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Spagna

Girone D. Allenatore: Vicente Del Bosque. Quello che è accaduto nel paese negli ultimi quattro anni.

9 Giugno 2016 alle 21:35

Spagna

Una mattina di primavera del 2012, un dirigente europeo visitò la Moncloa, il palazzo presidenziale spagnolo, per parlare con il primo ministro Mariano Rajoy. L’eurocrate avrebbe poi raccontato al Mundo che Rajoy disse: “Io mi sveglio tutte le mattine senza sapere quello che succederà e mi addormento tutte le sere senza sapere quale disastro dovrò affrontare il giorno successivo”. Ecco, la Spagna di quattro anni fa era così, consapevole soltanto di essere diretta verso il disastro. Erano gli anni più duri della crisi finanziaria globale, Madrid era nell’occhio del ciclone e Rajoy era succeduto a Zapatero da appena un anno. L’ex premier socialista aveva già approntato alcune durissime misure d’austerity, ma il grosso era ancora tutto da fare, e nel 2012 Rajoy dovette subire un’ondata di impopolarità come pochi altri. La cura da cavallo è riuscita, oggi la Spagna è una storia europea di successo, il suo pil cresce più di ogni altro paese del continente nonostante alcuni fondamentali economici, come l’occupazione, siano ancora preoccupanti. Negli ultimi tempi però alla fine dell’instabilità economica ha fatto seguito l’inizio di quella politica. Le ragioni dell’origine di due partiti anti establishment come Podemos e Ciudadanos è da ricercarsi negli anni terribili della crisi. Questi partiti oggi compongono un inedito quadripartitismo che ha paralizzato il quadro politico alle elezioni del 20 dicembre scorso e che rischia di ripetere il risultato ai comizi del prossimo 26 giugno, indetti da re Felipe dopo che i partiti non sono riusciti a mettersi d’accordo sul nuovo governo.

 

 

I CONVOCATI DAL DEL BOSQUE

 

fonte: twitter ufficiale Uefa

 

IL MEGLIO DEL CAMMINO VERSO EURO 2016

 

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