Opporsi al trumpismo da voce indipendente. La lezione di John Fetterman

Il senatore democratico rivendica la superiorità del bene comune sull’appartenenza. Il deputato Jake Auchincloss dice: siamo un popolo che combatte per le idee (e lui ne ha). La Davos di James Murdoch

9 MAY 26
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Molti forse non lo sanno, ma ho vinto la mia prima elezione con un solo voto di scarto per diventare sindaco di Braddock, una piccola città siderurgica che è una delle più povere della Pennsylvania e che è anche spopolata: il 90 per cento della popolazione se n’è andato. Era una comunità dimenticata. Non ero interessato a giochetti politici e volevo dare il mio contributo al cambiamento: non si trattava di essere del Partito democratico o di quello repubblicano, ma di assicurarsi che luoghi come Braddock ricevessero l’attenzione e gli investimenti che meritavano per il loro contributo a questo grande paese. Da senatore degli Stati Uniti, credo ancora in quel principio. Non importa se il mio collega appartiene al mio partito o a quello avverso. Il mio obiettivo resta quello di lavorare insieme per trovare risultati concreti e dare risposte ai miei elettori. E sebbene sia stato eletto come democratico, sono orgoglioso di servire tutti i cittadini della Pennsylvania. E’ diventato sempre più solitario questo modo di fare il mio lavoro, ma sono fermamente convinto che sia ciò di cui c’è bisogno. Il mio partito non può essere semplicemente il contrario di qualsiasi cosa dica il presidente Donald Trump. Il presidente potrebbe dichiararsi favorevole al gelato e alle domeniche sul divano, e il mio partito improvvisamente detesterebbe il gelato e il divano della domenica. Questi attacchi gratuiti e a valanga sono poco efficaci. Gli americani vogliono che lavoriamo insieme per trovare soluzioni ai problemi che loro e il paese si trovano ad affrontare.
Non molto tempo fa i democratici volevano un confine sicuro. Ho votato a favore di un disegno di legge sull’immigrazione nel 2024 per fare in modo che un afflusso delle dimensioni di Pittsburgh non attraversasse il confine come era accaduto sotto la precedente Amministrazione. Ho co-sponsorizzato una legge per fermare il traffico di fentanyl. Sono stato il principale democratico a sostenere il Laken Riley Act (la legge che permette di arrestare persone senza documenti che commettono reati), e sono convinto che chi entra nel paese illegalmente e commette un crimine violento debba essere espulso. Senza se e senza ma. Non molto tempo fa i democratici ritenevano che lo shutdown (quando non si trova un accordo sul budget e la pubblica amministrazione si ferma) sbagliato e mettesse a rischio il sostentamento degli americani. Ho votato sistematicamente per porre fine a una serie di shutdown consecutivi perché gli agenti della Transportation Security Administration, la sicurezza interna, gli aeroporti e i comuni cittadini ne stavano soffrendo e non avrebbero mai dovuto essere tenuti in ostaggio. Non ho provato alcun piacere nel votare contro il mio partito. Mentre la base mi prendeva di mira per aver anteposto il paese alle logiche di parte, il dovere di tenere le luci accese pesava più di qualsiasi gioco di partito.
Non molto tempo fa credevamo che fosse fondamentale sostenere alleati come Israele contro le minacce alla loro sicurezza e alla loro pace. Sulla scia della guerra a Gaza, Hamas e Hezbollah – sostenuti dall’Iran – hanno intensificato i loro tentativi di smantellare il nostro alleato. Ho mantenuto il mio impegno a sostenere pienamente l’eliminazione di questi terroristi e dei loro leader. I recenti candidati presidenziali del mio partito hanno identificato l’Iran come una significativa minaccia globale, che non dovrebbe essere in grado di acquisire un’arma nucleare. Hanno ribadito una posizione che condivido ancora: il principale stato sponsor del terrorismo deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni. Apprezzo che questa Amministrazione abbia agito di fronte alla minaccia rappresentata dall’Iran e dai suoi proxy.
Queste posizioni, un tempo condivise, sono diventate sempre più controverse nel Partito democratico, a causa dell’inseguimento delle frange più agitate della nostra base. Il partito è lacerato dalle loro rivendicazioni, acuitesi dopo la guerra a Gaza e ancor di più dopo la rielezione di Trump nel 2024. Numerosi manifestanti mi hanno seguito per Washington o si sono presentati a casa mia a Braddock per dirmi che sono un traditore, semplicemente perché ho votato secondo la mia coscienza, schierandomi con Israele e la comunità ebraica mondiale, mantenendo operativa la pubblica amministrazione e garantendo il pagamento dei dipendenti pubbli, assicurando i nostri confini – posizioni che non erano affatto insolite. I miei valori non sono cambiati, e ho sempre fatto riferimento a quegli ideali che definivano l’essere democratici. Resto fermamente pro choice, favorevole alla cannabis, pro Lgbt, favorevole al programma di assistenza alimentare, pro occupazione e persino favorevole alla costata di manzo rispetto alla carne sintetica. Mi rifiuto di cedere alla mia coscienza, perché la Pennsylvania merita qualcuno che sia onesto e sappia lavorare con chi sta seduto dall’altra parte del Congresso.
Il segretario ai Trasporti Sean P. Duffy e io abbiamo lavorato insieme per sbloccare un miliardo di dollari in fondi federali per progetti di trasporto in tutta la Pennsylvania. Il senatore Dave McCormick (repubblicano della Pennsylvania) e io abbiamo portato centinaia di milioni di dollari federali al nostro stato per progetti che migliorano la vita dei nostri 13 milioni di cittadini, tra cui 600 milioni di dollari per ricostruire il Delaware River Bridge e migliorare la Pennsylvania Turnpike. Il senatore Jim Justice (repubblicano della West Virginia) e io abbiamo presentato l’Hot Rotisserie Chicken Act per consentire ai beneficiari del programma di assistenza alimentare di utilizzare i loro sussidi per acquistare pollo allo spiedo. La senatrice Katie Boyd Britt (repubblicana dell’Alabama) e io abbiamo lavorato insieme per tutelare la salute mentale dei bambini con il nostro Stop the Scroll Act. La senatrice Cynthia Lummis (repubblicana del Wyoming) e io abbiamo preso il programma Whole-Home Repairs della Pennsylvania – un grande successo – e presentato una proposta di legge per estenderlo a livello nazionale, così da aiutare gli americani a restare nelle proprie case.
Essere una voce indipendente che collabora con i repubblicani per ottenere risultati concreti per i cittadini della Pennsylvania può mettermi in contrasto con il partito al quale sono rimasto fedele e che non ho intenzione di lasciare – ma continuerò a mettere al primo posto il mio stato e il mio paese. E in ogni caso sarei un pessimo repubblicano, dal momento che voto ancora in schiacciante maggioranza assieme ai democratici.
John Fetterman è un senatore del Partito democratico della Pennsylvania.
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