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Turchia

Girone D. Allenatore: Fatih Terim. Quello che è accaduto nel paese negli ultimi quattro anni.

9 Giugno 2016 alle 21:39

Turchia

Rispetto al 2012, la Turchia ha ancora lo stesso leader (sebbene in una posizione diversa, era primo ministro, adesso è presidente), lo stesso partito politico al potere, la stessa classe dirigente. Ma è come se in quattro anni Recep Tayyip Erdogan fosse diventato un’altra persona. Quattro anni fa la Turchia e il suo leader, nonostante alcune avvisaglie preoccupanti, erano ancora un faro di democrazia nel mondo islamico, un esempio del fatto che la convivenza tra islam, moderazione politica e crescita economica erano alla portata di tutta la regione. Erdogan, con il suo ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, predicava la politica del “nessun problema con i vicini”. L’Erdogan di oggi, invece, non solo è invischiato in problemi enormi con tutti i confinanti, guerra siriana in primis, ma ha ricominciato il conflitto interno con i curdi, autori, in alternanza con lo Stato islamico, di attentati sanguinosi in tutto il paese – e nel frattempo ha fatto fuori politicamente Davutoglu. Sotto la guida del nuovo Erdogan, la Turchia è crollata nelle classifiche internazionali di libertà religiosa e di espressione, il governo ha fatto chiudere giornali e represso l’opposizione. I rapporti con l’Europa e l’occidente – per cui la Turchia rimane un alleato fondamentale, si veda per esempio l’accordo sui migranti con l’Ue – si sono sfilacciati. E l’economia, che pure continua a crescere a ritmi sostenuti, ha perso lo slancio di un tempo.

 

 

I CONVOCATI DAL CT TERIM

 

fonte: twitter ufficiale Uefa

 

IL MEGLIO DEL CAMMINO VERSO EURO 2016

 

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