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GranMilano

Viaggio nella Lombardia che produce, restituisce e fa crescere i redditi

Daniele Bonecchi

Le imprese innovative chiedono spazio, complicità e sistema. Dopo le frecciate tra Assolombarda e il sindaco Sala, una breve rassegna delle realtà produttive chiarisce molte cose

Doveva essere una mano tesa al sindaco Beppe Sala, quella degli industriali di Assolombarda, ma è stata letta come una sfida. Alessandro Spada non è sceso sul sentiero di guerra, semplicemente voleva mettere a disposizione della città e difendere il generoso know-how del sistema-impresa che cresce sotto la Madonnina, con un occhio oltre la cinta daziaria, verso i confini della regione, e spingere la crescita. Perché non basta più la città-vetrina, è il pensiero, è necessario percorrere più rapidamente la strada della ricerca e della innovazione, per consolidare, nella capitale economica del paese, un made in Italy che lascia il segno. Ma alla nota di Spada su una certa “mancanza di visione”, Sala aveva risposto piccato: “Alzino gli stipendi dei milanesi”. La verità è che in Lombardia la crescita è in sintonia con salari più alti (sollecitati da Sala). Gli esempi di aziende davvero innovative non mancano ma chiedono spazio, complicità e sistema. Ecco un breve viaggio.

Entrare alla Technoprobe è come assistere al film “Mission to Mars” ambientato proprio su Marte da un certo Brian De Palma. Laboratori spaziali, tute bianche e caschi protettivi, alla Technoprobe di Cernusco Lombardone (Lecco) sono abituati a dialogare col futuro. E’ un’azienda leader nel settore dei semiconduttori e della microelettronica. “Per noi l’innovazione non è semplicemente sopravvivenza – spiega Roberto Crippa, vicepresidente – è qualcosa di indispensabile, operando in un settore così in evoluzione come quello della microelettronica e dei semiconduttori. I nostri prodotti e i nostri servizi vanno di pari passo con l’evoluzione tecnologica dei microchip. Le soluzioni che  sperimentiamo sono fatte su misura per ogni singolo microchip. Da sempre investiamo e lavoriamo nel mondo della ricerca e dello sviluppo: è l’ambito della microelettronica”. Nata nel 1996 da un’idea del suo fondatore Giuseppe Crippa, Technoprobe è specializzata nella progettazione e realizzazione di interfacce elettro-meccaniche denominate Probe Card (schede sonda) per il test di funzionamento dei chip. Il segmento è quello del testing dei semiconduttori di tipo non-memory o SOC (system on chip). Il gruppo, unico produttore italiano di Probe Card e secondo a livello mondiale in termini di volumi e fatturato, collabora coi grandi produttori mondiali nei settori della microelettronica, dell’informatica e del digitale. Per capirci, le Probe Card sono dispositivi ad alta tecnologia – fatti su misura sullo specifico chip – che consentono di testare il funzionamento dei chip durante il loro processo di costruzione. Hanno dunque un ruolo determinante nell’industria dell’information technology, del 5G, dell’Internet of Things, della domotica, dell’automotive, dell’aerospaziale. Un anello indispensabile nella supply chain di quei chip che sono il cuore del mondo tecnologico di oggi, oggi sotto grande stress. Naturalmente Technoprobe è oggi un hub tecnologico di ricerca in continua espansione con circa 2.500 dipendenti (dei quali 1.517 in Italia), 3 centri di ricerca e oltre 600 brevetti certificati. 

E a proposito di missioni su Marte, l’industria aerospaziale lombarda – capofila Leonardo presente a Nerviano (Mi), Varese e Brescia – ha commissionato a Prometeia una ricerca, per capire quanto vale e che prospettive può avere. L’azienda Leonardo è il fulcro di una filiera che contribuisce al Pil regionale con circa 2,7 miliardi di euro, pari allo 0,8 per cento del totale (+28  per cento rispetto al 2018). Il valore porta la Lombardia in cima alla classifica in Italia per incidenza sul Pil prodotto a livello regionale da Leonardo e ogni euro di valore aggiunto creato dall’azienda genera, in media, due euro addizionali sul territorio. Non basta la spinta riguarda anche il mondo del lavoro: dieci occupati di Leonardo in Lombardia sostengono, in media, ulteriori 33 occupati addizionali per un totale di 30 mila addetti dell’ecosistema locale, valore cresciuto del 30  per cento rispetto al 2018. Le oltre 1.300 aziende della filiera, con una incidenza delle Pmi all’80 per cento, muovono circa 900 milioni di euro di volume ordinato, posizionando la Lombardia come prima Regione per spesa in beni e servizi provenienti dal sistema Leonardo. La Regione è inoltre quella in cui il valore degli investimenti nelle attività di Ricerca & Sviluppo dell’azienda è maggiore, raggiungendo i 382 milioni di euro, pari al 9,6 per cento su base totale regionale. La produttività media del lavoro, caratterizzato da un mix di competenze elevato, alimentata da Leonardo risulta essere maggiore del 17 per cento rispetto alla media regionale e la filiera di Leonardo rappresenta il 12 per cento di tutta l’industria hi-tech della Lombardia. Le attività innovative, che trovano ulteriore linfa nel lavoro svolto dai Leonardo Labs  presenti in Lombardia, sono inserite in un sistema di imprese, istituzioni e università. In questo contesto, la collaborazione già avviata tra il mondo industriale e le istituzioni regionali risulta essenziale, il sistema produttivo guidato da Leonardo è composto da oltre 4.000 aziende con più di 125 mila occupati.

Dopo questa pioggia di cifre, torniamo a un ambiente più soft, quello del design. Una delle sue istituzioni milanesi, che realizza il Salone del Mobile ha deciso la conversione verso la sostenibilità. Dopo il terremoto Covid degli ultimi anni, ha ristrutturato e perfezionato la sua politica in vista della prossima edizione. Al centro la creazione di valore sostenibile e duraturo nel tempo, che deve essere perseguita nel rispetto dei principi di integrità e onestà, inclusione e trasparenza. Il “manifesto” sottoscritto da Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano. I pilastri sui quali il Salone del Mobile intende focalizzare il proprio percorso nel 2023 sono: la promozione della compatibilità ambientale, sociale ed economica delle attività e dei servizi; il rispetto delle persone; l’etica nel business; la soddisfazione delle esigenze e aspettative dei propri stakeholder. In più il coinvolgimento della catena di fornitura in un’ottica di crescita sostenibile: obiettivo erogare servizi che consentano di minimizzare gli impatti ambientali, sociali ed economici. Si annuncia insomma una edizione all’insegna della sostenibilità che dovrà fare i conti con un Fuorisalone sempre innovativo ma un tantino invasivo. In ogni caso, da una delle filiere lombarde più importanti, un altro esempio in positivo, evitando le polemiche inutili.

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