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Trump si lamenta delle scommesse, ma intanto la sua famiglia incassa
Polymarket, Kalshi, Truth Predict. Un militare arrestato per aver scommesso sulla cattura di Maduro con informazioni riservate. La Cftc svuotata, la Sec ridimensionata: mentre il mondo scommette su tutto, i Trump siedono al tavolo dei gestori
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25 APR 26

Le piattaforme online di scommesse sui mercati di pronostici, come Polymarket e Kalshi, consentono alle persone di scommettere su una vasta gamma di argomenti come sport, finanza, politica ed eventi di attualità (Scott Olson/Getty Images)
Seduto alla scrivania nello Studio ovale, Donald Trump giovedì sera parlando con i giornalisti scuoteva la testa: “Il mondo intero, sfortunatamente, è diventato una specie di casinò”. L’accento sulla “o” nella traduzione italiana è fondamentale, perché non era un giudizio sull’attuale situazione geopolitica – per quanto la frase avrebbe un senso anche senza l’accento – bensì un riferimento a un settore che il presidente degli Stati Uniti conosce bene: quello delle scommesse, del quale è stato un protagonista da padrone delle sale da gioco di Atlantic City.
A stimolare la riflessione presidenziale è stata la notizia dell’arresto di un sergente delle Forze speciali che a gennaio ha partecipato all’operazione che ha portato alla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Il militare, Gannon Ken Van Dyke, un trentottenne di stanza nella base di Fort Bragg in North Carolina, nei giorni prima del blitz ha usato le informazioni riservate in suo possesso per scommettere sull’imminente cattura di Maduro sul sito Polymarket, una piattaforma di monetizzazione delle previsioni popolarissima negli Stati Uniti. Van Dyke, secondo l’accusa, ha investito su Polymarket trentatremila dollari in tredici scommesse diverse, per guadagnare alla fine 410 mila dollari.
La vicenda è solo l’ennesimo segnale d’allarme sul fenomeno, in crescita esponenziale, delle scommesse legate a vicende geopolitiche e a decisioni di politica economica, intorno alle quali c’è un ampio mondo che sta facendo soldi su Polymarket o su Kalshi, le due piattaforme principali. Una realtà che si aggiunge ai milioni di dollari sospetti che attori sconosciuti stanno raccogliendo sui mercati finanziari, da Wall Street al Golfo, muovendosi con le caratteristiche dell’insider trading. Il caso più vistoso sono le operazioni finanziarie legate al prezzo del petrolio, avvenute più volte nelle ultime settimane poche ore o anche pochi minuti prima che un annuncio di Trump sulla guerra in Iran facesse fare un balzo in alto o in basso al prezzo del barile.
La notizia dell’arresto del sergente ha fatto scuotere la testa al presidente. “Questa cosa delle scommesse sta avvenendo un po’ in tutto il mondo – ha detto – Non sono mai stato troppo in favore di queste cose, non sono contento di questa roba, ma la situazione è quella che è”. Un tono di rassegnazione non usuale per Trump, che però difficilmente può reagire promettendo maggiori controlli o linea dura contro le piattaforme di scommesse o l’insider trading. Non solo perché è un ex imprenditore cresciuto tra le roulette e le slot machine del Taj Mahal, il suo celebre casinò ad Atlantic City. Ma soprattutto per altri due fattori.
Il primo è che l’Amministrazione Trump ha liberalizzato a livelli senza precedenti il mondo delle scommesse digitali, ha incoraggiato le criptovalute che ne sono la base e ha depotenziato le attività di tutti gli apparati di controllo. La Commodity Futures Trading Commission (Cftc), l’agenzia che dovrebbe vigilare sui rischi di insider trading nei mercati “predittivi”, cioè sulle piattaforme dove si scommette su qualsiasi evento di attualità, è stata ridimensionata come organici, mezzi e poteri e non riesce a vigilare su siti giganteschi come Polymarket o Kalshi. Le altre agenzie federali coinvolte, come la Sec che vigila su Wall Street o l’Fbi, sono a loro volta alle prese con una riduzione significativa del loro raggio d’azione. Il risultato è un far west delle scommesse. I giudici federali sono al lavoro per cercare di riportare ordine, ma per ora la vigilanza è ridotta al minimo.
Il secondo fattore che non sembra favorire una linea più dura della Casa Bianca è che l’intera famiglia Trump ha costruito una serie di business collegati al mondo delle scommesse. Donald Jr., il figlio del presidente, è per esempio contemporaneamente un investitore di Polymarket e un consulente retribuito di Kalshi. E’ inoltre il direttore di Trump Media, la società di famiglia che controlla piattaforme social come Truth, che sta per lanciare un proprio servizio di scommesse predittive, Truth Predict. A questo si aggiungono le attività consulenziali nel Golfo, anche nel settore del gaming, del genero del presidente, Jared Kushner, e le molteplici iniziative che i figli di Trump e altri membri della famiglia hanno lanciato nel settore delle criptovalute, legato a doppio filo a quello delle scommesse. Il mondo è davvero diventato “una specie di casinò”, ma i Trump sono sempre stati a loro agio ai tavoli del blackjack, anche in versione digitale.