cerca

Ridiscutere il carcere a vita

Storica e giusta sentenza della Corte di Strasburgo contro l’ergastolo ostativo

14 Giugno 2019 alle 06:00

Ridiscutere il carcere a vita

Foto LaPresse

La Corte europea dei diritti umani ha chiesto all’Italia di rivedere le norme che regolano l’ergastolo ostativo (il carcere a vita), affermando che queste sono contrarie all’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani, che vieta i trattamenti inumani e degradanti. L’ergastolo ostativo prevede che il condannato non possa ottenere, come gli altri detenuti, nessun beneficio (come riduzioni di pena o permessi d’uscita), a meno che non collabori con la giustizia. Il criterio della collaborazione, però, ha notato la Corte di Strasburgo, rappresenta una strada troppo “stretta”. La scelta di collaborare, infatti, non è sempre “libera”, per esempio perché alcuni condannati hanno paura che questo metta in pericolo i loro famigliari, e “non si può presumere che ogni collaborazione con la giustizia implichi un vero pentimento e sia accompagnata dalla decisione di tagliare ogni legame con le associazioni per delinquere”.

 

La decisione della Corte, di portata storica, assume molteplici significati se si guarda al contesto politico vissuto dall’Italia. Innanzitutto, ricorda a tanti esponenti politici – in primis al vicepremier Salvini – che non si può augurare il “carcere a vita ai delinquenti” (e “buttare via la chiave”) pur di raccattare consensi, perché questo auspicio è contrario alla Convenzione europea e quindi anche alla nostra Costituzione: nessuno può rimanere in carcere a vita, senza che sia valutato il suo percorso rieducativo. Il messaggio al governo gialloverde diventa ancor più evidente se si pensa che la recente riforma “spazzacorrotti” ha esteso l’ambito dei reati ostativi alla concessione dei benefici penitenziari, introducendo anche i reati più gravi contro la Pa. Ma la Corte sembra anche dare una bella picconata alla prassi, adottata da alcuni magistrati, di ricorrere ai pentiti per cercare, anche in assenza di prove, di venire a capo di inchieste giudiziarie. Se si lega la concessione dei benefici al pentimento, allora quest’ultimo rischia di non essere sempre genuino (vedasi il depistaggio sulla strage di Via D’Amelio). Infine, la decisione costituisce un chiaro assist alla nostra Corte costituzionale, che a ottobre sarà chiamata a esprimersi sulla costituzionalità dell’ergastolo ostativo.

Redazione

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • leless1960

    14 Giugno 2019 - 16:04

    Non entrerei nel merito della legittimità carcere a vita, ma porrei lo stesso un'altra domanda: ma qual è la logica degli sconti di pena? Cioè la rieducazione e la valutazione dell'impegno del detenuto a correggersi, questo lo capisco anche io, ma non sarebbe più logico fare il contrario? Ti condanno a nove anni, ad esempio, se ti comporti bene, buon per te, dopo nove esci e magari hai pure imparato un lavoro, se ti comporti male te ne fai dodici.

    Report

    Rispondi

  • verypeoplista

    verypeoplista

    14 Giugno 2019 - 10:10

    Per i mafiosi in "ostativo status", dopo i benefici, tutti in soggiorni obbligati "riabilitativi " in Danimarca, Svezia, Germania, Francia..... I più scuri di pelle (bronzei come me) in Islanda : si diventa più "bianchi",così tanto che sarà impossibile per loro essere riconosciuti nei paesini di origine; con il viso e le mani colorate al latte e dire "picciotti ca sugno" sarà come assistere al mitico duo Franchi-Ingrassia (a Zagarolo) .

    Report

    Rispondi

  • tenen314

    14 Giugno 2019 - 10:10

    Ma sì, prediamo esempio dalla civile Norvegia. Breivik, 77 morti, 21 anni di carcere: circa tre mesi ed una settimana per ogni assassinato. Ed ha pure avuto un risarcimento di 35.000 euro perché le condizioni nel carcere non erano all'altezza delle sue aspettative. Quando Kappler è fuggito dal carcere militare, alla Corte europea dei diritti dell'uomo (si intende l'uomo vivo, dei morti mi pare che se ne freghino abbastanza) avranno brindato. Forse i famigliari delle vittime delle Fosse Ardeatine un pò di meno.

    Report

    Rispondi

  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    14 Giugno 2019 - 09:09

    Ma chi presiede la corte europea dei diritti umani? Alice? quella del paese delle meraviglie?

    Report

    Rispondi

Servizi