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La cancel culture è tutta cinese
Il convegno cancellato all'Università di Belgrano, a Buenos Aires, è l'ultimo segnale della forte influenza di Pechino nel mondo accademico e culturale estero
9 MAY 26

Foto Ansa
L’ambasciata cinese a Buenos Aires ha fatto pressioni sull’Università di Belgrano per impedire lo svolgimento di un evento accademico considerato critico verso il regime di Pechino. Il convegno, previsto per il 29 aprile, aveva come titolo “Cina: la seduzione della comunicazione per normalizzare un regime” e avrebbe dovuto ospitare accademici, giornalisti ed esperti di politica internazionale. Fra gli organizzatori compariva anche l’Ufficio commerciale e culturale di Taiwan in Argentina, elemento che avrebbe ulteriormente irritato la diplomazia cinese. Secondo diverse ricostruzioni, funzionari dell’ambasciata sarebbero andati di persona a parlare con i vertici universitari e alla fine l’evento sarebbe stato cancellato.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulle pressioni esercitate da Pechino nel mondo accademico e culturale all’estero. Il giornale online argentino Infobae ha scritto che il governo di Javier Milei è molto più freddo verso la Cina rispetto ai precedenti esecutivi, ma allo stesso tempo il paese resta economicamente dipendente dai rapporti commerciali e finanziari con Pechino.