Facce da Milano-Sanremo. I baffi di Corlaita e la Classicissima "più lunga"

Nell'edizione del 1915 della Classicissima una notizia dalla corsa fa ritardare di quasi un'ora la premiazione e ribalta l'esito della corsa, facendo ballare i mustacchi del bolognese

13 Marzo 2018 alle 22:19

Facce da Milano-Sanremo. I baffi di Corlaita e la Classicissima "più lunga"

Ezio Corlaita era un bell'uomo, alto e grosso come un granatiere, fatto "di muscoli prestanti pronti all'azione e un'indomita abnegazione per la lotta sul velocipite", raccontava Renato Casàlbore sulla Stampa Sportiva. Ezio Corlaita aveva un ciuffo "pettinato come la moda vuole" e un paio di baffi "che faceva palpitare il cuore di tante donne". Baffi che seguivano i cambiamenti del suo umore, e che, essendo fumantino, "seguivano l'ondivago senso dei tempi e degli eventi". E quel 28 marzo 1915 il senso dei tempi e degli eventi cambiò così tante volte che i suoi baffi assecondarono gli angoli della sua bocca a tal punto che si arruffarono tutti e poco mancò che si arruffasse pure lui contro la giuria di corsa.

 

Quel 28 marzo 1915 era da poco finita la nona edizione della Milano-Sanremo dopo una giornata intera che i corridori avevano passato sotto una pioggia talmente intensa che li aveva inzuppati sino a quasi le ossa. Era finita alle 16,54 con Costante Girardengo avanti a tutti di quasi sette minuti, dopo aver percorso i 290 chilometri in 10 ore 29 minuti e 45 secondi, dopo una rincorsa impetuosa giù dal Passo del Turchino a Corlaita, Lucotti e Gaietti, che in salita avevano cercato di prendere il largo, e poi sulla costiera, con il solo Gremo a dargli qualche sporadico cambio, che da Voltri portava a Porto Maurizio.

 

I secondi diminuivano a palate ma proprio a Porto Maurizio, mentre i fuggitivi prendevano il lungomare, colui che sarà ricordato come il primo Campionissimo, attraversava il paese, tagliava mezzo chilometro di percorso e rientrava dopo pochi chilometri sui fuggitivi. Girardengo andava talmente forte che questi nemmeno se ne accorsero di essere già distaccati. A Sanremo il campione di Novi è primo, solo, festante. Il secondo e il terzo, Corlaita e Luccotti, si fanno attendere. Il podio è già pronto, l'omino sta per ricevere i fiori della sua prima Classicissima quando arriva trafelato un osservatore di percorso, chiama i giudici di gara, li avvisa che Girardengo ha tagliato il percorso.

 


Lorenzo Saccone e Ezio Corlaita a Voltri


 

Fermi tutti. I baffi di Corlaita si muovono. E se prima puntavano ai piedi, fradici com'erano, si rinvigoriscono alle notizie che gli arrivano da Gremo, che ha visto tutto e, religioso com'è, non sa mentire. I giudici si chiudono in un bar. Parlano per mezz'ora. Prima riunione. Escono, litigano, rientrano, discutono ancora una mezzoretta. Riescono e questa volta non battibeccano più. La vittoria di Costante Girardengo non s'ha da fare, Ezio Corlaita è primo, sua è la Milano-Sanremo. Girardengo protesta, ma non succede nulla. La stampa lo loda, ma riconosce l'errore: "Le disposizioni del regolamento rigidamente, ma giustamente applicate – scrive Alfredini sulla Stampa sportiva –, non hanno permesso a Girardengo di segnare il suo nome nell'aureo album che già registra una collana di nomi gloriosi che s'inizia da Petit Breton e termina con Agostoni, dopo avere inquadrato Van Houwaert, Ganna, Cris-tophe, Garrigou, Pelissier e Defraye, ma la squalifica, che gli ricorderà in avvenire che un grande campione, com'egli è, non deve ricorrere a mezzucci non degni di lui, per riportare quelle vittorie che i suoi grandi mezzi gli permettono di aspirare, nulla toglie al valore della sua performance".

 

La seconda puntata

Facce da Milano-Sanremo /2. Demuysere e un amore grande come una Classicissima

L'edizione del 1934 è stato un pegno d'amore che arrivava direttamente dal Belgio. Storia della Locomotiva delle Fiandre e dell'impossibile divenuto reale

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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