GRAN MILANO
Soldini olimpici. Commissione agitata sugli extracosti per il comune. Ma c’è anche il ritorno globale
L'assessora allo Sport Martina Riva ha spiegato che per pochi milioni di extracosti non è possibile mettere in discussione un evento che ha assicurato un gettito di 2 miliardi e mezzo e che ha portato Milano al centro del mondo per due settimane
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14 MAY 26

Foto Ansa
Sul finire della riunione della commissione Martina Riva è sbottata, prendendo di mira i critici delle Olimpiadi di Milano Cortina: per pochi milioni di extra-costi non è possibile mettere in discussione un evento che ha assicurato, secondo i numeri elaborati da Assolombarda, un gettito di 2 miliardi e mezzo. Un messaggio inviato non soltanto ai commissari dell’opposizione, ma anche a quelli della maggioranza (anzi forse più a questi ultimi, da tempo una vera opposizione interna alla Giunta Sala) da sempre scettici sulla riuscita dei Giochi. Il problema degli extra-costi esiste e sarà risolto, ha spiegato l’assessora allo Sport, intervenuta a ben tre commissioni consiliari congiunte – Olimpiadi, Bilancio e Sport – ma senza speculare su una manifestazione che ha portato Milano al centro del mondo per due settimane. Senza considerare, ha aggiunto Martina Riva, che è normale che in sette anni di lavori svolti in condizioni non facili si possano creare spese non preventivate.
I problemi maggiori lasciati dalla manifestazione olimpica a Palazzo Marino sono due. Il primo riguarda l’area di Santa Giulia, l’attuale “Unipol Dome” dove in febbraio si erano svolte le gare di hockey. L’assessora ha ricostruito la storia del progetto Montecity-Rogoredo nato nel 2004, che prevedeva un centro polifunzionale privato. Nel 2019 l’impianto entra nel novero di quelli olimpici, poi iniziano i ritardi nei lavori al punto che il Mef – contraddicendo l’orientamento originario del governo – concede un contributo ai costi perché riconosce l’esistenza di un “interesse pubblico” da tutelare. Nel 2023 i tedeschi di Eventim, i titolari del complesso, lamentano 124 milioni di extra-costi dovuti all’accelerazione dei lavori, a problemi di natura tecnica, all’aumento dei prezzi e ai mancati introiti. Il Comune affida a MM e Amat, l’agenzia Mobilità Ambiente Territorio, la valutazione sulla congruità della richiesta, che viene fissata a 53 milioni. Secondo il governo, invece, il prezzo gusto è 21 milioni, somma che consegna a Palazzo Marino.
Come andrà a finire? Un precedente raccontato dall’avvocato del Comune, Antonello Mandarano, non induce all’ottimismo: Risanamento e Lendlease, i proprietari di Santa Giulia, hanno aperto un contenzioso con Comune e Regione per un extra-costo di soli 800 mila euro, è probabile che i tedeschi di Eventim seguano l’esempio considerato che ci sono in ballo cifre ben più consistenti. Prima di sborsare i soldi il Comune ha deciso di rivolgersi a un ente terzo che deciderà sulla fondatezza della spesa, un particolare che potrebbe rendere ancora più complicata la vicenda.
L’altro problema riguarda l’ex Villaggio Olimpico di Porta Romana che da settembre ospiterà uno studentato. Il tema degli extra-costi era emerso pubblicamente lo scorso anno durante un sopralluogo di Matteo Salvini quando Coima, che ha realizzato l’opera, annunciò un deficit di 40 milioni per motivi analoghi a quelli di Eventim. Pur promettendo l’attenzione del governo il ministro delle Infrastrutture spiegò che non era possibile destinare aiuti pubblici a un privato, bisognava individuare una strada che non andasse contro le normative Ue. Un’ipotesi per consentire alla società di Catella di rientrare dai costi è la possibilità di rivedere l’accordo con il Comune che prevede prezzi calmierati per gli studenti affittuari. Riva ha precisato che questa strada richiederebbe un passaggio in Consiglio comunale per rivedere la convenzione, facile immaginare che sarebbe un passaggio a dire poco ostico.
In coda alla riunione della commissione c’è stato un accenno anche al deficit della Fondazione Milano-Cortina che, secondo alcuni giornali, sarebbe superiore ai 300 milioni. Nessun commento da parte dell’assessora a parte precisare che ci sono quattro soci, oltre al governo, cui toccherebbe fare fronte. Il Comune, come ha ricordato l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte in un’altra commissione che si è tenuta martedì, può contare su 100 milioni che erano stati accantonati con una delibera del 2022 a garanzia dei rischi economici legati alle Olimpiadi: in tutto o in parte potrebbero contribuire a sanare il buco della Fondazione.