(foto di Ansa)

GRAN MILANO

Qualche tonnellata di CO2 spinge Inter e Milan via da San Siro

Lo studio del Politecnico sulle emissioni di CO2 per la demolizione del nuovo stadio mette a rischio il progetto delle due squadre milanesi

"Voglio ricordare che San Siro è iconico perché ci hanno giocato Milan e Inter. Se lo stadio è famoso nel mondo è grazie ai due club. Se le due squadre andranno a giocare da un’altra parte, quel luogo diventerà famoso grazie a Milan e Inter”. Ieri ricorreva la non felice ricorrenza dei 1.000 giorni dall’avvio del progetto del nuovo stadio di Milano,  quasi tre anni, e né il presidente del Milan Paolo Scaroni, né l’ad dell’Inter Alessandro Antonello erano particolarmente in vena di festeggiare. “Mi aspettavo che fossimo più veloci, soprattutto essendo a Milano. Purtroppo sappiamo che in Italia la burocrazia non facilita spesso le cose”, ha detto Scaroni parlando a Radio 24.

 

La domanda di tutti era: ma il vostro accordo-progetto va avanti, è ancora valido? Risposta di Scaroni: “Milan e Inter hanno la stessa visione perché hanno le stesse ambizioni.  E’ incredibile che una città come Milano non abbia uno stadio all’avanguardia. Capisco i nostalgici, ma Milano deve essere una città all’avanguardia”. Risposta di Antonello: “La posizione è la medesima del Milan, poi nel nostro paese il sistema Italia non aiuta. Sulle grandi infrastrutture sportive, nonostante la legge sugli stadi a cui ci siamo appellati, i tempi si sono allungati oltre il dovuto”. L’aria di addio a San Siro per costruire un nuovo impianto altrove è sempre più chiara.

 

E, oltre alle calende greche che si stanno attendendo per il famoso “pubblico dibattito” sul destino del Meazza, ieri un altro elemento si è aggiunto sul piatto della bilancia che fa pendere per l’addio. Uno studio condotto dal professor Paolo Pileri, docente di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico presentato dal Corriere che calcola quante emissioni di CO2 si creerebbero con la demolizione del Meazza e la costruzione di un nuovo stadio. Cifra monstre: 210.500 tonnellate di CO2. Ovviamente, nel totale, oltre alla CO2 prodotta per demolire i 150 mila metri cubi di cemento del Meazza, sono comprese tutte le attività di smaltimento e ricostruzione: che esistono in ogni caso, persino di “rigenerazione”. Non è insomma che ristrutturare sarebbe a impatto zero, anche se ovviamente la CO2 prodotta sarebbe molta meno. E’ possibile che arrivino contro-valutazioni da parte di chi sta studiando i progetti del nuovo stadio (in cui, tra l’altro, sono previste notevoli compensazioni in aree verdi). Ma non c’è dubbio che, con in nuovi standard green, l’elemento CO2 entrerà di prepotenza in qualsiasi futuro progetto. Così diventa più probabile l’ipotesi che Inter e Milan emigrino a Sesto, se non altro per risparmiare CO2.

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