine 800.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Secondo Paolo Beria, che insegna Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, il trasporto a rotaia&amp;nbsp;conserva una sua validità nonostante le controindicazioni di carattere economico: “I tram hanno una capacità di trasporto superiore agli autobus ma richiedono un investimento maggiore, in modo particolare per la realizzazione delle infrastrutture: questo costo viene poi recuperato &amp;nbsp;perché&amp;nbsp;una volta operativi i tram sono meno costosi dei bus per posto offerto”.&amp;nbsp;&amp;nbsp;A riprova della sua validità c’è il fatto che il tram continua a essere utilizzato&amp;nbsp;nelle altre città italiane e europee:&amp;nbsp;“&lt;strong&gt;Il tram è il mezzo di trasporto ideale per le città medie tant’è che sono in costruzione in città come&amp;nbsp;Bologna ma anche in quelle più grandi come&amp;nbsp;Roma&amp;nbsp;o&amp;nbsp;Milano&lt;/strong&gt;, anche all’estero è presente in particolare nei centri di medie dimensioni come Bordeaux”. Sistema promosso, dunque, ma con riserve, per alcuni limiti:&amp;nbsp;&amp;nbsp;“A&amp;nbsp;Milano&amp;nbsp;– continua Beria – quello&amp;nbsp;principale è la velocità,&amp;nbsp;a&amp;nbsp;Praga&amp;nbsp;o nelle città tedesche si arriva normalmente a medie di 18-15 kmh mentre qui è molto più bassa: un aspetto che tende a disincentivare l’uso a favore di altri mezzi tra cui quello privato”.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Nessuna concessione, invece, all’emotività prodotta della &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/una-fogliata-di-libri/2026/03/04/news/il-tram-imbizzarrito-turba-milano-lettera-da-porta-venezia-8736111/"&gt;serie di incidenti recenti&lt;/a&gt;:&amp;nbsp;“&lt;strong&gt;E’ irrealistico pretendere un trasporto pubblico a rischio zero, a meno di degradare ulteriormente le performance&lt;/strong&gt;: in questo modo però si rende il servizio non attraente spostando utenti sul trasporto privato che è molto più pericoloso”.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Su una posizione simile si colloca Giovanni Luca Minici, architetto&amp;nbsp;e&amp;nbsp;esperto di trasporto pubblico.&amp;nbsp;La linea suggerita è di mantenere un sistema che svolge un ruolo fondamentale a patto che&amp;nbsp;vengano realizzate migliorie: “Manca la dovuta attenzione, è necessario&amp;nbsp;innovare&amp;nbsp;per rendere il servizio più&amp;nbsp;efficiente, in primo luogo bisogna creare percorsi indipendenti dal resto del traffico: in centro&amp;nbsp;&amp;nbsp;sono attraversati anche da altri&amp;nbsp;&amp;nbsp;veicoli inoltre&amp;nbsp;&amp;nbsp;in alcune zone i cordoli sono stati rimossi per non dare fastidio ai ciclisti. In periferia è invece più facile realizzarli”. Un altro intervento auspicato&amp;nbsp;dall’architetto&amp;nbsp;&amp;nbsp;è l’introduzione dei semafori “intelligenti”&amp;nbsp;&amp;nbsp;che consentono di ridurre o annullare le fermate dei tram rendendo di fatto senza soluzione di &amp;nbsp;continuità&amp;nbsp;&amp;nbsp;la corsa del tram. C’è stato un primo tentativo &amp;nbsp;nel 2014, rimasto fermo a livello di progetto che non ha avuto seguito.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Un altro tema che potrebbe essere utilizzato per il trasporto a rotaia riguarda l’impatto ecologico molto ridotto che lo rendeva inattaccabile, in modo particolare se paragonato ai bus alimentati da &amp;nbsp;benzina o gasolio. Un primato che sta per venire meno&amp;nbsp;&amp;nbsp;in quanto, entro il 2030, Atm convertirà l’intera flotta di autobus a emissioni zero. Il piano Full Electric prevede l’acquisto di 1.200 bus elettrici, di cui circa 250-280 già in servizio dal 2024, la dismissione completa dei mezzi diesel e perfino l’elettrificazione di tutti i depositi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Una novità di portata storica che non fa cambiare idea a Minici: “I bus ecologici hanno gli stessi consumi dell’elettrico, ciò che fa la differenza sono le batterie necessarie per fare muovere i primi: sono di grandi dimensioni, di costi notevoli, senza considerare le problematiche relative allo smaltimento. Credo che sia possibile potenziare il trasporto su rotaia, le riforme illustrate per rilanciarlo sono fattibili ma ci vuole la volontà politica, la forza di affrontare&amp;nbsp;categorie come i ciclisti”.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:25:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giovanni Seu</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-11T16:25:00Z</dc:date>
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      <title>A Milano arriva un vero Palazzo del Ghiaccio, fa gola anche agli stranieri</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/07/news/a-milano-arriva-un-vero-palazzo-del-ghiaccio-fa-gola-anche-agli-stranieri-8744188/</link>
      <description>&lt;p&gt;Che tristezza Milano senza ghiaccio. Lo si capisce solo leggendo la storia, gloriosa, dell’hockey e del pattinaggio cittadini che il sito &lt;a href="https://www.milanosiamonoi.com/"&gt;milanosiamonoi.co... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 09:16:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Mariarosaria Marchesano</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T09:16:00Z</dc:date>
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      <title>Tanti lavori in corso anche nei musei di Milano, una mappa ragionata </title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/07/news/tanti-lavori-in-corso-anche-nei-musei-di-milano-una-mappa-ragionata--8743647/</link>
      <description>&lt;p&gt;Eppur (Milano) si muove. Neanche il tempo di prendere il fiato tra Olimpiadi e Paralimpiadi, vera prova del nove per capire se spazi, servizi e strutture pensate nella città del design rispondano d... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 09:02:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Francesca Amé</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T09:02:00Z</dc:date>
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      <title>Emmanuel Conte, il tecnico riformista con la politica nel dna e un’idea di metropoli</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/07/news/emmanuel-conte-il-tecnico-riformista-con-la-politica-nel-dna-e-un-idea-di-metropoli-8744193/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/emmanuel-conte/"&gt;Emmanuel Conte&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; non conferma e non smentisce. Parteciperà alle primarie? Può essere oppure no. Di certo si muove nel suo st... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:19:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabio Massa</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T08:19:00Z</dc:date>
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      <title>Nucleare per il bene di imprese e ambiente. Gli scenari del Polimi</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/07/news/nucleare-per-il-bene-di-imprese-e-ambiente-gli-scenari-del-polimi-8744204/</link>
      <description>&lt;p&gt;Crisi geopolitiche, guerre e sanzioni fanno da acceleratore nella ricerca di fonti di energia alternativa a petrolio e gas. In cima alle discussioni, molte, ma più che mai necessaria c’è quella &lt;a ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 07:44:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Daniele Bonecchi</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T07:44:00Z</dc:date>
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      <title>Una sfilata della stilista Sara Behbud per raccontare le donne vittime degli ayatollah</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/05/news/una-sfilata-della-stilista-sara-behbud-per-raccontare-le-donne-vittime-degli-ayatollah-8744335/</link>
      <description>&lt;p&gt;Tre donne che spiegano cosa significa vivere in Iran, un evento della fashion week per presentare la collezione “Donna, Vita, Libertà” e una guerra in corso. Sembra la trama di un film distopico e ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 05:19:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Cristina Giudici</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-05T05:19:00Z</dc:date>
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      <title>Una legge per l’Ai pronta in Regione, niente disciplina rigida ma un aiuto per imprese, Pa e cittadini</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/03/05/news/una-legge-per-l-ai-pronta-in-regione-niente-disciplina-rigida-ma-un-aiuto-per-imprese-pa-e-cittadini-8744205/</link>
      <description>&lt;p&gt;Legiferare su una materia come l’&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/intelligenza-artificiale/"&gt;Intelligenza artificiale&lt;/a&gt; che sta penetrando in tutti gli ambiti sociali e personali non è facile... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 04:40:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giovanni Seu</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-05T04:40:00Z</dc:date>
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      <title>Viva la legacy di Gianni Mura per Milano: ecco la “sua” Biblioteca dello Sport</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/28/news/viva-la-legacy-di-gianni-mura-per-milano-ecco-la-sua-biblioteca-dello-sport-8703949/</link>
      <description>&lt;p&gt;Quasi sotto il Bosco verticale, in una vecchia casa di ringhiera, è nata ieri a Milano la prima &lt;strong&gt;“Biblioteca dello Sport”&lt;/strong&gt;. E’ intitolata a &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/gianni-mura/"&gt;Gianni Mura&lt;/a&gt;, ha per ora un fondo di 2.173 volumi ed è aperta a tutti (info pratiche: è in via Confalonieri 3, dal martedì al giovedì dalle 14 alle 18, il sabato dalle 9 alle 13). Fosse anche solo questa la benedetta legacy di questa olimpiade Milano-Cortina 2026 di cui tanto si discute, saremmo già appagati. Come racconta al Foglio &lt;strong&gt;Paolo Maggioni&lt;/strong&gt;, giornalista sportivo Rai (guida quest’anno la mitica DS), parlata veloce e cuore grande, &lt;strong&gt;arriva da lontano questo progetto della biblioteca dedicata a Gianni Mura, uno che fu molto più di un cronista sportivo, ma penna attenta a scovare l’umanità dietro il gesto atletico, la bellezza nell’irregolarità (e chissà che cosa avrebbe scritto di questi Giochi invernali alla fine così ben riusciti&lt;/strong&gt;).&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;L’idea della biblioteca, promossa dall’associazione Altropallone, nasceva dunque già due anni fa, grazie a un bando del comune. Ora è realtà: “In una città che è capitale dell’editoria e dello sport mancava una biblioteca pubblica tematica. Volevamo un luogo fisico”, spiega Maggioni, “dove parlare di sport in modo diverso, raccontare l’epoca della grande letteratura sportiva e creare un punto di riferimento per dibattiti, podcast e incontri”. Ok, ma che cosa troviamo negli scaffali? &lt;strong&gt;Su quelli vicino alla finestra tanti volumi di Mura: ci sono 400 volumi appartenuti personalmente a lui, donati dalla vedova Paola Gius&lt;/strong&gt;. Sono libri che non andranno in prestito, ma potranno essere consultati sul posto: ci sono i suoi libri più noti, ma anche quelli che hanno alimentato il suo immaginario. Tre, per Maggioni, i titoli della Biblioteca dello Sport da leggere assolutamente: “Di Mura certamente ‘La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour’, un libro che racconta l’ultimo chilometro di una gara, che è lo spazio dei sogni, quello in cui fai i conti con il destino e con quanti polmoni, gambe, cuore e testa hai”. E poi ‘Open’ di Andre Agassi e ‘Splendore e miseria del gioco del calcio’ di Eduardo Galeano, due grandi classici contemporanei”. Ben schedati da una bibliotecaria professionista ci sono poi tante storie legate alla ciclo-epopea di Coppi e Bartali e le biografie di sportivi irregolari; e su tutti domina, sul soffitto, la narrazione visiva di Osvaldo Casanova che ha disegnato una “«”Cappella Sistina dello Sport” (cit. Maggioni) dove, tra Gullit e Rossi, spunta anche il neocampione olimpico di pattinaggio di velocità Davide Ghiotto. Ieri l’inaugurazione ufficiale della biblioteca e ora la palla passa alla città: chiunque abbia libri di sport in buono stato e desideri condividerli può accrescere il fondo della biblioteca e regalare ad altri ottime storie da leggere, ché lo sport – questo lo diceva Gianni Mura – “avrà tanti difetti, ma a differenza della vita nello sport non basta sembrare, bisogna essere”.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 10:25:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Francesca Amé</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T10:25:00Z</dc:date>
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      <title>La cruciale battaglia idroelettrica che divide Lombardia e governo</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/28/news/la-cruciale-battaglia-idroelettrica-che-divide-lombardia-e-governo-8708444/</link>
      <description>&lt;p&gt;Sull’autonomia non valgono le comuni appartenenze politiche, neppure quando si tratta del governo. L’ultima riprova è offerta dal sistema delle concessioni dell’energia idroelettrica, articolato in... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 09:14:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giovanni Seu</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T09:14:00Z</dc:date>
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      <title>La guerra ai data center in Lombardia</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/28/news/la-guerra-ai-data-center-in-lombardia-8705585/</link>
      <description>&lt;p&gt;TDo ut des”. Ormai le infrastrutture di ogni tipo, anche in Lombardia, seguono il modello mercato delle vacche. Se vuoi fare un’autostrada, un impianto industriale, un depuratore, c’è subito chi ti... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 09:03:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Daniele Bonecchi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T09:03:00Z</dc:date>
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      <title>A Milano l'allarme sui costi immobiliari si sta un pò sgonfiando. La ricerca</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/26/news/a-milano-l-allarme-sui-costi-immobiliari-si-sta-un-po-sgonfiando-la-ricerca-8708443/</link>
      <description>&lt;p&gt;Prezzi stabili e persino in calo, riallineamento tra domanda e offerta, nessun dilagare degli affitti brevi.&amp;nbsp;E’ sorprendente il quadro offerto da FIMAA Milano Lodi Monza Brianza (l’Associazion... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 09:43:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giovanni Seu</dc:creator>
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      <title>Gli acquisti di FI in regione Lombardia vanno benone, il centrodestra chissà</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/26/news/gli-acquisti-di-fi-in-regione-vanno-benone-il-centrodestra-chissa--8708442/</link>
      <description>&lt;p&gt;Gli argomenti, ad Alessandro Sorte, parlamentare e coordinatore di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/televisione/2026/02/26/news/meno-canone-e-nuovo-cda-forza-italia-porta-al-senato-una-riforma-rai-... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 09:22:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Daniele Bonecchi</dc:creator>
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      <title>Spostando le primarie più a sinistra, spunta Anita Pirovano </title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/26/news/spostando-le-primarie-piu-a-sinistra-spunta-anita-pirovano--8704062/</link>
      <description>&lt;p&gt;Primarie per il candidato sindaco, come ha pure detto il sindaco Beppe Sala. Avs a Milano le vuole, disperatamente. Non si sa bene se per fermare &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/01/31/news/calabresi-il-civico-empatico-che-il-pd-non-sa-se-volere-o-temere-8586977/"&gt;&lt;strong&gt;l’avanzata di Mario Calabresi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, che pare il punto di caduta più probabile, oppure perché ritiene di avere un proprio nome spendibile. Ad ogni modo la cosa principale, oggi, è mettere in piedi la gara. Così a qualcuno è venuto in mente che proprio dalle parti di Avs potrebbe essere presente una candidatura “a sinistra del Pd” che possa aver dato prova di saper amministrare, che sappia come funziona la macchina e pure sappia come si vincono primarie ed elezioni. Il nome? &lt;strong&gt;Anita Pirovano&lt;/strong&gt;, attuale presidente del Municipio di zona 9, già consigliera comunale. Quando nel 2021 decise di passare da Palazzo Marino al Municipio, sorridendo commentò: “Faccio sempre le cose all’inverso, io. Gli altri passano dai Municipi al Comune, io dal Comune ai municipi”. Perché Anita Pirovano è fatta così: va in direzione ostinata e contraria. Ma tra i tanti della sinistra-sinistra che pontificano più che altro sui giornali, è una che riscuote di una certa credibilità pure tra i moderati.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Classe 1982, arriva dalla Brianza lontana (non quella dove è nato Beppe Sala, Varedo) al confine con Lecco. Ha una gemella, dicono più calma e posata. Un tempo portavano lo stesso taglio, e poteva esserci un po’ di confusione. La politica la fa all’università: Bicocca, psicologia, Senato accademico. Una che studia, Anita. E finisce a fare proprio quello per cui ha studiato: la psicologa.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel 2010 è in quel gruppetto di pazzi che pensano che Giuliano Pisapia possa vincere le primarie. &lt;/strong&gt;C’è il Pd schierato per Stefano Boeri, ma l’avvocato gentile se ne va in giro, quell’estate, quartiere per quartiere. Chiama i comitati, li anima, li ascolta. A far da mattatore, a livello nazionale, c’è Nichi Vendola. La sua donna sul territorio è proprio Anita Pirovano. Non si candida in Consiglio: entra invece Mirko Mazzali, l’avvocato dei centri sociali oggi schieratissimo per il Sì al referendum. Lei fa la segretaria di Sel dal 2013 al 2016. Capisce subito che non avrà vita facile fin da quando Nichi, in piazza Duomo per festeggiare la vittoria arancione, con l’arcobaleno sullo sfondo della Milano che aveva appena cambiato colore, dichiarò di voler “abbracciare i fratelli rom e musulmani” e parlò di “città espugnata”, beccandosi il rimbrotto di Pisapia: “Meglio parlare di meno e ascoltare di più”. &lt;strong&gt;Governare è più difficile che contestare, e Pirovano lo impara nei passaggi più stretti, come quello sulla M4. &lt;/strong&gt;Nel 2016, con il primo Sala, si candida in Consiglio: 1.500 preferenze, passa come seconda dopo Filippo Del Corno, che viene chiamato a fare l’assessore alla Cultura. Terzo arriva il maestro Limonta, uno dei volti più buoni della politica locale, ora sparito dai radar. Anita è una dura. Durante un confronto con Majorino e Lupi non le manda a dire, sottolinea quanto la città sia cambiata. Si pensava che attirare i capitali avrebbe portato un benessere diffuso, e invece – sostiene Pirovano – ha portato diseguaglianze e arretramento del pubblico a favore del privato. E’ un estremo difensore, Pirovano: tratta ma non vuole incassare gol. Anche nello sport, visto che ha giocato a calcio per anni prima di darsi al padel. Il ruolo? Portiere. Raccontano che un giorno si è presentata in municipio con un occhio nero. Saranno stati i fascisti – dice qualcuno. Invece era uno scontro di gioco. Delle primarie dice che ci vogliono, a tutti i costi. Ma non è una a cui piace partecipare. Anche se gli altri fanno il suo, cerca disperatamente un nome – che non è il proprio – che vinca: meglio convergenze che divergenze, alla ricerca &amp;nbsp;forse impossibile di una stagione che vide il Pd, dopo le primarie, andare pancia a terra su Pisapia. Stagione irripetibile, anche se Pirovano sotto sotto ci spera ancora.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 05:11:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabio Massa</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-26T05:11:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Le lacrimevoli balle di politica e giornali sul bosco di Rogoredo</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cronaca/2026/02/26/news/le-lacrimevoli-balle-di-politica-e-giornali-sul-bosco-di-rogoredo-8705622/</link>
      <description>&lt;p&gt;A Rogoredo “avevamo due problemi e ne abbiamo risolto uno solo”, per usare la sintesi caustica di Filippo Facci. &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/contro-mastro-ciliegia/2026/02/23/news/serpico-a-ro... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
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      <title>L’AI messa al lavoro</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/21/news/l-ai-messa-al-lavoro-8678963/</link>
      <description>&lt;p&gt;La rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale non è un pranzo di gala. Anche se – come spiega l’Osservatorio del Politecnico di Milano – nel 2018 valeva 200 milioni e oggi è arrivata a due miliardi. Ma è tanto necessaria quanto complessa da interpretare, da parte del mondo dell’impresa. Ci ha visto giusto Alvise Biffi che, come primo atto a guida di Assolombarda, ha varato il progetto ForgIA per accompagnare le imprese, con l’obiettivo di aumentarne la produttività: “L’intelligenza artificiale non rappresenta più solo uno strumento di supporto, ma una vera e propria leva strategica fondamentale per la crescita”, ha spiegato. Ora una ponderosa ricerca di McKinsey aiuta a chiarire i quadro: “Se da un lato l’adozione dell’Ai ha subito un’accelerazione esponenziale, con l’88 per cento delle aziende che l’ha implementata in almeno una funzione, i ritorni economici faticano a materializzarsi: l’80 per cento delle imprese dichiara di non aver ancora registrato un contributo significativo all’EBIT derivante da queste tecnologie”. E’ il “Paradosso della GenAI” a cui far fronte “attraverso l’evoluzione dai semplici Chatbot a sistemi in grado di pianificare attività, interagire con sistemi aziendali ed eseguire azioni complesse, ridefinendo i processi aziendali”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E’ ciò che emerge dal report “GenAI as an opportunity for productivity and industrial transformation” di McKinsey. In base allo studio, “se l’uso di semplici strumenti GenAI da parte dei dipendenti offre un incremento di produttività di circa 1,2 volte, l’adozione di flussi di lavoro agentici raddoppia il potenziale (2x) e la creazione di Digital Agent Factories, dove gli umani supervisionano un’organizzazione virtuale di agenti, genera un potenziale di produttività che può aumentare fino a 20 volte”. Risultati che è possibile raggiungere, secondo McKinsey, attraverso sei ingredienti fondamentali: una roadmap guidata dal business, lo sviluppo di talenti, una delivery agile, tecnologie adeguate, gestione dei dati e una solida gestione del cambiamento. Una parte rilevante di questo monitoraggio riguarda le ricadute sull’organizzazione del lavoro e sull’associazione tra Ai e robotica. “Il lavoro del futuro sarà una partnership tra persone, agenti e robot, il tutto alimentato dall’Ai. Le tecnologie odierne potrebbero teoricamente automatizzare più della metà delle attuali ore di lavoro. Questo riflette quanto profondamente il lavoro possa cambiare, ma non è una previsione di perdita di posti di lavoro”. La maggior parte delle competenze umane continuerà a esistere, sebbene applicate in modo diverso. “Oltre il 70 per delle competenze ricercate oggi dai datori di lavoro viene utilizzato sia in lavori automatizzabili che non automatizzabili. Questa sovrapposizione significa che la maggior parte delle competenze rimarrà rilevante, ma il modo e il luogo in cui verranno utilizzate evolveranno”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;I tempi sono cruciali. “Questa rivoluzione – spiega di recente il presidente del Comitato Leonardo (il Ghota di Confindustria) Matteo Zoppas – sta cambiando ogni paradigma. Ci siamo chiesti se chi decide in azienda non è cosciente di questa rivoluzione, di dove sarà la sua azienda tra 5 o 10 anni. Perché gli uomini devono prendere coscienza di quanto siano in ritardo. Il nostro più acerrimo nemico è il famoso teorema del ‘not invented here’”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Anche il Politecnico sta lavorando per dare un supporto concreto alle imprese, grazie all’Osservatorio sulla Intelligenza artificiale (nato nel 2017) sperimenta già una quarantina di progetti destinati a rendere compatibile l’Ai con la robotica, come il Total Efficiency 4.0, che “si muove sul terreno dell’automazione industriale e utilizza la digitalizzazione per fare passi avanti nella raccolta dei dati e nella loro analisi”. Applicato alla produzione di pneumatici, il progetto prevede di costruire un’infrastruttura digitale di smart manufacturing al fine di creare una reale unificazione e integrazione delle varie fasi di produzione. Il nuovo sistema consentirà di gestire in una logica di machine learning tutti i processi. Le fasi di produzione saranno coinvolte per ottenere una maggiore produttività, flessibilità, velocità, efficienza energetica, riduzione della variabilità di prodotto e un conseguente incremento dei livelli qualitativi”. C’è lavoro, ma sarà differente.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:37:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator> Daniele Bonecchi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-21T10:37:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Pietro Tatarella, il candidato che non c’è ma che sarebbe un’ idea</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/21/news/pietro-tatarella-il-candidato-che-non-c-e-ma-che-sarebbe-un-idea-8676969/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pietro Tatarella&lt;/strong&gt; non è nel novero dei papabili candidati sindaco di Milano. Nessuno lo ha proposto, lui non si è proposto. Ma qualcuno, probabilmente, avrebbe dovuto. O ancora avrebbe tempo per pensarci. Perché ha l’identikit del candidato sindaco perfetto che il centrodestra sogna ma non trova. E’ onesto: qualità accertata da due assoluzioni e contro l’orda di mascalzoni giustizialisti che non è riuscita ad abbatterlo. E’ un liberale moderato, è un politico di valore e un profondo conoscitore dell’attività amministrativa. In più, &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/cronache/2019/05/15/news/qualche-domanda-sull-indagine-monstre-che-agita-i-palazzi-lombardi-255004/"&gt;dopo la vicenda giudiziaria, che lo ha visto in isolamento per oltre 45 giorni&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;i suoi social sono diventati uno dei pochi posti in cui si possono leggere riflessioni intelligenti sulla città punteggiate da centinaia di commenti e migliaia di visualizzazioni&lt;/strong&gt;. Del resto Pietro Tatarella ha sempre dato del tu al consenso.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Classe 1983, mamma calabrese di Reggio e papà pugliese di Foggia, è un milanese puro di Baggio: nessuna parentela con Pinuccio. In politica ci arriva con il primo &lt;em&gt;contest&lt;/em&gt; politico della storia. Archeologia, ma divertente. E’ il 2005 e c’è Formigoni candidato presidente di Regione ad Antenna 3. Annuncia di voler lasciare un posto in lista per un under 25 e, in sovrimpressione appare un numero di telefono. Tatarella chiama e si presenta in Fiera Milano con altri 100 ragazzi. Dopo le selezioni rimangono in 10, alla fine decide il televoto: vince lui. Alla prima intervista la tocca subito piano. “Sei di Cl?“, gli chiede il giornalista e lui: “No, assolutamente no”. Lo chiama il Celeste: beh, potevi anche non rispondere così… Alla fine prende circa 500 voti. Non bastano, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Un anno dopo, supporta la candidatura di Manfredi Palmeri a palazzo Marino. Sindacatura Moratti. Palmeri diventerà presidente del Consiglio, Tatarella invece entra in Consiglio di zona con 878 preferenze. Ne bastavano 500 per entrare in Comune, ma lui si accomoda nella sua Baggio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Fabio Altitonante, il suo più grande amico in politica, lo conosce a Gubbio, a un corso di formazione di Forza Italia. Condivideranno tutto, anche l’esperienza giudiziaria, Tatarella in carcere e Altitonante ai domiciliari. Nel 2009 però i momenti tristi sono lontani nel futuro: fanno la campagna con Podestà, c’è anche, giovanissimo, Marco Bestetti, oggi in Fdi. Nel 2011 entra in Comune con oltre 1.700 preferenze. Il capogruppo è Carlo Masseroli. Nel 2013 tocca a lui. Dimostra talento nelle trattative, tra la destra e la sinistra. Ma quando c’è da prendere una posizione scomoda, lo fa. Come quando vota – in splendida solitudine – per le unioni civili: rischia la lapidazione nel partito. Ogni 25 aprile sfila con la Brigata ebraica. Con Pisapia fa un patto per Expo, e garantisce i voti per la M4 che altrimenti non sarebbe passata, perché il centrosinistra si spacca sui costi dell’opera. Nel 2016 prende 5.600 voti. Gli ultimi riesce ad acciuffarli a una manciata di ore dall’apertura dei seggi, facendo il giro delle balere storiche di Milano. Occhio azzurro e sorriso, buona parlantina, determinazione: non si molla nessuna preferenza. Nel 2019 si candida alle Europee, che si terranno il 26 maggio. Ma il 7 finisce in isolamento a Opera. Si scatena il finimondo sui giornali, eppure a quelle elezioni, tre settimane dopo, arriva comunque a sfiorare le mille preferenze. Passa tutta la carcerazione a Opera, pensando al figlio Enea di quattro anni e alla moglie Miriam. Di giorno gioca molto a calcio. Di notte, invece, non riesce a dormire. Nella cella di fronte c’è un ragazzo intelligentissimo, capace. Nato in una famiglia complicata, fa dentro e fuori dalla galera. Si chiama Zeno. Parlano, si preparano la tisana sul fornelletto, passandosela una sera uno e una sera l’altro con una scopa, da un lato all’altro del corridoio. Il 14 di agosto viene trasferito a Busto. Sua moglie, a Ferragosto, va in visita ad Opera, senza trovarlo: nessuno le aveva detto niente. A Busto è dura, in cella con un tossicodipendente problematico. Mancano pochi giorni alla scarcerazione, che avverrà il 22 agosto, quando si presenta davanti al Tribunale del Riesame. Ed è là, in quell’occasione, che i fotografi lo immortalano con le manette. Come Ilaria Salis, ma non in Ungheria. Accade in Italia, però è vietato riprendere e pubblicare foto di persone in manette, dopo Tortora. Una barbarie, e Tatarella la vive tutta. Torna a casa, va a lavorare nella falegnameria di suo padre. Con Miriam fanno un secondo figlio, a cui dà il nome di quel ragazzo conosciuto in carcere, Zeno. Suo suocero, che faceva il gommista, morirà di Covid. Alla mattina la sua routine è andare a pulire l’officina, per poi stare sulle macchine per il legno tutto il giorno.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nel 2022 la grande gioia: assoluzione in primo grado&lt;/strong&gt;. Si trovano un po’ di amici, quella sera. E’ una sera calda, si brinda. Ci sono tanti esponenti del Pd, nessuno di Forza Italia. Uno dei più contenti è Mirko Mazzali, l’avvocato dei centri sociali. Amico di Pietro perché garantista: esulterà anche per la sentenza di assoluzione in secondo grado. Oggi entrambi, Pietro e Mirko, si battono per il Sì alla referendum. Ma per Tatarella non è abbastanza. Sta per lanciare un laboratorio di falegnameria in carcere, una birra prodotta a Opera e decine di altre iniziative sociali. Continua a frequentare gli ultimi, lui che a un certo punto, nel 2016, era pure stato preso in considerazione da Berlusconi come candidato sindaco. Troppo giovane, e il profilo di Stefano Parisi era il migliore. Oggi chissà se il Cavaliere si farebbe scappare l’occasione. Chissà.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 09:26:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabio Massa</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-21T09:26:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>L’Ai messa al lavoro. Aziende ancora indietro, uno studio di McKinsey indica le scelte da fare</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/21/news/l-ai-messa-al-lavoro-aziende-ancora-indietro-uno-studio-di-mckinsey-indica-le-scelte-da-fare-8676592/</link>
      <description>&lt;p&gt;La rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale non è un pranzo di gala. Anche se – &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2026/02/05/news/il-2025-e-stato-l-anno-dell-ai-in-italia-il-valore-cresce-ma-restiamo-piccoli-lo-studio-8621938/"&gt;come spiega l’Osservatorio del Politecnico di Milano &lt;/a&gt;– nel 2018 valeva 200 milioni e oggi è arrivata a due miliardi. Ma è tanto necessaria quanto complessa da interpretare, da parte del mondo dell’impresa. Ci ha visto giusto Alvise Biffi che, come primo atto a guida di Assolombarda, ha varato il progetto ForgIA per accompagnare le imprese, con l’obiettivo di aumentarne la produttività: “L’intelligenza artificiale non rappresenta più solo uno strumento di supporto, ma una vera e propria leva strategica fondamentale per la crescita”, ha spiegato. Ora una ponderosa ricerca di McKinsey aiuta a chiarire i quadro: &lt;strong&gt;“Se da un lato l’adozione dell’Ai ha subito un’accelerazione esponenziale, con l’88 per cento delle aziende che l’ha implementata in almeno una funzione, i ritorni economici faticano a materializzarsi: l’80 per cento delle imprese dichiara di non aver ancora registrato un contributo significativo all’EBIT derivante da queste tecnologie”.&lt;/strong&gt; E’ il “Paradosso della GenAI” a cui far fronte “attraverso l’evoluzione dai semplici Chatbot &amp;nbsp;a sistemi in grado di pianificare attività, interagire con sistemi aziendali ed eseguire azioni complesse, ridefinendo i processi aziendali”.&amp;nbsp;&lt;br&gt; E’ ciò che emerge dal report “GenAI as an opportunity for productivity and industrial transformation” di McKinsey. In base allo studio, “se l’uso di semplici strumenti GenAI da parte dei dipendenti offre un incremento di produttività di circa 1,2 volte, l’adozione di flussi di lavoro agentici raddoppia il potenziale (2x) e la creazione di Digital Agent Factories, dove gli umani supervisionano un’organizzazione virtuale di agenti, genera un potenziale di produttività che può aumentare fino a 20 volte”. Risultati che è possibile raggiungere, secondo McKinsey, attraverso sei ingredienti fondamentali: una roadmap guidata dal business, lo sviluppo di talenti, una delivery agile, tecnologie adeguate, gestione dei dati e una solida gestione del cambiamento. Una parte rilevante di questo monitoraggio riguarda le ricadute sull’organizzazione del lavoro e sull’associazione tra Ai e robotica. “Il lavoro del futuro sarà una partnership tra persone, agenti e robot, il tutto alimentato dall’Ai. Le tecnologie odierne potrebbero teoricamente automatizzare più della metà delle attuali ore di lavoro. Questo riflette quanto profondamente il lavoro possa cambiare, ma non è una previsione di perdita di posti di lavoro”. La maggior parte delle competenze umane continuerà a esistere, sebbene applicate in modo diverso. “Oltre il 70 per delle competenze ricercate oggi dai datori di lavoro viene utilizzato sia in lavori automatizzabili che non automatizzabili. Questa sovrapposizione significa che la maggior parte delle competenze rimarrà rilevante, ma il modo e il luogo in cui verranno utilizzate evolveranno”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;br&gt; I tempi sono cruciali. “Questa rivoluzione – spiega di recente il presidente del Comitato Leonardo (il Ghota di Confindustria) Matteo Zoppas – sta cambiando ogni paradigma. Ci siamo chiesti se chi decide in azienda non è cosciente di questa rivoluzione, di dove sarà la sua azienda tra 5 o 10 anni. Perché gli uomini devono prendere coscienza di quanto siano in ritardo. Il nostro più acerrimo nemico è il famoso teorema del ‘not invented here’”. Anche il Politecnico sta lavorando per dare un supporto concreto alle imprese, grazie all’Osservatorio sulla Intelligenza artificiale (nato nel 2017) sperimenta già una quarantina di progetti destinati a rendere compatibile l’Ai con la robotica, come il Total Efficiency 4.0, che&lt;strong&gt; “si muove sul terreno dell’automazione industriale e utilizza la digitalizzazione per fare passi avanti nella raccolta dei dati e nella loro analisi”. &lt;/strong&gt;Applicato alla produzione di pneumatici, il progetto prevede di costruire un’infrastruttura digitale di smart manufacturing al fine di creare una reale unificazione e integrazione delle varie fasi di produzione. Il nuovo sistema consentirà di gestire in una logica di machine learning tutti i processi. Le fasi di produzione saranno coinvolte per ottenere una maggiore produttività, flessibilità, velocità, efficienza energetica, riduzione della variabilità di prodotto e un conseguente incremento dei livelli qualitativi”. C’è lavoro, ma sarà differente.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 09:15:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator> Daniele Bonecchi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-21T09:15:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>La “Crocifissione” di Hans Memling al Diocesano dialoga con quattro artisti</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/18/news/la-crocifissione-di-hans-memling-al-diocesano-dialoga-con-quattro-artisti-8676589/</link>
      <description>&lt;p&gt;Strana combo che queste &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/milano-cortina%202026/"&gt;Olimpiadi invernali&lt;/a&gt; – con il loro coté di tifo caldo e colorato, di code per accaparrarsi la spilletta-omaggio e di video virali (ché alla fine Milano ha conquistato anche gli scettici) – passino il testimone alla &lt;strong&gt;Quaresima ambrosiana&lt;/strong&gt;. Ed è quindi azzeccata, nel cuore di questa settimana di passaggio carnevalesco, l’apertura, oggi, di una mostra che invita al tempo lento della contemplazione. Accade al Museo diocesano, al solito efficace con proposte espositive che coniugano bellezza e senso, come questa mostra che ruota attorno alla &lt;strong&gt;Crocifissione di Hans Memling&lt;/strong&gt;, prestito prezioso dal Museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza. &lt;strong&gt;Piccola e intensa come solo sa esserlo certa pittura fiamminga, questa raffinata opera giovanile “fotografa” l’ultimo respiro di Cristo e ci invita a “stare”, ovvero a star fermi e saldi di fronte al mistero, al pianto e al senso della vita.&lt;/strong&gt; Vediamo allora il dolore intimo di Maria con la mano destra sul cuore, la Maddalena in ginocchio, il Battista che regge un agnello, San Bernardo di Chiaravalle, protettore dell’abate cistercense che commissionò il dipinto intorno al 1470.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E poi, sullo sfondo, appare un paesaggio da fiaba, ritratto con quella meticolosità che è tipicamente nordica. &lt;strong&gt;“Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro”, a cura di Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi, non è una mostra-focus su Memling, ma su come alcuni bravi artisti di oggi, scrutando Memling, possano ragionare in chiave attuale sul tema complesso della Crocifissione, &lt;/strong&gt;ridefinendo i confini dell’arte sacra contemporanea. L’opera del fiammingo è al centro della scena: attorno a lei, in un percorso pensato con Casa Testori per muoversi liberamente da uno spazio all’altro, si affacciano le quattro sale con gli interventi degli artisti coinvolti nel progetto. Stefano Arienti riprende la Crocifissione in sé, Matteo Fato riflette sulla pittura del dolore, Julia Krahn sulla figura di Maria, mentre Danilo Sciorilli propone un trittico di video con una performance. La mostra è visitabile fino al 17 maggio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 09:15:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Francesca Amé</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-21T09:15:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Fashion Link Milano, anche le grandi Fiere vincono il loro slalom</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/21/news/fashion-link-milano-anche-le-grandi-fiere-vincono-il-loro-slalom-8677305/</link>
      <description>&lt;p&gt;In quella showroom permanente che è diventata &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/milano/"&gt;Milano&lt;/a&gt;, tutta una “week” assortita per otto mesi all’anno, capita che le fiere più attese della moda, ormai use a presentarsi insieme per ottimizzare le presenze di buyer ed espositori, vadano a sovrapporsi con le &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/olimpiadi/"&gt;Olimpiadi&lt;/a&gt; e che non ne nasca il patatrac solo perché la voglia di ripartenza del settore è tale da aguzzare l’ingegno. Dunque &lt;strong&gt;Lineapelle&lt;/strong&gt;, la più importante realtà fieristica conciaria mondiale, costretta ad anticipare all’11-13 febbraio le date di apertura a causa dell’occupazione dei “suoi” padiglioni a Rho-Fiera per alcune location di gara,&lt;strong&gt; ha scontato un calo di 16 mila presenze rispetto alla scorsa edizione invernale, ma ha registrato anche una maggiore focalizzazione sul prodotto e soprattutto sul servizio da parte di operatori e buyer&lt;/strong&gt; che, pur costretti a diminuire i giorni di permanenza a causa del costo degli alberghi e del timore di un traffico in realtà inesistente (molto gradito il progetto tecnico-espositivo Après-Ski, che intercetta la tendenza festaiolo-montana del momento).&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E allo stesso modo, pur andando nuovamente a sovrapporsi con le ultime date delle Olimpiadi (tutti contano che l’hockey statunitense non arrivi in finale, perché in quel caso l’arrivo di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/donald-trump/"&gt;Donald Trump&lt;/a&gt; imporrebbe misure di sicurezza che la città pronta alla fashion week non ha nessuna voglia di vedere in atto), è chiaro l’obiettivo unitario e strategico del progetto &lt;strong&gt;Fashion Link Milano&lt;/strong&gt; che, dal 21 febbraio fino a fine settimana, metterà in relazione tutte le principali fiere con un unico titolo di ingresso: Milano fashion&amp;amp;Jewels, Sì Sposaitalia Collezioni, The One Milano, Micam e Mipel (Lineapelle tornerà a unirsi a queste manifestazioni dal prossimo settembre). Dice la presidente di Micam e Assocalzaturifici, &lt;strong&gt;Giovanna Ceolini&lt;/strong&gt;, di aspettarsi molto da questo network che risponde, appunto, a un’esigenza reale dei compratori: “La congiuntura resta difficile, e per quanto noi si lavori molto sull’incoming di stranieri, grazie anche al supporto di Ice, sono proprio cambiati i modi e i tempi sia nelle scelte sia nelle richieste di servizio”. Si resta meno in fiera, si cerca di farsi venire delle idee e di stabilire dei contatti entro un massimo di ventiquattr’ore. “Bisogna velocizzare”, aggiunge.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Per l’edizione 101 di Micam, non a caso, ha chiamato un pool di architetti, che hanno progettato un nuovo layout e un hub di coworking, condiviso con la fiera della pelletteria, Mipel. &amp;nbsp;Insieme, le cinque manifestazioni presenteranno l’offerta di 1.777 brand di cui il 45 per cento proveniente dall’estero e buyer principalmente da Germania, Grecia, Spagna, Cina, Giappone, Corea del Sud, India; e poi Turchia, Emirati, Sudafrica, Canada, Usa e le ex repubbliche sovietiche. &lt;strong&gt;Per la rabbia dei tassisti milanesi, già furenti per il poco business olimpico, anche in questo caso ci saranno navette dedicate. Ceolini si dice ottimista&lt;/strong&gt;. Pur sapendo che la battaglia, adesso, sarà sugli sgravi fiscali e sul protocollo contro il caporalato, che al momento è in corso di definizione con tempistiche e coefficienti molto adatti al comparto tessile, per niente su quello calzaturiero.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 07:58:00 GMT</pubDate>
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