L'Eurogruppo nel caos energetico. I ministri predicano rigore a Bruxelles e spendono a casa

I ministri delle Finanze dell'eurozona si riuniscono per discutere della crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, ma rischiano di fare la figura degli ipocriti: a Bruxelles invocheranno misure "mirate e temporanee", mentre nelle rispettive capitali hanno già approvato o stanno per varare sussidi a pioggia. Sul tavolo anche il no secco alla sospensione del Patto di stabilità chiesta da Roma e Atene

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4 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:41 AM
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Foto Ansa

Ministri all’Eurogruppo contro ministri nelle capitali sui sussidi all’energia – I ministri delle Finanze della zona euro oggi torneranno a discutere dentro l’Eurogruppo la risposta alla crisi dell’aumento dei prezzi dell’energia, provocata dalla guerra di Trump in Iran. Il dibattito dentro l’Eurogruppo rischia di essere surreale. A Bruxelles i ministri sosterranno la necessità di adottare misure “mirate e temporanee” per non compromettere i conti pubblici. In molte capitali, gli stessi ministri hanno già adottato o stanno per approvare aiuti di ampia portata, che vanno ben oltre le categorie vulnerabili. Le conseguenze della guerra in Iran sui mercati dell’energia “saranno molto più persistenti del conflitto”, ci ha spiegato una fonte dell’Eurogruppo. Ma “le istituzioni sono allineate” sulla necessità che le misure di sostegno siano mirate temporanee e non portino a un aumento della domanda. Tuttavia “la pressione politica ha la tendenza a prendere il sopravvento sulle considerazioni economiche”, riconosce la fonte: “Una riduzione delle accise o dell’Iva sull’energia è più facile da attuare che una misura mirata”. All’Eurogruppo ci sarà “un dibattito animato” sulle misure nazionali, ha aggiunto.
Nessun appetito per sospendere le regole del Patto di stabilità – I governi di Italia e Grecia hanno invocato la possibilità di sospendere le regole del Patto di stabilità e crescita, usando la clausola di salvaguardia generale o quella nazionale per permettere agli stati membri di intervenire con maggiori sussidi pubblici di fronte alla crisi energetica. Roma e Atene andranno incontro a un “no” se formalizzeranno le loro richieste all’Eurogruppo. “La situazione non è davvero quella che rispetta le condizioni per attivare la clausola di salvaguardia” ci ha detto la fonte dell’Eurogruppo. “Non penso che ci sia grande appetito per inventare un altro modo di aggirare le nostre regole, in particolare per il fatto che lo spazio fiscale è limitato e i mercati stanno guardando”, ha aggiunto. Con diversi paesi altamente indebitati, il timore di innescare una crisi del debito sovrano è sempre presente. “Quali siano la tentazione o le pressioni politiche, il quadro di regole fiscali è importante per rassicurare i mercati di anziati che la nostra nave fiscale è stabile. Non penso che sarebbe una buona idea mettere in discussione questa”, ci ha detto la fonte.
I rischi dell’IA Mythos entrano all’Eurogruppo – Oltre che dei prezzi dell’energia, i ministri delle Finanze della zona euro discuteranno di un’altra potenziale crisi all’orizzonte: le sfide poste dal modello di intelligenza artificiale Mythos sviluppato da Anthropic. Il tema sarà affrontato durante un dibattito all’Eurogruppo con le autorità di vigilanza bancaria. Il timore è che Anthropic possa essere usato per pericolosi attacchi informatici, mettendo a rischio le singole banche e il sistema finanziario più in generale. A differenza degli Stati Uniti, inoltre, l’Europa non ha ancora potuto avere accesso a Mythos, creando uno svantaggio competitivo in termini di individuazione delle vulnerabilità. La scorsa settimana, in un’intervista a Reuters, il capo della supervisione bancaria della Bundesbank tedesca, Michael Theurer, ha chiesto che le banche europee abbiano accesso al modello di Anthropic per essere in grado di difendersi da potenziali attacchi.