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Cole Tomas Allen, chi è il professore con il manifesto anti-Trump
Attentato alla cena dei giornalisti, la portavoce della Casa Bianca: “Questo clima arriva da una demonizzazione costante del presidente da parte dei giornali e dei democratici”. I capi di imputazione e il dibattito sulla sicurezza del presidente
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27 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:16 PM

Torrance, California, la casa di Cole Tomas Allen (Robbin Goddard / Los Angeles Times via Getty)
Alle 20.34 di sabato sera, Cole Tomas Allen, californiano di 31 anni, armato con un fucile d’assalto, una pistola e alcuni coltelli ha cercato di introdursi nella sala dell’hotel Hilton di Washington dove si stava tenendo l’annuale cena di gala dei giornalisti, a cui Donald Trump stava partecipando per la prima volta da quando è presidente. L’uomo ha corso attraverso un checkpoint del Secret Service, la forza di polizia che ha il compito di proteggere il presidente, fino ad arrivare a una scala che dava accesso diretto alla stanza dove si stava tenendo la cena. Sono stati sparati colpi, uno dei quali ha ferito un agente di polizia e l’uomo è stato bloccato prima che potesse continuare la corsa.
Gli inquirenti hanno ricostruito le sue mosse: avrebbe preso un treno da Los Angeles fino a Chicago, e da lì a Washington, dove aveva una stanza nello stesso hotel dove si teneva la cena. La polizia ha trovato un documento scritto da Allen, che Trump ha definito un “manifesto”: nel testo, pubblicato per intero dal New York Post, l’uomo, che si autodefinisce “amichevole assassino federale”, afferma di non poter più stare fermo di fronte alle azioni dell’amministrazione. Ha scritto di non poter permettere “che un pedofilo, stupratore e traditore (probabilmente riferendosi al presidente Trump) insozzi le mie mani coi suoi crimini” e che “porgere l’altra guancia quando qualcun altro è oppresso non è un comportamento da cristiani, ma da complici”. Ha stilato anche una lista dei potenziali obiettivi dell’attacco: tutti i membri dell’amministrazione Trump, dal più alto al più basso in grado, a eccezione del direttore dell’Fbi Kash Patel. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, ha affermato durante una conferenza stampa che “questo clima arriva da una demonizzazione costante del presidente da parte dei giornali e dei democratici”, e ha affermato che il “manifesto dell’attentatore è indistinguibile da quello che leggiamo ogni giorno sui social”.
Allen è stato accusato di due capi d’imputazione riguardanti l’utilizzo di armi da fuoco e uno di tentativo di assassinio del presidente degli Stati Uniti, che può comportare una pena di ergastolo.
L'uomo è laureato in ingegneria meccanica e informatica. Faceva il professore per C2 Education, un’azienda che offriva servizi di tutoraggio per la preparazione dei test universitari, e l’azienda gli aveva riconosciuto il premio di “professore del mese” a dicembre del 2024. Le armi portate con sé erano state regolarmente acquistate: la pistola nel 2023 e il fucile automatico nel 2025. Durante il suo periodo universitario era attivo in un gruppo cristiano, il Caltech Christian Fellowship, dove coordinava un gruppo di preghiera e lettura della Bibbia. Allen non è affiliato a nessun partito politico: l’unica donazione a suo nome, per la cifra di 25 dollari, è stata fatta ad ActBlue, che raccoglie fondi per i candidati democratici, in sostegno all’allora candidata alla presidenza Kamala Harris.
L’episodio ha generato un nuovo dibattito sulla sicurezza del presidente in occasioni pubbliche. Per gli ufficiali tutto è andato per il verso giusto, dato che il sospettato non è riuscito ad avvicinarsi alla stanza dove si trovavano gli ospiti. Paul Eckloff, che ha fatto parte del team di sicurezza di Trump durante il primo mandato, ha detto al New York Times che “poteva essere un massacro, ma non lo è stato per via di professionisti addestrati che si trovavano tra l’assalitore e la stanza piena di persone”. Il perimetro, infatti, era difeso a vari livelli, non tutti ovvi ai presenti: c’erano agenti in posizione per fare in modo che chi non avesse il biglietto non potesse entrare in sala, una squadra d’assalto del Secret Service nella stanza del gala per rispondere in caso di pericolo e agenti vestiti da camerieri per poter perlustrare l’area. L’assalitore sarebbe stato fermato in uno dei primi anelli di sicurezza, e avrebbe dovuto penetrarne altri per poter arrivare fino al presidente. Ci sono state però anche critiche sulla gestione della sicurezza, come evidenziato dal Wall Street Journal, che ha riportato come per entrare nell’area riservata bastasse far vedere la copia di un biglietto, senza che questo venisse scansionato o fosse richiesta una foto per controllare l’appartenenza alla persona in questione.
Subito dopo gli eventi, Trump ha affermato di voler tenere nuovamente la cena entro un mese e che gli avvenimenti occorsi renderebbero sempre più indispensabile la costruzione della nuova sala da ballo al posto dell’ala est della Casa Bianca. Oggi il progetto è bloccato da una causa del National Trust for Historic Preservation, l’organizzazione non profit che si occupa di preservare gli edifici storici statunitensi.