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La Francia arranca ma batte la Romania nonostante uno spento Pogba

2-1 nella partita inaugurale dell'Europeo allo Stade de France a Parigi. I romeni, tosti e ben messi in campo, hanno messo in difficoltà i francesi, salvati da un capolavoro di Payet a due minuti dalla fine.

10 Giugno 2016 alle 23:46

La Francia arranca ma batte la Romania nonostante uno spento Pogba

Un momento dello spettacolo inaugurale di Euro 2016 prima di Francia-Romania (foto LaPresse)

C’è voluto un bolide di sinistro all’incrocio dei pali, partito all’ultimo minuto dal piede del migliore in campo, Florent Dimitri Payet,  quasi trent’anni, centosettantacinque centimetri di rabbia e talento, ala del West Ham in Inghilterra, nato in pieno oceano, all’Isle de la Réunion, tra Madagascar e Mauritius, perché la Francia riuscisse a prevalere: l’armata romena dei bianchi discendenti di Vlad III di Valacchia, membro dell’antico ordine del Drago e protettore di cristiani a nord e a sud del Danubio ha retto con stile e regale sostanza l’urto della Francia nera, multi etnica e multi culti, un filo musulmana, ricca, viziata scopertasi  stranamente incartata e arrugginita sul magnifico campo dello Stade de France a Saint-Denis, dove si è tenuta la prima di Euro 2016.  

 

Ha retto per un’ora, la Romania, poi ha incassato un colpo di testa casuale con annessa carica sul portiere non rilevata né da un mediocre arbitro né da un pessimo guardalinee. Ma se in quel momento in vantaggio fossero stati i romeni e non i francesi,  non ci sarebbe stato scandalo alcuno: in maglia gialla e non blu, i primi affondi, le prime occasioni da gol, tra queste un tiro da due metri che ancora ci si chiede come abbia fatto il portiere a pararlo.

 

Qualche minuto dopo il vantaggio francese, uno stanco Evra (juventino di lotta e di corsa) trascina il piede un dieci centimetri di troppo e incoccia un piede romeno in area: rigore netto trasformato da Stancu, da non confondersi con Stanciu.

 

Insomma fino al 49’ del secondo tempo si è visto una Romania tignosa, più squadra della Francia, capace di grande corsa e di annullare il centrocampo e anticiparne sistematicamente il gioco: quando è di merda non è fluido, come dicono i bene informati.

 

Grande coraggio invece e tenuta nervosa ha dimostrato l’allenatore della Francia, Didier Deschamps: stava ancora sull’1 a 1 e ha buttato fuori per scarso rendimento Paul Pogba, giocatore fumoso che una ne indovina e cinque ne sbaglia che viene però sistematicamente incensato come uno dei più forti se non addirittura il più forte centrocampista del mondo. Qualcuno pretende che valga più dei 100 milioni che il Real Madrid è disposto ad offrire alla Juventus per averlo. Non vogliano capire che l’oro è nella testa. E stasera quella di Pogba era altrove. Sulle nuvole. 

 

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