cerca

Juve-Roma, ovvero battere Belén diventando Belén

Capiamo con lucida empatia i nostri uomini afflitti dall’ennesima vittoria juventina. “Tanto la Juve vince sempre”, ha detto Totti. “Rubentus”, hanno scritto in molti.

7 Ottobre 2014 alle 14:53

Juve-Roma, ovvero battere Belén diventando Belén

Capiamo con lucida empatia i nostri uomini afflitti dall’ennesima vittoria juventina. “Tanto la Juve vince sempre”, ha detto Totti. “Rubentus”, hanno scritto in molti. Un deputato del Pd e uno di Fdi-An annunciano interrogazioni parlamentari per fare chiarezza sugli errori arbitrali del 3-2 più chiacchierato del campionato (finiremo con lo scoprire che anche la Juve è un prodotto della trattativa Stato-mafia? Ambascia). Sappiamo che rassegnazione, indignazione e processi non hanno alcuna proprietà consolatoria: solo la vendetta ne ha. Tuttavia, il nostro statuto di signorine ci vieta di istigare chicchessia alla rappresaglia. Proponiamo, allora, il prodigio che a noi non è concesso: battere Belén diventando Belén – o, massimamente impossibile, più belle di lei. Se contro la Juve non si vince, meglio diventare juventini, o almeno consapevoli che un maschio che frigna quando vincono i vincenti porta molta acqua al mulino della parità dei sessi, dimostrando che l’invidia per la reginetta della scuola è una sindrome tanto maschile quanto femminile. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi