GRAN MILANO
Elezioni in Statale. La gara tra Obiettivo studenti e sinistra, ma non soltanto
Il più grande ateneo milanese presenta una geografia politica difficile da decifrare che rivela la distanza con il mondo degli adulti. Nella partita sono da tenere d’occhio le formazioni che con maggiore oltranzismo hanno portato avanti la linea proPal e antigovernativa, sinora poco premiate dalle urne
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7 MAY 26

Foto Ansa
Chi volesse cogliere qualche indizio per le prossime comunali milanesi dal voto studentesco alla Statale di Milano in corso in questi giorni sia avvisato: finirà inevitabilmente fuori strada. Il più grande ateneo milanese presenta infatti una geografia politica difficile da decifrare – vale un po’ per tutte le realtà studentesche – che rivela la distanza con il mondo degli adulti. L’unico tratto (negativo) in comune è rappresentato dalla disaffezione al voto, molto più alta in realtà in università, anche perché la differernza tra iscritti e frequentanti è sempre molto alta: due anni, elezioni studentesche del 2024, aveva votato poco più del 13 per cento degli iscritti. Per il resto prevalgono logiche diverse, pronte a essere ribaltate, tipo la storica prevalenza della sinistra che è venuta meno due anni fa con l’affermazione di Obiettivo Studenti, lista di varia aggregazione ma nella sua anima trainante espressione degli studenti di Comunione e liberazione. Il “movimento” appare anche stavolta favorito, dimostrando tra i chiostri (e in altri atenei) una verve che sembra avere smarrito nella politica regionale e nazionale: oltre al consolidato impegno dei giovani (Cl nacque nelle università) ha pagato la presenza costante.
E’ invece caratterizzato dalle divisioni il campo del centrodestra, con i giovani di Forza Italia e Lega che hanno costituito la lista “Studenti per le Libertà - Siamo Futuro Libertà in Statale”, mentre gli omologhi di Fratelli d’Italia hanno deciso di non presentarsi in proprio: può stupire che il primo partito nazionale e lombardo non sia presente in una delle università più importanti d’Italia, ma solo se non si conosce il clima poco favorevole che da sempre regna nei confronti della destra. Ad ogni modo Azione Universitaria, così si chiama il movimento degli studenti di Fdl, appoggerà Obiettivo Studenti, dove saranno presenti anche alcuni suoi candidati.
Ancora più articolata la situazione nell’area progressista dove si registra una frammentazione in almeno sei liste. “UniSì - Uniti a Sinistra” è la forza più consistente, nata nel 2012 si può considerare il riferimento della sinistra istituzionale data anche la vicinanza ai giovani del Pd milanese. Con una storia più antica e con il solito piglio movimentista si presenta “Sinistra Universitaria – UdU Statale” che contende a UniSì il primato a sinistra. Poi il panorama si radicalizza con “Studenti Indipendenti - Link” che fa parte del Coordinamento di collettivi universitari nato nel 2009 in seguito alla contestazione della riforma Gelmini, con il “Fronte della Gioventù Comunista” e soprattutto “Cambiare Rotta” che porta avanti un programma che sembra elaborato negli Anni Settanta. La campagna elettorale che si è svolta con la consueta vivacità ha dovuto scontare l’influenza delle tematiche internazionali – Gaza in particolare – nonostante non manchino quelle più strettamente legate al futuro della Statale che conta circa 58 mila iscritti e sta cambiando pelle con il trasferimento da Città Studi a Mind. Il dibattito elettorale si è incentrato su come rafforzare il diritto allo studio, messo a rischio per i fuorisede dal costo delle abitazioni in città: il potenziamento delle borse di studio e di altri servizi come le mense sono altri aspetti considerati centrali un po’ da tutte le liste. Più contrastato il discorso sulle tasse universitarie, al momento esiste la no tax area per i redditi fino a 30 mila euro: va alzata oppure confermata, visto che assicura 77 milioni che servono a mandare avanti l’ateneo? E’ poi corretto che gran parte di questi introiti arrivi dai fuoricorso, cui tocca spendere anchec seimila euro l’anno?
Si vota sino alle 14 di oggi, giovedì, in modalità telematica grazie a postazioni informatiche installate presso i seggi elettorali. L’esito arriverà poco dopo. In ballo ci sono i seggi nei vari Consigli di facoltà, i 5 riservati agli studenti nel Senato Accademico e i 2 nel Consiglio di amministrazione, l’organo più importante. Sono presenti ben 13 liste ma non tutte coprono l’intera, l’università, alcune sono circoscritte ad una sola facoltà, d’altronde non è facile coprirle tutte: giusto per farsi un’idea Obiettivo Studenti, tra i più strutturati, ha messo in campo 160 candidati. Come detto, la partita è tra Obiettivo Studenti, UniSì e Udu; ma sono da tenere d’occhio le formazioni che con maggiore oltranzismo hanno portato avanti la linea proPal e antigovernativa, sinora poco premiate dalle urne.