•
Tensioni tra FdI e Lega per le deleghe dei sottosegretari al ministero della Giustizia
Il nuovo sottosegretario Balboni è ancora senza deleghe: il partito di Meloni rivuole la guida dell'amministrazione penitenziaria, affidata a Ostellari dopo le dimissioni di Delmastro, ma la Lega si oppone
di
8 MAY 26

Ansa
Non c’è pace al ministero della Giustizia, anche dopo l’uscita di scena del sottosegretario Delmastro e del capo di gabinetto Bartolozzi. Anzi, proprio attorno alla figura del successore di Delmastro, Alberto Balboni, si registrano forti tensioni tra Fratelli d’Italia e Lega. Il 22 aprile Balboni (FdI) ha assunto la carica di sottosegretario, ma da allora non gli sono ancora state conferite deleghe specifiche. Dopo le dimissioni di Delmastro, la delega all’amministrazione della Polizia penitenziaria (Dap), ritenuta fondamentale da FdI sul piano elettorale, è stata affidata al sottosegretario leghista Ostellari, al quale già spetta la gestione delle carceri. Il partito di Meloni ora vorrebbe che il Dap ritornasse sotto il suo controllo, ma la Lega si oppone.
Secondo quanto risulta al Foglio, Fratelli d’Italia starebbe insistendo affinché a Balboni venga attribuita la gestione dell’amministrazione penitenziaria (in precedenza affidata al meloniano Delmastro), ma Ostellari si sarebbe opposto all’ipotesi di rinunciare alla delega ricevuta appena un mese fa. Di fronte alle insistenze di FdI, il sottosegretario leghista si sarebbe persino spinto a minacciare la rinuncia anche alla delega sulla gestione delle carceri. Come a dire: “Se mi togliete il Dap, allora prendetevi anche le carceri”.
L’opposizione di Ostellari non sembra essere affatto un capriccio, dettato da ragioni ideologiche o di partito. La verità è che ad apparire paradossale era stata la separazione all’origine tra la delega alla gestione delle carceri e la delega alla gestione della Polizia penitenziaria. Una divisione dovuta, appunto, alle richieste di Fratelli d’Italia, che voleva a tutti i costi mettere il cappello sull’amministrazione degli oltre trentamila agenti di Polizia penitenziaria, importantissimo bacino elettorale per il partito di Meloni. Una divisione, però, illogica e disfunzionale, perché per amministrare bene le carceri bisognerebbe poter amministrare anche la Polizia penitenziaria, che costituisce uno degli attori principali del sistema penitenziario nazionale.
L’opposizione di Ostellari a restituire la delega del Dap risulta quindi del tutto comprensibile, almeno se si mette al centro l’esigenza di gestire in modo efficiente il sistema carcerario.
Occorrerà vedere come andrà a finire il braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e Lega. Se il partito di Meloni insisterà per riavere la gestione del Dap si potrà arrivare alla rottura prospettata da Ostellari, che rinuncerebbe anche alla delega sul trattamento dei detenuti. Questo però determinerebbe una spaccatura tra FdI e Lega.
In questo contesto, da Lussemburgo arrivano dati non incoraggianti proprio sul fronte del sistema penitenziario italiano, in particolare sul sovraffollamento delle carceri. L’Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione europea, ha infatti evidenziato – sulla base dei dati riferiti al 2024 – che 13 paesi dell’Unione hanno celle carcerarie sovraffollate. Le situazioni più critiche si registrano a Cipro, con un tasso di occupazione di 227,6 persone su 100 posti, in Slovenia (134,2 per cento), in Francia (129,3 per cento), in Croazia (122,5 per cento) e appunto in Italia (122,4 per cento, in aumento dal 119,1 del 2023).
Mercoledì, in un’audizione alla commissione Giustizia della Camera, il commissario straordinario per l’Edilizia penitenziaria, Marco Doglio, ha spiegato che il programma elaborato in questi mesi “prevede la realizzazione e messa in funzione nel triennio 2025-2027 di oltre 6.000 nuovi posti detentivi con una spesa di 450 milioni”. “I posti derivanti dall’attuazione del programma, unitamente a quelli derivanti dall’attuazione del piano del governo per l’edilizia penitenziaria 2025-2027, dovrebbero complessivamente attestarsi in circa 10.600 posti detentivi nuovi fornendo una considerevole risposta al problema del sovraffollamento carcerario”, ha aggiunto. Per vedere i primi risultati, dunque, bisognerà attendere il 2027.
Di più su questi argomenti:
Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021), "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023), "Massacro giudiziario" (Liberilibri, 2026). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]