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Il progetto mediatico-culturale di James Murdoch, uscito dal nido
Dopo aver litigato col padre in tribunale e discusso con il fratello più conservatore, il "figlio liberal" starebbe puntanto al New York Magazine e alla divisione podcast di Vox. Inoltre ha fondato Lupa Systems, che ha quote del Tribeca film festival e di Art Basel, la più importante fiera di arte moderna e contemporanea al mondo
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9 MAY 26

Foto Ansa
La serie televisiva “Succession” è finita due anni fa, ma le storie della famiglia a cui si è ispirata, i Murdoch, continuano. Ora il 53enne James Murdoch, definito “il figlio liberal”, secondogenito maschio del Rupert che ha costruito l’impero dell’informazione di destra con Fox News, sta costruendo il suo regno mediatico. Dopo aver litigato col padre in tribunale e discusso con Lachlan, il fratello più conservatore, e dopo aver intascato un bel po’ di milioni con la vendita della 21th Century Fox alla Disney, James vuole prendersi il suo spazio. Sta puntando da qualche tempo, si dice, al New York Magazine, ora di proprietà del gruppo Vox. La rivista progressista, nata come rivale frivola del New Yorker, ha saputo trasformarsi negli anni in una impresa digitale, arrivando a toccare le 14 milioni di visite mensili. Il periodico è stato comprato da Vox nel 2019 per 105 milioni di dollari e in passato, negli anni 70 e 80, era già stato nelle mani del padre, Rupert – alcuni vedono nell’interesse ad acquisirlo da parte di James una forma di rivalsa sul patriarca che l’ha estromesso perché troppo di sinistra. Si parla anche dell’acquisto della divisione podcast di Vox, podcast molto seguiti, come quello dell’ex tennista Maria Sharapova sull’empowerment femminile. Il giovane Murdoch sarebbe pronto a sborsare circa 300 milioni per tutto il pacchetto – l’anno scorso James ha ottenuto più di un miliardo in tribunale uscendo dal trust familiare.
Come ha scritto su Puck l’esperto di media Dylan Byers, “James è alla ricerca di influenza personale da quando ha lasciato il nido”. Quando è stato mandato via dall’azienda di famiglia ha fondato la Lupa Systems il cui nome non nasconde un richiamo alla storia fratricida di Romolo e Remo. L’azienda ha quote del Tribeca film festival, fondato da Robert De Niro, e di Art Basel, la più importante fiera di arte moderna e contemporanea al mondo – nata in Svizzera e poi diventata snodo commerciale con grossi eventi per i collezionisti tra Miami e Hong Kong. La moglie Kathryn, filantropa ambientalista, ha investito nel sito Bulwark, creato da ex repubblicani antitrumpiani, che riceve sempre più attenzione. La power couple vorrebbe usare il brand di Art Basel, per un mega festival che dovrebbe chiamarsi Futurific Institute, un ambizioso, gigantesco evento per scambiarsi idee, un mix tra Aspen e i Ted talk, tra la Biennale di Venezia e Burning Man, un Bilderberg pubblico con i dj set di Björk, un anti Davos con le performance di Marina Abramović. Dopo l’acquisto del 49 per cento dell’azienda che produce Art Basel, James Murdoch diceva che “esistono davvero troppi pochi centri di gravità nello spazio culturale”, e che lui voleva crearne uno.
Rispetto al paradigma di potere mediatico paterno – controllare i giornali e le tv e puntare sull’estremismo per fidelizzare gli spettatori e influenzare i politici – la strategia di James sembrerebbe diversa e meno novecentesca. Anche l’acquisto dei podcast di Vox, sempre secondo Byers, avrebbe meno a che fare con i guadagni diretti e più con il creare contatti e avvicinarsi a bolle influenti di spettatori. Se negli ultimi anni James si è guardato intorno con una certa timidezza, ora sembrerebbe volersi prendersi quella fetta di potere nel sistema mediatico statunitense che la famiglia gli ha negato. E lo sta facendo pensando che il futuro è sia nei contenuti web ben curati – che siano audio o video o testo – sia negli investimenti culturali e negli eventi, che dal post Covid si sono rivelati una grande industria.