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L'Italia minacciata. I sospetti jihadisti made in Italy

Chi era pronto a combattere per lo Stato islamico, chi si è radicalizzato in carcere, ha fatto proselitismo o ha inneggiato agli attentati. Identikit (e geografia) degli ottantatré islamici espulsi dal nostro paese nel 2017 perché ritenuti un pericolo per la sicurezza nazionale

22 Ottobre 2017 alle 06:09

L'Italia minacciata. I sospetti jihadisti made in Italy

Espulsi dall’Italia “per motivi di sicurezza nazionale” o per la “pericolosità sociale”. Quella che leggete in queste pagine è la lista degli islamici allontanati dal nostro paese nel corso del 2017. Una lista che fino a oggi, quando mancano due mesi e mezzo alla fine dell’anno, ha raggiunto gli 83 nomi. Erano stati 66 in tutto il corso del 2016 e anche del 2015. Sono aumentate le minacce del terrorismo islamico o è aumentata la sensibilità dell’intelligence e delle forze dell’ordine, o tutt’e due le cose insieme. Con la lista, abbiamo messo in fila uno dopo l’altro i profili degli espulsi forniti dal ministero dell’Interno – chi sono, da dove venivano e dove ciascuno viveva, che cosa hanno detto e fatto – per provare a delineare un quadro di quello che sta succedendo nel nostro paese nell’ambito della lotta al terrorismo e soprattutto nella zona grigia in cui può maturare la radicalizzazione, il salto dagli slogan sul web alla lotta armata sotto il vessillo nero dell’Isis. Qualche utile indicazione sembra venire per esempio dai luoghi: il carcere, la grande città del nord e allo stesso tempo il piccolo centro, i principali crocevia di incontri, familiarità e proselitismo.

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