Un altro assist alla gogna giudiziaria
Il M5s non vuole che entri in vigore la legge sulle intercettazioni. Il Pd che fa?
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9 DEC 19
Ultimo aggiornamento: 07:55 PM

Rischia di slittare per la quarta volta l’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni approvata nel dicembre 2017 dal governo Gentiloni e fortemente voluta dall’allora Guardasigilli Andrea Orlando. Nella bozza del decreto Milleproroghe che il governo rossogiallo si appresta a varare è spuntato il rinvio di altri sei mesi, dal 31 dicembre 2019 al 30 giugno 2020, dell’entrata in vigore della legge che mira a tutelare il diritto alla riservatezza delle persone coinvolte nelle indagini e a limitare il meccanismo infernale della gogna mediatico-giudiziaria.
La decisione di disporre l’ennesimo rinvio della riforma (che originariamente avrebbe dovuto essere applicata a partire dal 26 luglio 2018) non sarebbe stata concordata dal Movimento 5 stelle con gli alleati di governo e avrebbe causato l’“irritazione” del Pd, già impegnato in continue trattative con i grillini per decidere il destino della riforma che abroga la prescrizione, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2020. Il ministro Bonafede ha escluso definitivamente qualsiasi ipotesi di rinvio della legge che introduce il processo eterno, e se la proroga della riforma delle intercettazioni venisse confermata saremmo di fronte a un doppio schiaffo giustizialista in faccia al Pd.
La riforma Orlando, pur non perfetta, ha il merito di porre un freno alla pubblicazione sui giornali di conversazioni penalmente irrilevanti (utili solo a distruggere la privacy e la reputazione dei soggetti coinvolti in inchieste giudiziarie), vietandone la trascrizione nei brogliacci di indagine e responsabilizzando i pubblici ministeri, senza porre alcun limite all’utilizzo delle captazioni come strumento di indagine. In discussione stavolta non c’è solo una riforma che i dem approvarono quando erano al governo (e che ora dovrebbero disconoscere), ma la stessa idea di giustizia che si immagina per il paese: fondata su processi eterni e mediatici, come desiderano i grillini, oppure rapida e rispettosa dei diritti fondamentali delle persone, come richiesto dalla nostra Costituzione. Per il Pd è giunto il momento di scegliere.