Graziano Pellé (foto LaPresse)

Pellé, l'emigrato che ha conquistato Olanda e Inghilterra

Leo Lombardi
Così il centravanti della Nazionale, protagonista dell'impresa di ieri contro la Spagna, ha fatto innamorare tutti al Feyenoord e al Southampton. A suon di gol.

L'Olanda all'Europeo non c'è, ma se non ci fosse stata l'Olanda non ci sarebbe stato Graziano Pellé. Emigrato per diventare qualcuno: nel vicino Belgio gli italiani faticavano nelle miniere, l'attaccante viene scelto dall'Az nel 2007 per giocare al pallone. Van Gaal se ne innamora all'Europeo Under 21 e lo prende. Pellé è giovane, ha difficoltà con la lingua olandese, con il calcio olandese, con gli allenatori olandesi. Resiste quattro anni, il ritorno in Italia non lo rende più felice: l'unico gol in serie A con il Parma, la serie B con la Sampdoria dove debutta – guarda il destino – sostituendo Eder.


L'Olanda lo richiama nel 2012, il centravanti ha 27 anni e al Feyenoord trova Ronald Koeman, che capisce come uno alto 193 centimetri e pesante 90 chili non può essere l'uomo che si alza dalla panchina e decide il match. Sta in campo dall'inizio e si vede: 27 gol in 29 gare nella prima stagione, 23 in quella successiva. Esplode la Pellé-mania, i tifosi si pettinano come lui, con quello stile “leccato” anni Cinquanta, il museo del Feyenoord lo celebra (anche) con un pettine e una confezione di gel. Koeman lo porta al Southampton: altre partite, altre reti, altri elogi. L'Italia lo riscopre a 30 anni, lui ricambia con due gol-fotocopia in tre gare al Belgio e alla Spagna, con cari saluti a chi sostiene come agli azzurri manchi un centravanti. Buon per Koeman, che lo vuole portare anche all'Everton…