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Per 18 giorni il Vietnam sarà il paese più invidiato dai ciclisti di tutto il mondo

Martedì 19 maggio da Vinh City partirà la HTV Cup, la prima corsa ciclistica dopo il blocco per la pandemia di Covid-19. Tutto sarà trasmesso in diretta streaming. Attenzione però, le telecronache vietnamiti non sono adatte a stomaci deboli

18 Maggio 2020 alle 17:48

Per 18 giorni il Vietnam sarà il paese più invidiato dai ciclisti di tutto il mondo

Foto tratta dalla pagina Facebook dell'HTV Thể Thao

Quando a fine del 1987 il governo vietnamita decise che il Vietnam non poteva non avere un grande evento sportivo si rivolse alla Ho Chi Minh City Television. Dopo un mese di incontri tre furono le ipotesi messe in campo: un campionato nazionale di corse in scooter, visto la predilezione per il mezzo della maggior parte della popolazione, una maratona, una gara ciclistica. Il dibattito fu intenso e problematico e, dato che a metà febbraio, nessuna decisione era stata ancora presa, venne deciso che sarebbero state organizzate tutte e tre le manifestazioni e sarebbero stati i cittadini, inconsapevolmente, a fare la scelta. I vietnamiti, sempre inconsapevolmente, decisero per la terza. D’altra parte nelle tre gare del campionato di corse in scooter le tribune dei circuiti ospitarono nemmeno mille persone e alla maratona si presentarono qualche centinaia di podisti che corsero tra il disinteresse semitotale degli abitanti di Hanoi. In migliaia invece si appostarono a lato delle strade del distretto di Go Vap per vedere il passaggio dei corridori.

 

Fu così che nel 1989 la Ho Chi Minh City Television organizzò la prima edizione della Cuộc đua xe đạp toàn quốc tranh Cúp truyền hình Thành phố Hồ Chí Minh, che a farla facile sarebbe la Competizione ciclistica nazionale della Ho Chi Minh City Cup e a farla breve la HTV Cup. Seicento chilometri circa da percorrere in quattro tappe. Al via c’erano sette squadre da dieci corridori, a cui si aggiungevano una dozzina di isolati, categoria che il ciclismo europeo aveva estromesso dalle grandi corse da anni, ma che gli organizzatori, animati da un sincero spirito comunista, non se la sentirono di escludere.

  

Fu un tale successo di pubblico che la corse continuò a essere organizzata. Aumentarono le tappe e i partecipanti, cambiarono i protagonisti, regole (nella prima edizione contava il tempo fatto registrare dalla squadra, non dal singolo atleta) e punteggi per le classifiche. L’unica cosa che non è mai mutata è la conclusione: Ho Chi Minh City, il 30 aprile a mezzogiorno, in pratica una parata a pedali per festeggiare la riunificazione.

 

Doveva essere così anche quest’anno, ma così non è stato. La pandemia ha imposto il rinvio della trentaduesima edizione della competizione. E questa decisione era qualcosa di talmente inimmaginabile, almeno in Vietnam, da spingere gli organizzatori a inviare una lettera a tutti i media del paese nella quale si scusavano profondamente per la decisione che era stati costretti a prendere, assicurando agli appassionati che non appena ci sarebbero state le condizioni per correre, la HTV Cup avrebbe preso il via. 

 

La costernazione è durata un mese. Dopo 324 contagi, nessun morto e settimane di assenza di nuove positività, il governo ha dato il via libera alla ripresa degli eventi pubblici. 

 

L’indomani del giorno dell’annuncio della nuova data della partenza, domani 19 maggio 2020, la costernazione, all’improvviso, si trasformò in sorpresa. Dalla Gran Bretagna e dalla Francia infatti arrivarono due richieste di accredito di due troupe televisive. Non era mai successo nella storia della corsa. Quello a cui gli organizzatori non avevano fatto caso è che l’HTV Cup sarebbe stata la prima corsa a disputarsi dopo il blocco delle competizioni ciclistiche causato dalla pandemia di Covid-19. 
Il ciclismo si era fermato in Cile il 15 marzo dopo il passaggio sotto il traguardo del Gran Premio de la Patagonia di Carlos Vergara, ultimo classificato a oltre sette minuti dal vincitore José Tito Hernández. Ripartirà da Vinh City, il centro nevralgico del trasporto e dello smistamento vietnamita, in pratica la Bologna del Vietnam. E ripartirà con una gara che non è nemmeno inserita nel calendario internazionale dell’Union Cycliste Internationale (Uci). O almeno non lo è più dal 2012, da quando fu organizzato, con soldi americani, il Tour of Vietnam. Il governo locale non prese bene la faccenda e decise prima di rimuovere tutti i vertici della federazione ciclistica e poi di estromettere la sua corsa a tappe più prestigiosa dal calendario Uci. 

 

“I nostri canali social negli ultimi giorni hanno avuto contatti da tutto il mondo, non era mai successo”, ha dichiarato il vicedirettore generale dell'Ho Chi Minh City Television, nonché rappresentante del comitato direttivo della corsa, Thai Thanh Chung, annunciando il montepremio di 200 milioni di đồng (circa ottomila euro) destinato a chi, tra gli 84 partecipanti, il 7 giugno a Ho Chi Minh salirà sul gradino più alto del podio in maglia gialla (che è simile a quella del Tour de France, ma molto più pacchiana). 

 


Foto tratta dalla pagina Facebook dell'HTV Thể Thao


 

Sarà una ripresa in diciotto tappe (dodici pianeggianti, quattro vallonate e due montane) – nel 2018 furono trenta in onore al trentennale – e 2.183 chilometri in diretta tv e in streaming sia su Facebook che su YouTube. Nessuna novità. Perché le immagini della HTV Cup, che nel 1993 è stato il primo evento sportivo trasmesso in diretta nella storia della televisione vietnamita, sono da anni trasmesse online in diretta streaming (prima gara a tappe nella storia a trasmettere su Facebook).  
Thai Thanh Chung ha chiuso il suo discorso di presentazione della corsa con un augurio, che però suona come una minaccia: “Sarà una grande festa, il ciclismo tornerà a ballare”. 

 

Una minaccia almeno per noi occidentali che il ciclismo lo guardiamo sul divano mentre i televisori emettono parole calme e suoni familiari di ruote, vento e tintinnio di catena. In Vietnam non è così. In Vietnam le dirette sono un flusso continuo di parole che sovrasta musica dance da disco anni Novanta.

 

 

A metà tra una canzone da disco anni Novanta e una sigla da cartone animato giapponese (brutto) l’HTV Cup c’ha pure l’inno. 

 

 

Poco male. Dopo due mesi senza corse, anche The Spinning Wheel (Những bánh xe quay nhanh) ci sembrerà una canzone magnifica.

 

Le tappe dell'HTV Cup 2020

19 maggio: Vong Quang Truong, 52km
20 maggio: Nghe An-Quang Binh, 199km
21 maggio: Quang Binh-Hué, 162km
22 maggio: Hué, 42km
23 maggio: Hué-Da Nang, 113km
24 maggio: Da Nang-Tam Ky, 130km
25 maggio: riposo
26 maggio: Vonh Thanh Phô Tam Ky, 50km
27 maggio: Tam Ky-Quy Nhon, 230km
28 maggio: Quy Nhon-Pleiku, 167km
29 maggio: Pleiku-Buon Me Thuot, 180km
30 maggio: Buon Me Thuot, 50km
31 maggio: Buon Me Thuot-Nha Trang, 190km
1° giugno: riposo
2 giugno: Nha Trang, 36km
3 giugno: Nha Trang-Phan Rang, 135km
4 giugno: Phan Rang-Da Lat, 123km
5 giugno: Da Lat, 51km
6 giugno: Da Lat-Bao Loc, 110km
7 giugno: Bao Loc-Ho Chi Minh City, 163km

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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