Il candidato di profilo

Chi è, da dove viene e cosa fa Roberto Rasia Dal Polo: il nome moderato che piace alla Lega
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19 DEC 20
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Foto Ansa

Forse candidarsi contro Beppe Sala e vincere a Milano è una missione impossibile, come dicono. Certo è che Roberto Rasia Dal Polo, secondo molti indicatori in pole position per provarci per conto del centrodestra – mentre ancora i tre partiti della coalizione trattano e discutono, con un orecchio teso anche a Roma – una “missione impossibile” l’ha già vinta, nella sua carriera professionale. Era il 1997 e lui aveva 23 anni. Ligure, vince il concorso (appunto, “missione impossibile”) per la Radio Babboleo, emittente ligure, e viene assunto come autore e conduttore del mattino. Ma chi è questo Mr. X che per lunghissimo tempo è stato il nome segreto del commissario milanese della Lega Stefano Bolognini e del segretario federale Matteo Salvini?
Di lui si sa qualcosa, ma pochino. Ecco dunque un ritratto nel quale i dettagli sono assolutamente importanti (e inediti). Genovese, ma di origini lombarde e venete, non è affatto nobile. Quel “Rasia Dal Polo” tutto insieme è il suo cognome, e non ci sono quarti di nobiltà, anche se a dare lustro c’è un garibaldino tra i Mille che fecero l’Italia. Padre medico professionista, nonno medico condotto, avrebbe dovuto studiare medicina. Tanto che senza neanche consultarlo il papà l’aveva iscritto al primo anno di università. Peccato che il giovane Rasia (classe 1974) ha altre ambizioni, ed ecco quindi che dopo l’esame (difficile, difficilissimo, ma passato) di odontoiatria se ne va all’accademia teatrale. E là cambia tutto, perché deve trovarsi la strada lontano da casa. Vince il concorso “missione impossibile” e comincia a condurre on air, intanto va avanti con i suoi studi di dizione e lingua teatrale. Poi nel dicembre del 1999 arriva la svolta: Radio 24. Arriva a Milano e fa di tutto, dalla gavetta in su. Nel regno radiofonico di Confindustria rimane per 10 anni, due da dipendente. Nel 2001 è a Mediolanum, dove incrocia Ennio Doris. E’ caporedattore, e ha sotto di sé cinque persone e conduce. Altri due anni, e va via da Mediolanum per approdare a Luxe Tv, una delle prime tv ad avere l’HD. Infine Sky, dove prova ad affermarsi come conduttore di buona parlantina, elegante ma non ricercato.
Intanto fa tutto il resto, che è un po’ il paradigma del milanese tipo: fa volontariato. Del resto nella sua infanzia ci sono i padri barnabiti, prima del liceo classico. E così entra nel Rotary Club Milano Sud Ovest, ed è ancor oggi nel consiglio direttivo dell’associazione Grande Milano di Daniela Mainini e Roberto Poli. Ancora modello Milano: lavora con le aziende. Da Bmw, di cui è responsabile mondo per l’evento delle auto storiche di Como, ad Asus, a Cartemani (dove entra nel 2012). Ancora modello Milano: si fa l’aziendina, di cui è founder e managing director. Dal 2009 al 2018 bilanci sempre in ordine, e anzi in utile del 21 per cento. Niente di colossale, ma buona gestione. Ora è il direttore della comunicazione e formazione di un colosso del food italiano e internazionale. Quando torna a casa Roberto Rasia ci trova una figlia di tre anni e una moglie conosciuta sei anni fa che con la politica non c’entra nulla. Come lui, almeno a livello elettivo. Mai una tessera, del resto non si addice ai giornalisti, anche se tutti giurano che ha fondati valori di centrodestra, cristiani e cattolici (del resto memento: studi dai barnabiti). Pare che Bolognini e Salvini lo stimino molto, al punto da volerlo per la corsa contro Beppe Sala. L’idea è di mettere un profilo moderato, di buon senso, che parli di sicurezza ma senza estremismi, che si rivolga con il sorriso ai milanesi. Se Pisapia era stato definito il “sindaco gentile”, lui vorrebbe forse essere il sindaco buono, oltre che un buon sindaco. Auspici per una missione impossibile? Forse sì, perché Sala appare davvero molto avanti, e l’indecisione sul nome del centrodestra non aiuta a recuperar terreno. Lui però aspetta, paziente. Se sarà la sua sfida lo si vedrà (pare) a breve.