Tra archiviazioni e assoluzioni breve ripasso del caso Cpl Concordia (e del metodo Woodcock)

Nel 2015 l'inchiesta era stata presentata come uno dei più grandi scandali del paese. Due anni dopo l'impianto accusatorio è quasi completamente crollato. Che fine hanno fatto i protagonisti di questa incredibile vicenda
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18 JAN 18
Ultimo aggiornamento: 11:24 PM
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Nel 2015 l’inchiesta sulla Cpl Concordia, condotta dai pm Henry John Woodcock, Celestina Carrano e Giuseppina Loreto con il supporto dei carabinieri del Noe (Gianpaolo Scafarto), era stata presentata come uno dei più grandi scandali corruttivi del paese: un giro di mazzette e favori per la metanizzazione di Ischia che vedeva coinvolti amministratori locali del Pd, una grande “coop rossa” e lambiva i vertici della sinistra italiana (da D'Alema a Renzi). Dopo due anni il processo si è concluso con l'assoluzione completa dei principali imputati. Non c'è stata alcuna corruzione. Di seguito un riepilogo della storia attraverso il percorso giudiziario dei principali protagonisti di un'inchiesta che ha occupato a lungo le prime pagine dei giornali e le prime serate dei talk show.
La versione della procuratrice Musti sembra coincidere con quella raccontata da Ferrandino al Foglio: “Volevano arrivare a Renzi, ci hanno provato già nel mio caso, ma visto che tutto si è fermato in altre procure hanno continuato con il caso Consip. È l’unica spiegazione a quello che mi è accaduto, accuse completamente inventate e 15 giorni di prime pagine e talk-show a livello nazionale che un sindaco di provincia, anche se di un luogo bellissimo come Ischia, di certo non merita”.
MODENA L'ultimo filone del processo Cpl Concordia inizia il 1 marzo e uno dei primi a essere ascoltati sarà Scafarto, come principale teste d'accusa. La situazione sarà questa: gli imputati (Casari e Cpl) sono finora sempre stati assolti, chi ha condotto le indagini è accusato a Roma di falso, depistaggio, fuga di notizie e per questo è stata richiesta la sospensione dall'Arma dei carabinieri (Scafarto) e l'(ex) procuratrice capo di Modena, ovvero l'accusa, ha descritto chi sarà il principale teste dell'accusa (sempre Scafarto) come un “matto” e un “esagitato”. Sembra insomma che in poco tempo i ruoli si siano ribaltati.