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L’Ue è “appesa agli umori di Trump sui social” per l’accordo sui dazi
Parlamento europeo e governi nazionali non sono ancora riusciti a trovare un compromesso per l’accordo commerciale con gli Stati Uniti. La discussione è sui dettagli tecnici per attivare le clausole di sospensione per proteggersi dall’imprevedibilità e dall’ostilità del presidente americano
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8 MAY 26

Foto Ansa
Bruxelles. L’Unione europea si prepara a un fine settimana di tensione, con gli occhi puntati sull’account social di Donald Trump, dopo che il Parlamento europeo e i governi nazionali la scorsa notte non sono riusciti a trovare un compromesso per approvare l’accordo di Turnberry sui dazi. Come reagirà il presidente americano? Imporrà dazi del 25 per cento sulle automobili europee? Oppure si dimenticherà del suo post pubblicato il primo maggio? In fondo si tratta di aspettare solo un po’ di tempo. Un accordo tra le due istituzioni dell’Ue sull’azzeramento dei dazi sui prodotti americani dovrebbe essere concluso il 19 maggio. Forse anche prima. La disputa riguarda i dettagli tecnici sulle clausole che dovrebbero permettere all’Ue di sospendere l’accordo di Turnberry, se gli Stati Uniti non manterranno la parola data ed eventualmente di farlo decadere quando Trump se ne sarà andato dalla Casa Bianca. A Parlamento e governi serve solo ancora un po’ di tempo per affinare i dettagli. “Nell’Ue tutti sono consapevoli della posta in gioco”, spiega al Foglio un diplomatico dell’Ue: “Siamo appesi agli umori di Trump sui social”. La Commissione di Ursula von der Leyen, la maggioranza dei governi e il Partito popolare europeo vogliono chiudere il capitolo sull’accordo di Turnberry, nella speranza che porti un po’ di stabilità nelle relazioni transatlantiche. Ma si è rafforzata anche la consapevolezza che l’Ue debba dotarsi di strumenti per proteggersi dall’imprevedibilità e dall’ostilità di Trump.
Il primo maggio il presidente americano aveva minacciato di aumentare i dazi sulle automobili e i camion europei al 25 per cento già questa settimana. L’annuncio era stato interpretato da molti come una punizione nei confronti del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, colpevole di aver accusato gli Stati Uniti di farsi umiliare dall’Iran. Ma, agli occhi della Commissione, era stato anche un modo per fare pressioni per accelerare l’attuazione dell’accordo concluso da Ursula von der Leyen con Donald Trump sul campo da golf di Turnberry, in Scozia, nel luglio del 2025. Il Parlamento e il Consiglio – l’istituzione dove siedono i governi – devono ancora approvare l’azzeramento dei dazi sui prodotti americani, controparte all’impegno di Trump di mettere un tetto massimo al 15 per cento per i dazi sui prodotti europei. L’Amministrazione americana si è più volte lamentata del ritardo. Ma negli ultimi nove mesi sono accadute molte cose che hanno rallentato il processo: insulti, pressioni sulle regole digitali, minacce di annettersi la Groenlandia, una guerra in Iran con effetti devastanti sulle economie europee. Il Parlamento europeo a fine marzo ha chiesto di inserire diverse salvaguardie: una clausola di sospensione in caso di violazione dell’accordo da parte degli Stati Uniti o di forme di coercizione economica contro l’Ue; una clausola “sunrise” (di entrata in vigore) per fare in modo che l’azzeramento dei dazi sui prodotti americani scatti solo quando Washington avrà riportato gran parte dei dazi contro gli europei sotto il tetto del 15 per cento (non è ancora il caso per i derivati dell’acciaio); una clausola “sunset” (di caducità) che fa decadere l’accordo di Turnberry il 31 marzo 2028 (salvo una proroga approvata anche da Parlamento e governi). Nella riunione della scorsa notte la Commissione è stata incaricata di trovare una formula giuridica per le salvaguardie, che non provochi l’irritazione del presidente americano.
La paura che Trump lanci una guerra commerciale totale accusando l’Ue di non voler rispettare il “deal” rimane forte. Il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, ha detto che rimarrà in contatto con le controparti americane per spiegare come funzionare il processo legislativo dentro l’Ue, promettendo “un risultato positivo rapidamente”. Il presidente della commissione Commercio del Parlamento, Bernd Lange, ha garantito “rapidità e responsabilità” per arrivare a un compromesso con i governi. La presidenza cipriota dell’Ue ha ribadito l’impegno a “procedere rapidamente”. Ma l’illusione che Turnberry possa normalizzare i rapporti con gli Stati Uniti è svanita. “La volatilità nelle relazioni transatlantiche non scomparirà”, ha avvertito mercoledì Sabine Weyand, capo della direzione generale Commercio della Commissione, che sta per essere rimossa per aver esposto pubblicamente l’attitudine remissiva di von der Leyen nei negoziati con Trump. Weyand ha sottolineato la necessità di tenere “un occhio fermo sull’interesse dell’Ue”.