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Svezia

Girone E. Allenatore: Erik Hamrén. Quello che è accaduto nel paese negli ultimi quattro anni.

9 Giugno 2016 alle 22:01

Svezia

Nelle guide turistiche è “il paradiso degli ecologisti”, ricca di biciclette, piste ciclabili, aree verdi. La Svezia si fregia di essere la più moderna e cosmopolita d'Europa, un modello di uguaglianza, pari opportunità, alfabetizzazione, integrazione, welfare state, diritti civili. In svedese si dice “folkhemmet”, la casa di tutto il popolo, in cui c’è lo strapotere dei sindacati e un settore pubblico abnorme. In questa pietra filosofale della felicità economica, politica e sociale, le tasse sono “skat”, tesoro comune e bene al servizio della società. Bernie Sanders l'ha portata a modello, assieme agli imam. Una società prospera, indifferente alla religione, ideologicamente accogliente e tollerante, ma in cui l’illusione della “diversità” si è da tempo sfibrata nel contagio della violenza: gli ebrei svedesi scappano tutti, specie da Malmö; in molte città la popolazione islamica è già un quinto; i migranti arrivati sono già il due per cento della popolazione; gli stupri proliferano; i Verdi sono sotto inchiesta per infiltrazioni islamiste e il paese è da anni ormai il capofila del partito antisraeliano in Europa. Senza contare che 300 svedesi sono partiti per combattere per l’Isis in Siria (durante la Seconda guerra mondiale ci furono meno svedesi nelle fila delle SS naziste, 180). Tante ombre, dunque, dietro a questo miracolo di omogeneità, solidarietà, armonia e disimpegno, un mix di socialismo, luteranesimo e un pizzico di Eurabia.

 

 

I CONVOCATI DAL CT HAMREN

 

fonte: twitter ufficiale Uefa

 

IL MEGLIO DEL CAMMINO VERSO EURO 2016

 

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