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Rallegrati, Boa!

Davvero non riusciamo a spiegarci come abbiamo potuto non accorgerci che Boateng era finito, negli ultimi due anni, allo Schalke. Proprio noi, fedeli seguaci del calcio etnico, da Catanzaro a Osaka, passando per tutti i land tedeschi! Nell'intervista che Boa ha rilasciato sabato a Gazzetta.it, leggi

26 Gennaio 2016 alle 11:20

Rallegrati, Boa!
Davvero non riusciamo a spiegarci come abbiamo potuto non accorgerci che Boateng era finito, negli ultimi due anni, allo Schalke. Proprio noi, fedeli seguaci del calcio etnico, da Catanzaro a Osaka, passando per tutti i land tedeschi! Nell'intervista che Boa ha rilasciato sabato a Gazzetta.it, leggiamo che si è ricongiunto con la casa rossonera, dopo essere stato emarginato per mesi da "un club che ha pagato 10 milioni per avermi, per poi sospendermi". Non per esortarlo a ritornare in Germania, dove gli esseri viventi cominciano a esuberare (non vorremmo vederlo scoppiare in lacrime tra le braccia di Angela Merkel che gli spiega "non possiamo accogliere tutti"), ma affinché si riconcili con i momenti bui del suo passato recente, vorremmo ricordargli che le cifre più irragionevoli e spudorate, di solito, si spendono per ciò di cui si fa uso ridotto o nullo. Possiamo dimostrarglielo girando un documentario nelle nostre scarpiere, dove le calzature che giacciono inutilizzate sono le più preziose. Rallegrati, Boa! Oppure, se vuoi, assumici come tue coach di autostima: non siamo certe che il Milan ti aiuterà a risollevarla.

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