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Pianti allo stadio

Sdoganiamo, commosse, il pianto maschile, a patto che irrompa allo stadio – a casa, davanti a SkySport, resta inopportuno.

23 Settembre 2014 alle 15:41

Pianti allo stadio

Sdoganiamo, commosse, il pianto maschile, a patto che irrompa allo stadio – a casa, davanti a SkySport, resta inopportuno. L’altra eccezione la riserviamo a Mick Jagger, per cantare As tears go by e far piangere esclusivamente noi signorine. A farci riflettere è la nonna di Alessandro Florenzi, il centrocampista della Roma ammonito dopo essersi catapultato tra le sue braccia a darle un bacetto e dedicarle il goal del due a zero contro il Cagliari: sospettiamo che le lacrime della poveretta fossero la naturale, anche fin troppo posata, reazione alla sua prima volta all’Olimpico (grande empatia). Tuttavia, non vogliamo puntualizzare. L’Italia si è commossa e noi con lei, ricordandoci così che i nostri compagni ideali non sono poetastri che frignano rileggendo Goethe, bensì tifosi come quelli del Chelsea che, dopo il goal di Lampard (un fedifrago passato al Manchester dopo 13 anni di Chelsea), sono rimasti catatonici sugli spalti, piangendo come Achille deve aver pianto Patroclo: senza smorfie, né strepiti, solo cascate di dolore sommesso.

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