Guido Guidesi (Ansa)

Gran Milano

L'assessore allo Sviluppo economico della Lombardia alla carica su aziende, Europa e autonomia

Daniele Bonecchi

Il prossimo governatore della regione sarà Attilio Fontana, dice Guido Guidesi. E l’autonomia differenziata della Lombardia, che dovrà spalancare le porte all’impresa

Guido Guidesi ha due certezze: il prossimo governatore della Lombardia sarà Attilio Fontana (“la vicenda Musumeci riguarda la Sicilia”) e l’autonomia differenziata della Lombardia, che dovrà spalancare le porte all’impresa. Le imprese lombarde sono riuscite a mantenere buoni livelli di export nel primo trimestre 2022, alcuni segnali di rallentamento non hanno impedito all’export lombardo di crescere ancora (+4,9 per cento rispetto allo scorso trimestre). Ma c’è un però: “I segnali di una guerra impazzita non li vediamo in quei dati”, spiega al Foglio l’assessore allo Sviluppo economico della Lombardia. “Nei prossimi mesi saranno evidenti tutti gli aspetti negativi. Il problema più grosso è rappresentato dal costo dell’energia. La crisi colpisce tutti, naturalmente le aziende energivore sono più esposte ma la situazione è di grave difficoltà. Il paradosso è che abbiamo un record di ordinativi che non si vedeva da anni ma non si riesce a produrre”.

  
L’Europa e l’Italia stanno riflettendo sull’utilizzo di energie pulite alternative, come l’idrogeno verde, “ma il tema sta nell’economicità e nella logistica. La produzione dell’idrogeno verde oggi non è economica e allora un’azienda che ha come obiettivo quello di fare utili ci pensa due volte perché l’investimento deve essere ammortizzabile. Oggi l’idrogeno ha bisogno di un sostegno e poi dipende da soluzioni tecniche e logistiche che possano favorirlo”. La Lombardia ci sta provando ma le difficoltà non mancano. “Ho lanciato tempo fa l’allarme energia, ancor prima della guerra, noi abbiamo normato sulle comunità energetiche, pensando a una grande opportunità. Abbiamo creato una struttura, abbiamo messo risorse e una manifestazione d’interesse coi comuni. Abbiamo rischiato di andare in conflitto istituzionale col governo, perché – benché l’esecutivo abbia applicato la normativa europea sulle comunità energetiche mesi fa – non sono mai arrivati i decreti attuativi. Noi oggi siamo bloccati. Abbiamo aperto anche un tavolo con le associazioni di categoria con proposte precise e l’abbiamo messo a disposizione del governo che ne ha raccolto l’80 per cento; ma se mancano i decreti attuativi siamo punto e da capo. La burocrazia dello stato deve imparare a viaggiare alla velocità delle imprese”. E poi c’è l’Europa che sembra aver scordato il passo di carica. “Sarebbe importante che l’Europa cogliesse il momento di grave emergenza: alle parole devono seguire i fatti. La proposta sul tetto al prezzo dell’energia è un esempio, indispensabile alle aziende per lavorare con una certa programmazione”.

  
Sul versante della politica Guidesi è più cauto: a pochi giorni dal ballottaggio in tanti comuni, il buon senso (e quel po’ di centralismo democratico della prima ora) suggerisce riflessione. Certo è che il crollo della partecipazione al voto colpisce di più quei partiti che coi territori hanno sempre avuto feeling. “Una riflessione sul voto e l’astensione va fatta, sia sui dati positivi che su quelli negativi, a livello di responsabilità politica. Auspico che possa essere accompagnata da una riflessione della politica ma anche dalla regolamentazione del voto. Portare a giugno la gente, in un unico turno elettorale, non è stata una grande idea. Forse meglio il modello anglosassone, più flessibile”. Sul futuro della Lombardia Guidesi non ha dubbi: “Mi pare che un governatore uscente come Attilio (Fontana), sostenuto da tutta la coalizione di centrodestra, possa ricandidarsi. Sono assolutamente allineato”. Sui litigi a destra l’assessore smussa: “Il caso Musumeci è un caso siciliano”. Sulle turbolenze politiche in Europa - con la Francia costretta alla coabitazione (sotto lo sguardo acido dei molti parlamentari lepenisti), la Spagna tormentata da Vox e la Germania indebolita – Guidesi preferisce puntare al sodo: “L’Europa deve riflettere sulla necessità di definire obiettivi e lavoro di squadra. Apprezzabile la possibilità di far tornare nei rispettivi paesi le aziende che avevano scelto di delocalizzare. Ma tutti devono potersi muovere dagli stessi blocchi di partenza. Noi   vogliamo essere protagonisti ma devo scontrarmi con altre regioni d’Europa che godendo dell’autonomia fiscale (come la Catalogna) hanno maggiori opportunità. La Lombardia vuole essere messa nelle stesse condizioni, anche a questo serve l’autonomia regionale. Siamo uno dei 4 motori d’Europa, la locomotiva del paese. Servono le condizioni per competere”.
 

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