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Il trucco di scena di Mafia Capitale

La Cassazione ha ricusato un metodo: quello di gonfiare i processi per ingolosire i talk show

23 Ottobre 2019 alle 06:00

Il trucco di scena di Mafia Capitale

Giuseppe Pignatone, già procuratore della Repubblica di Roma (foto LaPresse)

Come archiviare mafia capitale, l’accusa con la quale la procura di Giuseppe Pignatone voleva rivoluzionare il processo ai traffichini e ai delinquenti della mala romana? Come archiviare quell’architettura costruita dai pubblici ministeri per dire che la violenza di boss e picciotti non era più una prerogativa della Sicilia ma un fenomeno di rilievo nazionale? Il primo istinto sarebbe quello di classificare la sentenza pronunciata ieri sera dalla Corte di Cassazione come la pura e semplice cancellazione di un’ipotesi accusatoria. Invece...

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Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile ha lavorato per 23 anni a Palermo. Prima a “L’Ora” di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulle guerre di mafia, e poi al “Giornale di Sicilia”, del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo undici anni vissuti intensamente a Milano, – è stato caporedattore del “Giorno” e di “Studio Aperto” – è approdato al “Foglio” di Giuliano Ferrara. E lì è rimasto per curare l’inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha scritto anche un romanzo, “Nostra signora della Necessità”, pubblicato nel 2006, dove il racconto di Palermo e del suo respiro marcio diventa la rappresentazione teatrale di vite scellerate e morti ammazzati, di intrighi e tradimenti, di tragedie e sceneggiate. Un palcoscenico di evanescenze, sul quale si muovono indifferentemente boss di Cosa nostra e picciotti di malavita, nobili decaduti e borghesi lucidati a festa, cronisti di grandi fervori e teatranti di grandi illusioni. Tutti alle prese con i misteri e i piaceri di una città lussuriosa, senza certezze e senza misericordia.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    23 Ottobre 2019 - 22:10

    Caricare Carminati di reati di mafia fu una forzatura e la dimostrazione di un certo modo di fare giustizia. Lo stesso sarà per il caso Spada, quello della testata al giornalista a Ostia, sempre a Roma. Anche quello sarà scagionato dal reato di mafia. Il punto è: ma questi PM a che gioco giocano.

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  • luiga

    23 Ottobre 2019 - 14:02

    prima hanno esposto Roma alla vergogna internazionale , vergogna perchè abbiamo trasmesso all'estero cosa è la Mafia. Qui giochiamo con i mattoncini. Ora chi risarcisce la città ed i suoi cittadini? Comunque la vergogna maggiore Roma la subisce dal partito degli Honesti ,che l'ha sommesa di rifiuti, per honestà ovviamente

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  • Giovanni Attinà

    23 Ottobre 2019 - 09:09

    Ancora una volta e bisogna sottolinearlo : aveva ragione "Il Foglio" su questa vicenda, sin dalla sua prima apparizione. Come volevasi dimostrare.

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  • eleonid

    23 Ottobre 2019 - 08:08

    Come è difficile giudicare i magistrati! È chi ha l'autorevolezza di farlo! La magistratura ,un organo insostituibile ed ineliminabile, da chi dovrebbe essere costituita? D'altra parte i magistrati sono esseri umani,tali e quali a tutti gli altri, con le loro virtù ma soprattutto con i loro difetti. Esiste ancora il crocifisso nelle aule giudiziarie? Perché solo da quello e a chi ci si rivolge ci si può aspettare una maggiore sapienza.

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    • aldo.vanini

      23 Ottobre 2019 - 11:11

      Il turbamento nasce quando una tipologia di errore è sistematica e evidenziata da altri (e più alti magistrati). Semplice. E gradirei poter sperare nella giustizia e nella sapienza terrene, in quanto non sono tenuto da alcuna legge terrena a credere in alcuna sapienza metafisica.

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