Una sezione dell’Università tecnica statale Bauman di Mosca, una delle università russe più prestigiose situata sulle rive del fiume Yauza e a pochi chilometri dalla Piazza Rossa, è una “Hogwarts per i servizi segreti russi”, scrive nella sua inchiesta The Insider per raccontare cosa nasconde il campus che secondo lo stesso presidente russo Vladimir Putin ha “tutto ciò che serve per essere competitivi”. Il sito investigativo russo, insieme al Monde, Der Spiegel, Guardian, Delfi e VSquare ha analizzato oltre 2.000 documenti interni dell’università e ha scoperto per la prima volta l’esistenza
della facoltà nota come “Dipartimento n. 4” o “Formazione Speciale”, una sezione clandestina mai menzionata nell’organigramma ufficiale che addestra le future spie del paese, in particolare gli hacker russi. Al dipartimento numero 4 hanno accesso solo gli studenti selezionati all’ingresso nel Gru, il servizio di intelligence militare russo, che possono scegliere fra tre programmi diversi: “Impiego e protezione contro le forze e i mezzi di impatto informatico e tecnico”, “Protezione informatica” e la specializzazione più importante sotto il codice 934, nota come “Servizio di ricognizione speciale”.
Tra i corsi di oltre 144 ore, spalmati su due semestri, ce n’è uno intitolato “Difesa contro la ricognizione tecnica”, in cui agli studenti vengono insegnati tutti gli strumenti dell’hacking moderno, inclusi gli attacchi alle password, le vulnerabilità del software e i “trojan”. Per superarlo gli studenti devono svolgere dei “test di penetrazione pratici”, mentre un modulo è interamente dedicato ai virus informatici e come parte della valutazione, devono svilupparne uno autonomamente. Tra gli insegnamenti c’è anche il funzionamento dettagliato delle reti informatiche protette del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, lo “sfruttamento delle vulnerabilità” di piattaforme protette utilizzando il software Metasploit, identificato in recenti attacchi informatici contro siti web del governo ucraino, e un seminario sullo sviluppo di una campagna di disinformazione utilizzando “manipolazione, pressione e propaganda occulta”.
“Crea un video per i social media, usando la manipolazione, per sostenere o confutare un ‘argomento scottante’”, è la traccia del modulo che promette di insegnare la “guerra dell’informazione” e cita, nell’introduzione, il teorico militare prussiano Carl von Clausewitz, scrive il Monde. Anche gli aspiranti hacker sono esposti alla disinformazione del Cremlino: l’Ucraina viene descritta come un paese “alla ricerca di armi nucleari”, l’occidente come attore che ha cercato di distruggere la Russia negli anni 2000 e i russi del Donbas minacciati da un “genocidio” sostenuto dai paesi europei.