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Il riposo dei guerrieri

Poveri eroi. I Davigo, i Woodcock, i Di Matteo sono stanchi. E si capisce. Da quando Salvini e Di Maio gli hanno rubato la scena, gli avanguardisti delle procure contano sempre meno

14 Ottobre 2018 alle 06:00

Il riposo dei guerrieri
Ma dove sono finiti i nostri eroi? Dove sono finiti quegli angeli della legalità che con un avviso di garanzia erano capaci di separare subito il bene dal male, di scoprire gli intrighi dei palazzi, di scoperchiare le pentole del malaffare, di mandare all’inferno l’esercito dei corrotti e dei corruttori? E dove sono finite le spade di fuoco con le quali inchiodavano alla croce dell’infamia Bettino Craxi e Arnaldo Forlani, Giulio Andreotti e Calogero Mannino, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi?...

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Ottobre 2018 - 16:04

    Al direttore – Bene, un plauso a Giuseppe Sottile. I citati non erano Eroi, non lo sono mai stati. Il vero eroe mette in pericolo se stesso per salvare altri. I citati tutti pantofolai con posto, incarico, carriera, prebende, garantiti a vita. Erano solo dei “populisti istituzionali”. Hanno avuto spazio perché nessuno osò contrastarli decisamente, soggiogato dalle liturgie e dalle ipocrisie e dagli interessi della correttezza procedurale, con l’unico sistema efficace, “a populista, populista e mezzo”. Il sistema funziona, però ha in sé il rischio, la tentazione di passare “da populista e mezzo” a “populista e tre quarti”. Il cambiamento che divora se stesso. Maneggiare con somma cura e accortezza e senso della misura. Mica facile, comunque speriamo bene.

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