Il “whatever it takes” del giustizialismo al Csm è lo specchio del paese

Il trionfo di Davigo e un lungo mutamento culturale

Maurizio Crippa

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13 Luglio 2018 alle 12:42

Il “whatever it takes” del giustizialismo al Csm è lo specchio del paese

Piercamillo Davigo (foto LaPresse)

Milano. Paolo Colonnello, veterano della cronaca giudiziaria dai tempi di Mani pulite, ha scritto sulla Stampa che l’elezione dei membri togati del nuovo Csm, con la “vittoria personale” di Piercamillo Davigo (ma le liste non sono andate bene), “ridisegna la geografia delle toghe italiane nei confini del nuovo potere grillo-leghista”. Forse è un’evidenza, ma forse è una semplificazione. Certo i magistrati italiani non sono sospettabili di essersi espressi – provocando un maremoto in quel luogo di solito quieto come uno...

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