La sentenza Contrada brucia e Caselli lancia il sovranismo giudiziario

L'ex procuratore capo a Palermo, dopo le assoluzioni di Andreotti, Mannino e del giudice Carnevale vede vanificato un altro dei suoi processi alla storia

12 Luglio 2017 alle 06:18

Gian Carlo Caselli

Gian Carlo Caselli (foto LaPresse)

Figurarsi se non si possono contestare le sentenze della magistratura. E’ un elemento fondamentale del diritto di critica e d’altronde il caso Contrada, la cui condanna è stata dichiarata “ineseguibile e improduttiva” dalla Cassazione dopo il ricorso alla Corte di Strasburgo, dimostra che chi criticava la sentenza definitiva aveva dei motivi validi per farlo. Quindi è legittimo che ci sia chi critichi ora questa sentenza, perché vuole Bruno Contrada colpevole a tutti i costi. Ed è umanamente comprensibile se a farlo è Gian Carlo Caselli, all’epoca procuratore capo a Palermo, che dopo le assoluzioni di Giulio Andreotti, Calogero Mannino e il giudice Corrado Carnevale vede vanificato un altro dei suoi processi alla storia.

 

Ma ciò che sorprende sono i modi e le parole usate da un magistrato che dice di essere stato per tutta la vita al servizio delle istituzioni e del diritto. In un articolo sul Fatto quotidiano, Caselli scrive che, nonostante la recente sentenza, Contrada resta un mezzo mafioso e conclude così: “Io non credo che la Cassazione possa accucciarsi pedissequamente su una sentenza straniera, sia pure della Cedu. Penso debba prima operare una rigorosa verifica della rispondenza alla specificità del caso concreto. E qui si tratta di configurabilità del concorso esterno, già riscontrata da quattro sentenze emesse – si badi – in nome del popolo italiano. Ne va dell’indipendenza della magistratura!”. Va bene il diritto di critica, ma definire la Cassazione “accucciata” a una “sentenza straniera” sfiora il grottesco.

 

La Cedu non è un tribunale straniero. E’ un organo giurisdizionale internazionale che assicura l’applicazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Leggere il dottor Caselli – che ricordavamo attento anche nell’uso della lingua italiana – esprimersi su una sentenza della Cedu con una grammatica sbrigliata e semplicistica, quasi con il tono di un Salvini o di un Sibilia che sbraitano contro una lettera della Bce, è evidentemente un segno di questi tempi andati a male. Solo fino a qualche anno fa, crediamo, un magistrato con la biografia di Caselli non si sarebbe mai espresso in termini così rozzi, tali da mettere in dubbio il suo prestigio e la sua professionalità. In questi anni il sovranismo è stato declinato in tanti modi, da quello monetario a quello politico, passando per quello alimentare e commerciale, fino a quello militare. Ecco. Adesso Caselli contribuisce pure lui, e amplia il catalogo con il sovranismo giudiziario.

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Commenti all'articolo

  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    12 Luglio 2017 - 16:04

    Staliniano e Maoista questo signore, sultano turco nei modi e nelle parole. Egli, e quelli del suo club privato, hanno pervertito la giustizia italiana, trasformando la sua legittima indipendenza di principio, in una illegale arbitrarietà e indifferenza alla legge, al diritto e ai diritti delle persone. Eversione è parola insufficiente a descrivere la progressiva e pianificata sostituzione della democrazia con una dittatura di pochi giudici con pieni poteri su tutto il popolo, governo incluso. Non sono opinioni, sono fatti, e sono quotidiani. Salvini, tra gli altri, ha un limite oggettivo che non me lo fa piacere nè guardare con fiducia: non si batte per la giustizia. Non gli frega? Ha paura? Chiunque ha paura a fare politica. Chi non ha paura è perché la fa al servizio dei giudici. Felice del guinzaglio al collo, meglio delle manette ai polsi. La sbandierata corruzione di massa dei politici è una propaganda schifosa fatta per i babbei e i livorosi che leggono il Fatto, o vi scrivono.

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  • guido.valota

    12 Luglio 2017 - 15:03

    D'altra parte è coerente con l'azione eversiva della magistratura italiana. Loro vogliono riaprire la DDR in Italia, mica in Europa dove l'hanno appena chiusa.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    12 Luglio 2017 - 10:10

    Era arduo far entrare il nome di Salvini in un articolo che riguarda Contrada e Caselli, ma ce l'avete fatta. Penso che si tratti di mania di persecuzione.

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  • giantrombetta

    12 Luglio 2017 - 08:08

    Mi pare di ricordare che qualcuno scrisse a suo tempo essere il procuratore Caselli espressione nobile e coerente di quella che veniva chiamata la cultura cattocomunista. Noto soltanto che Renzi e il Pd ad oggi non hanno mosso un dito per scongiurare il sovranismo giudiziario. E finché le cose staranno così l'unica cosa che posso fare e' continuare a negargli il mio voto. E leggere con piacere le lettere al direttore di Frankl Cimini.

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