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Un invito alla democrazia diretta allo stadio

Stava incravattando il fiato per il rigore, Felipe Anderson, quando la curva laziale ha preso a invocare Miroslav Klose. Una, due, tre volte. Miro, Miro, Miro!

16 Maggio 2016 alle 19:37

Un invito alla democrazia diretta allo stadio
Stava incravattando il fiato per il rigore, Felipe Anderson, quando la curva laziale ha preso a invocare Miroslav Klose. Una, due, tre volte. Miro, Miro, Miro! La giuria popolare non invoca sempre e solo i Barabba, non vota sempre e solo i Jalisse: a volte capita che riconosca cuori e talenti puri e persino che intersechi il tributo alla chance. Così, Anderson ha fatto un passo indietro e Miro ha calciato il suo ultimo rigore con addosso la maglia laziale, gonfiando la sua 64esima rete, proprio lui che, sebbene tedesco, non è rigorista. E allora la curva esulta, piange, tocca il cielo tre metri sopra al cielo (quindi all’incirca la stratosfera), i laziali rimasti a casa lanciano hashtag in tedesco su Twitter e tuttavia Lotito se ne lava le mani, incurante di come le sue genti abbiano inavvertitamente appena consegnato agli italiani, popolo di santi e applauditori, un invito alla democrazia diretta, da esercitare allo stadio, nel giorno del Signore, urlando contro la stratosfera. Quasi quasi ci mancherà pure, questo campionato di padroni e provinciali.

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