Gran Milano
Dai rifiuti al carbone. Perché la scommessa sul Css è già realtà
Ad Alfianello, in provincia di Brescia, esiste già da trent'anni un'azienda in grado di convertire i rifiuti in combustibile: il risultato, Il combustibile solido secondario, potrebbe essere la risoluzione alle difficoltà di approvvigionamento energetico date dall'embargo russo
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23 APR 22
Ultimo aggiornamento: 07:00 AM

(Foto di Ansa) <br />
Re Mida abita ad Alfianello, in provincia di Brescia, e trasforma la peggiore spazzatura in combustibile. Si chiama Giuseppe Dalena, ha realizzato un progetto che potrebbe dare una mano nella profonda crisi determinata dall’embargo sul gas russo e dal caro carburanti. E’ il “Css”, ovvero Combustibile solido secondario, la frazione secca dei rifiuti, in particolare della plastica che non può essere riciclata e che grazie all’impianto di Alfianello viene bruciata e trasformata in tanti coriandoli che poi bruciano come il carbone. “Il mercato lombardo ha un grosso potenziale perché il Css s’impiega abitualmente nei cementifici ma anche nelle centrali elettriche e nelle acciaierie”, spiega al Foglio Dalena. La Rpf srl di Alfianello (primo impianto del genere in Italia) ha 25 dipendenti e produce 50 mila tonnellate di CSS l’anno. La materia prima sono gli scarti della raccolta differenziata che arrivano dalla Lombardia, dal Veneto e dal Piemonte. Le imprese del settore (una quarantina in Italia) producono 1 milione 250 mila tonnellate di Css e, secondo calcoli ottimistici, potrebbero arrivare a sostituire l’80 per cento dei combustibili tradizionali per l’industria.
“Noi diamo un futuro, una dignità, una seconda vita, alla frazione di rifiuti plastici che, a valle della raccolta differenziata, ha un destino segnato – spiega Dalena – perché in molti casi dovrebbe finire in discarica. Poi ci sono delle materie plastiche non riciclabili (come le vaschette del prosciutto: i cosiddetti poliaccoppiati), frazioni figlie di un dio minore, destinate alla discarica o ai termovalorizzatori. Una trentina di anni fa mi sono messo al lavoro pensando che queste frazioni, che vengono dal petrolio, potevano essere riutilizzate come combustibile (oggi Css). Oggi è una vera e propria produzione industriale”.
Dunque il Combustibile solido secondario sembra essere un prodotto energetico in grado di affrontare – assieme ad altri – l’emergenza attuale. “Anche se c’è qualche diffidenza nei confronti dei combustibili provenienti dai rifiuti, ormai è entrato in un mercato importante. In Lombardia possiamo sostenere la produzione del cemento facendo concorrenza ai paesi stranieri. Produciamo energia a un prezzo nettamente concorrenziale e la esportiamo con grande soddisfazione di chi la usa”, conclude Giuseppe Dalena.