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Il Giro 101 e quello che c'è da attendersi dalle wild card (anche senza Cunego)

Androni, Bardiani, Israel cycling academy e Wilier saranno al via della corsa Rosa. Una scelta quella dell'organizzazione che premia il ciclismo italiano (con un occhio agli sponsor internazionali), nonostante le critiche

22 Gennaio 2018 alle 14:43

Damiano Cunego concluderà la sua carriera al Giro del Giappone che si correrà dal 20 al 27 maggio. Un modo per onorare lo sponsor che lo ha fatto correre dal 2015 a oggi (la Nippo), un ripiego dopo l'invito non arrivato alla squadra dall'organizzazione del Giro d'Italia. Peccato, perché nonostante gli anni siano ormai 36 e la data di scadenza ormai prossima, il Piccolo Principe in questi anni non ha mai fatto mancare impegno e dedizione. Non ci sarà il saluto finale, l'addio alla bicicletta al termine della manifestazione ciclistica più importante d'Italia.

 

Il suo addio alla corsa Rosa era stato dunque già scritto il 29 maggio 2016 a Torino. Era quello il Giro che celebrò l'animo guerrigliero di Nibali, che si concluse con una rimonta incredibile, un'impresa che sembrava impossibile. Cunego disputò un'edizione sempre all'attacco, generosa, alla caccia delle maglia Blu, quella riservata al miglior scalatore. Si arrese solo alla penultima tappa, stremato da giorni interi passati a farsi inseguire dal gruppo. E' stata la sua ultima recita, il suo saluto, allora inconsapevole, a quella corsa che lo aveva reso protagonista, speranza, ipotesi di dominatore.

 

Non è andata così, anche se tre Giri di Lombardia e una Amstel Gold Race sono tanta roba.

 

Forse Cunego il Giro lo guarderà da casa, forse non lo guarderà affatto, sicuramente non lo correrà.

 

Sino a sabato le speranze di vederlo al via erano tante, le possibilità un po' meno. Diciotto squadre sono invitate di diritto in quanto iscritte al World Tour, la serie A del ciclismo, ma per arrivare a ventidue (il numero massimo per regolamento), ci sono quattro inviti da recapitare, quattro possibilità ulteriori. O meglio due. Perché un posto, quello dell'Androni Giocattoli, è concesso di diritto alla formazione vincitrice della Coppa Italia di ciclismo (il circuito delle corse nazionali), o Ciclismo cup se si vuol essere internazionali come la Federazione. Un altro era stato riservato alla Israel Cycling Academy per ovvie opportunità date dalla partenza da Israele. Si poteva partire da Gerusalemme senza la formazione creata qualche anno fa per agevolare la crescita di un movimento ciclistico di grande livello in medio oriente? Impossibile. 

 

 

Ed ecco dunque la corsa a tre per soli due posti. Una corsa a tre tutta italiana: la Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini di Cunego, la Bardiani e la Wilier. L'hanno spuntata le ultime due.

 

Una scelta che, nonostante le solite polemiche che ogni anno vengono rivolte all'organizzazione del Giro, mai come quest'anno è stata presa guardando all'interesse nazionale, puntando a dare una vetrina internazionale importante a parte della meglio gioventù del ciclismo italiano.

 

Al contrario dell'ultima corsa Rosa dunque le formazioni italiane al via saranno tre (erano due nel 2017) e al loro interno ci sono diversi prospetti interessanti sia per il presente sia (e forse soprattutto) per il futuro. Quella dell'organizzazione non era una decisione scontata: non ci sono obblighi da parte degli organizzatori di invitare squadre italiane (se non la vincitrice della Coppa Italia) e il Giro non è un'azienda caritatevole con la missione di cercare di togliere il ciclismo italiano dalla periferia del mondo professionistico. Dovrebbe essere la Federazione a intervenire, a cercare, come accade in Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda e Germania, di creare un progetto unitario per la creazione di una grande squadra tricolore per tentare la risalita nel World Tour. Cosa che i vertici federali si sono guardati bene dal fare.

 

Il Giro è intervenuto ancora, per sua scelta, e ha pensato di utilizzare il metodo Tour: tre squadre di interesse nazionale e un invito buono per dare una strizzatina d'occhio agli sponsor internazionali. E in questo contesto la Nippo è stata la vittima sacrificale. Una ci doveva essere e la scelta è caduta sulla compagine forse meno attrezzata per una corsa di tre settimane.

 

Al Giro comunque non mancheranno possibili protagonisti provenienti dalle formazioni ProContinental.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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