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la linea sottile

Poteri e Csm. Cosa non dicono i giornali amici dei pm sull’altra battaglia per i pieni poteri

Le nomine dei magistrati e la guerra di tutti contro tutti. Domanda: la corrente dei puri e duri è scesa in campo per conquistare il potere sfuggito di mano a Palamara e alla sua Unicost?

20 Maggio 2020 alle 06:08

Poteri e Csm. Cosa non dicono i  giornali amici dei pm sull’altra battaglia per i pieni poteri

foto LaPresse

Sono tutti lì, intrepidi e sanguigni, a farsi la guerra, ad armare gli eserciti, a piazzare i propri uomini nelle posizioni strategiche, a fare e disfare alleanze, a sputtanare i rivali, a conquistare peso e potere non solo negli uffici dove si amministra la giustizia ma anche nei palazzi dove si governa la politica.    Stanno lì a definire gli organigrammi, a calibrare promozioni e avanzamenti di carriera, a contrattare gli incarichi più prestigiosi e gli stipendi più remunerativi. Sono...

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Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile ha lavorato per 23 anni a Palermo. Prima a “L’Ora” di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulle guerre di mafia, e poi al “Giornale di Sicilia”, del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo undici anni vissuti intensamente a Milano, – è stato caporedattore del “Giorno” e di “Studio Aperto” – è approdato al “Foglio” di Giuliano Ferrara. E lì è rimasto per curare l’inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha scritto anche un romanzo, “Nostra signora della Necessità”, pubblicato nel 2006, dove il racconto di Palermo e del suo respiro marcio diventa la rappresentazione teatrale di vite scellerate e morti ammazzati, di intrighi e tradimenti, di tragedie e sceneggiate. Un palcoscenico di evanescenze, sul quale si muovono indifferentemente boss di Cosa nostra e picciotti di malavita, nobili decaduti e borghesi lucidati a festa, cronisti di grandi fervori e teatranti di grandi illusioni. Tutti alle prese con i misteri e i piaceri di una città lussuriosa, senza certezze e senza misericordia.

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  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    05 Giugno 2020 - 11:34

    Per onestà intellettuale, bisogna, appena possibile, adattare la costituzione:" l'Italia è una nazione fondata sulle mafie" Volendo entrare in medias res si potrebbe precisare: tralasciando le classiche, siciliana, ndrangheta, camorra e, sacra corona pugliese, le più pericolose sono quelle istituzionali: magistratura, prefetture, sindacati, burocrazia, banca d'italia, e, per non dilungarci eccessivamente, le organizzazioni associative perché purtroppo qualunque associazione scade, in poco tempo in associazione a delinquere.

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  • a.impicciatore

    01 Giugno 2020 - 17:51

    E' mera utopia per un comune cittadino, in un mondo di ipocriti, ruffiani, questuanti, raccomandati, corrotti e asserviti, illudersi e credere nella Giustizia e nella Sua Indipendenza. In molti Tribunali di Provincia, ipersensibili ed ossequiosi a poteri localistici radicati nel territorio, la Giustizia è un optional per chi se lo può permettere. Personalmente ho vissuto e sto vivendo sulla mia pelle e su quella della mia famiglia i nefasti di vergognose vicende processuali, derivate da procedimenti relativi a contenziosi bancari (Anatocismo) presso il Tribunale di Lanciano (CH). Indotto a dover denunciare in prima persona, calandomi in un ruolo che non mi compete, alle Massime Autorità gravissime irregolarità peritali (perizie taroccate favor banche) e compiacenze varie da parte di Organi Inquirenti-Requirenti e Giudicanti, le mie denunce si sono infrante contro il muro di omertà eretto a tutela dell'onorabilità della Casta. Arnaldo Impicciatore - Piane d'Archi - (CH) Tel. 3394708143

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  • paper

    20 Maggio 2020 - 11:48

    Che schifo!

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