Putin ha avuto la sua parata dimessa

L'aiuto di Trump e il permesso di Zelensky, così il capo del Cremlino è riuscito a festeggiare il Giorno della vittoria, esponendo le sue debolezze e dicendo ai russi: "Credo fermamente che la nostra causa sia giusta". Le prove di negoziato, i soldati nordcoreani sulla Piazza Rossa e l'umiliazione della richiesta russa 
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9 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 09:48 AM
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Vladimir Putin ha avuto la sua parata, tranquilla, ma impoverita, ingrigita, con pochi leader stranieri a tenergli compagnia sugli spalti, con meno veterani della Seconda guerra mondiale al suo fianco, portati via dallo scorrere del tempo – sono trascorsi ottantuno anni dal 9 maggio che mise fine alla Germania nazista – e con qualche soldato nordcoreano a far compagnia ai russi, nella marcia sulla Piazza Rossa: il commentatore della parata ha ricordato il “contributo significativo” dei soldati di Pyongyang, mandati a liberare la regione del Kursk, dopo l’offensiva degli ucraini iniziata nel 2024, morti a migliaia, spesso usati come carne da macello contro gli “invasori nazisti”. Putin ha iniziato la guerra forzando i parallelismi fra la vittoria dell’Armata rossa contro Berlino e l’invasione dell’Ucraina, per i russi quella vittoria è un fatto di famiglia, una questione personale, un orgoglio del mito della resistenza che perdura ancora oggi. Legare l’aggressione contro l'Ucraina alla Seconda guerra mondiale è il modo più naturale e diretto che Putin ha trovato per portare i russi a sostenere la guerra e per chiedere ancora oggi sacrifici e sopportazione. Durante il suo breve discorso tenuto davanti ai leader e ai soldati schierati, ai veterani e agli uomini dell’ “operazione militare speciale”, il capo del Cremlino ha parlato dell’esercito di Mosca che si trova “ad affrontare una forza aggressiva che è armata e supportata dall’intero blocco della Nato, e nonostante ciò, i nostri eroi stanno avanzando”. In realtà l’avanzata è ferma, Mosca in alcuni punti del fronte perde terreno, in altri conquista poco perdendo molti uomini.
Il capo del Cremlino ha detto convinto: “Credo fermamente che la nostra causa sia giusta … La grande impresa della generazione dei vincitori ispira i soldati che oggi perseguono gli obiettivi dell’operazione militare speciale”. Il ricordo della vittoria di ottantuno anni fa invecchia, la guerra di oggi si accartoccia al fronte. Putin oggi ha tenuto la sua parata grazie all’intervento del presidente americano, Donald Trump. Il timore delle incursioni dei droni e dei missili di Kyiv spaventa i russi al punto di essere ricorsi all’aiuto della Casa Bianca, che su richiesta del Cremlino ha mediato un cessate il fuoco di tre giorni, a partire da oggi. L’Ucraina ha chiesto in cambio la liberazione dei prigionieri di guerra e ha imposto che la tregua valga soltanto per l’area sopra alla parata. Sono giorni che l’Ucraina sfrutta le paure russe a suo vantaggio, dimostrando di avere il controllo sulla guerra, di poter dettare i tempi, di avanzare richieste. Per poter svolgere la sua parata del 9 maggio, una ricorrenza che il capo del Cremlino ha reso una celebrazione della potenza militare della minaccia russa, Putin ha mostrato le sue fragilità.
La Russia che sfila in parata è dimessa, spaventata. Il capo del Cremlino che ammette di avere bisogno dell’intervento americano è un leader ossessionato dalla propria sopravvivenza. Da tempo gli Stati Uniti di Donald Trump non sono più visti come degli alleati di Kyiv, ma come dei mediatori neutrali e l’Ucraina si è già abituata al cambiamento. Ieri il capo negoziatore del presidente Zelensky, Rustem Umerov, era negli Stati Uniti a incontrare i negoziatori di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff. E’ stato durante il colloquio che gli ucraini hanno negoziato il cessate il fuoco e dettato le loro condizioni per permettere a Putin la sua parata, lanciando il messaggio che l’Ucraina non ha motivi per accettare una resa, ha invece tutte le carte per dettare le condizioni di una tregua come di un negoziato.
Se non fosse stato abbastanza chiaro, Zelensky ha emanato un decreto sulla parata: “Prendendo in considerazione numerose richieste, e per scopi umanitari delineati durante i negoziati con la parte americana, io decreto quanto segue: Autorizzo la tenuta di una parata nella città di Mosca (Federazione russa) il 9 maggio. Per la durata della parata (a partire dalle 10 ora di Kyiv), il settore territoriale della Piazza Rossa sarà escluso dal piano di impiego operativo delle armi ucraine”. Zelensky ha autorizzato Putin a sfilare in piazza. Il capo del Cremlino ha ottenuto il suo Giorno della vittoria al costo di una grande umiliazione. Il cessate il fuoco di tre giorni serve come prova per un negoziato futuro per la fine della guerra.