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Una bici per battere il dolore

La bici è scelta e la fatica pure, così come il mal di gambe il giorno dopo. Ma c'è a chi questa scelta non è concessa. Domani a Sulmona si pedala per una buona causa

14 Settembre 2018 alle 16:52

Una bici per battere il dolore

Foto Pixabay

Chi pedala sa che il dolore non è altro che l'altra faccia del piacere. Perché le gambe che si induriscono, che diventano marmo, che complicano qualsiasi movimento sino a qualche ora prima elementare, non sono altro che la conseguenza di qualche centinaio di chilometri fatti come vengono, molte volte al massimo, quasi sempre per piacere, passione, soprattutto volontà. Le pedalate rilassano, prima, induriscono, poi, tutto passa, infine. E rimane la voglia di rifarlo, di riuscire, di spingersi più in là, oltre l'ultima collina vista prima di girare la bici e tornarsene verso casa.

  

La bici è scelta e la fatica pure, per cui si accetta di buon grado di essere sfiniti, non volersi alzare, passare una domenica intera, mogli/fidanzate/compagne permettendo, immobili sul divano a vedere film che non ci si sarebbe mai sognati di vedere, corse ciclistiche in posti sperduti, partite di badminton via satellite.

 

A volte però il dolore non è scelta e i giorni di immobilità pure, e non ci sono biciclette di mezzo, nemmeno chilometri di sudate e pedalate. In mezzo non c'è nulla se non lo stesso dolore che non passa, che resta lì e non se ne va. Lo chiamano dolore cronico, è quello che persiste oltre i tempi ragionevoli di guarigione. E' una patologia invalidante, che esclude tutto il resto, perché altra conseguenza non c'è alla sofferenza. Un dolore che non riguarda la bici e che la bici, forse, non può curare, ma aiutare senz'altro. O almeno lo può fare domani, percorrendo le strade del Parco Nazionale della Maiella, su e giù dentro e soprattutto fuori Sulmona. Lo può fare con una pedalata, Biciclette contro il Dolore - Passeggiata Cicloturistica di Solidarietà organizzata dall'Associazione Nazionale Amici di ISAL, ottanta chilometri, circa mille metri di dislivello, due ristori e un pasta party per finire, per gradire. (qui trovate il modulo di iscrizione)

 

 

Basta una bici e la volontà di pedalare, di farlo per pedalare e basta, senza competizioni, senza la necessità della velocità. Quella non conta, bastano due ruote tra altre ruote, le montagne attorno, un buon motivo per muovere i pedali.

 

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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