cerca

Il riposo dei guerrieri

Poveri eroi. I Davigo, i Woodcock, i Di Matteo sono stanchi. E si capisce. Da quando Salvini e Di Maio gli hanno rubato la scena, gli avanguardisti delle procure contano sempre meno

14 Ottobre 2018 alle 06:00

Il riposo dei guerrieri
Ma dove sono finiti i nostri eroi? Dove sono finiti quegli angeli della legalità che con un avviso di garanzia erano capaci di separare subito il bene dal male, di scoprire gli intrighi dei palazzi, di scoperchiare le pentole del malaffare, di mandare all’inferno l’esercito dei corrotti e dei corruttori? E dove sono finite le spade di fuoco con le quali inchiodavano alla croce dell’infamia Bettino Craxi e Arnaldo Forlani, Giulio Andreotti e Calogero Mannino, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi?...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile ha lavorato per 23 anni a Palermo. Prima a “L’Ora” di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulle guerre di mafia, e poi al “Giornale di Sicilia”, del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo undici anni vissuti intensamente a Milano, – è stato caporedattore del “Giorno” e di “Studio Aperto” – è approdato al “Foglio” di Giuliano Ferrara. E lì è rimasto per curare l’inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha scritto anche un romanzo, “Nostra signora della Necessità”, pubblicato nel 2006, dove il racconto di Palermo e del suo respiro marcio diventa la rappresentazione teatrale di vite scellerate e morti ammazzati, di intrighi e tradimenti, di tragedie e sceneggiate. Un palcoscenico di evanescenze, sul quale si muovono indifferentemente boss di Cosa nostra e picciotti di malavita, nobili decaduti e borghesi lucidati a festa, cronisti di grandi fervori e teatranti di grandi illusioni. Tutti alle prese con i misteri e i piaceri di una città lussuriosa, senza certezze e senza misericordia.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Ottobre 2018 - 16:04

    Al direttore – Bene, un plauso a Giuseppe Sottile. I citati non erano Eroi, non lo sono mai stati. Il vero eroe mette in pericolo se stesso per salvare altri. I citati tutti pantofolai con posto, incarico, carriera, prebende, garantiti a vita. Erano solo dei “populisti istituzionali”. Hanno avuto spazio perché nessuno osò contrastarli decisamente, soggiogato dalle liturgie e dalle ipocrisie e dagli interessi della correttezza procedurale, con l’unico sistema efficace, “a populista, populista e mezzo”. Il sistema funziona, però ha in sé il rischio, la tentazione di passare “da populista e mezzo” a “populista e tre quarti”. Il cambiamento che divora se stesso. Maneggiare con somma cura e accortezza e senso della misura. Mica facile, comunque speriamo bene.

    Report

    Rispondi

Servizi