Orbán toglie il veto al prestito ucraino. La nuova èra dell’Ue a Danzica

 Il primo ministro ungherese uscente ha annunciato di essere pronto a togliere il veto al prestito a Kyiv da 90 miliardi di euro concordato dai leader dell’Ue a dicembre. Il vertice franco-polacco fra Tusk e Macron: "Lavoreremo con Magyar sull’integrazione della politica estera, in particolare sulla Russia”

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21 APR 26
Immagine di Orbán toglie il veto al prestito ucraino. La nuova èra dell’Ue a Danzica

Foto ANSA

Bruxelles. Emmanuel Macron e Donald Tusk ieri hanno salutato la “nuova èra” per l’Unione europea che si apre dopo l’elezione di Péter Magyar e la cacciata di Viktor Orbán dal potere in Ungheria. Perché nel momento in cui l’Europa si trova nel mirino costante di Donald Trump e continua a subire la minaccia della guerra di Vladimir Putin in Ucraina, molte cose possono accadere con il cambio di regime a Budapest. “E’ una nuova èra che si apre in Ungheria con l’elezione di Magyar. E sarà una nuova èra in Europa”, ha detto il presidente francese durante una conferenza stampa con il premier polacco a Danzica. “Avere un primo ministro che è europeista e democratico, che è cosciente degli interessi geopolitici condivisi dell’Ungheria, della Polonia, della Francia e di tutta Europa, è positivo”, ha spiegato Tusk. Un primo segnale di cambiamento è arrivato dallo stesso Orbán. Il primo ministro ungherese uscente ha scritto al presidente del Consiglio europeo, António Costa, per annunciare di essere pronto a togliere il veto al prestito all’Ucraina da 90 miliardi di euro che era stato concordato dai leader dell’Ue a dicembre, dopo che Kyiv ha comunicato la ripresa delle forniture di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba che era stato danneggiato dai bombardamenti della Russia a gennaio. La presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue ha previsto di adottare l’ultimo testo legislativo per iniziare a erogare il prestito, che era stato bloccato da Orbán, in una riunione degli ambasciatori dei ventisette stati membri domani.
Tusk e Macron si sono incontrati a Danzica per il primo vertice franco-polacco dopo la firma lo scorso anno del trattato di Nancy, che impegna la Francia a difendere la Polonia in caso di attacco. Il presidente francese ha ricordato che il suo articolo 4 “non è solo un pezzo di carta. Quando siete stati minacciati abbiamo reagito”, ha detto Macron, ricordando l’attacco con droni russi avvenuto a settembre del 2025. “Potete continuare a contare sulla Francia”, ha aggiunto. Macron e Tusk stanno continuando le discussioni sull’estensione della deterrenza nucleare francese alla Polonia e a un altro gruppo di stati che formano “un club esclusivo di paesi che comprendono bene la sovranità europea”, ha detto il premier polacco. Ieri sono state annunciate nuove cooperazioni bilaterali nel settore militare e in quello dello spazio. Sull’Ucraina, Tusk ha confermato che è disponibile a fornire alcune garanzie di sicurezza in caso di accordo di pace, anche se senza inviare soldati sul terreno. “La Polonia giocherà un ruolo logistico nell’assicurare il cessate il fuoco. Il sostegno all’Ucraina è la protezione della frontiera europea e polacca”, ha detto Tusk. Sul piano civile prosegue la collaborazione franco-polacca per la costruzione di una centrale nucleare in Polonia. “Energia, cooperazione nel settore della sicurezza, nel settore militare e nel settore spaziale: abbiamo preoccupazioni condivise sull’instabilità geostrategica di oggi. Abbiamo la stessa griglia di lettura sul rafforzamento della sovranità dell’Europa”, ha detto Tusk. “E vogliamo sostenere l’Ucraina nella sua resistenza contro l’aggressione”. Se Francia e Polonia sono determinate a “mantenere le relazioni transatlantiche di qualità, sappiamo che il mondo è evoluto e che in questo nuovo mondo, in questi tempi difficili, l’Europa deve rimanere unita”.
Danzica è la città di Tusk. Ma è soprattutto un simbolo di ciò che i due leader vogliono preservare e difendere. Macron l’ha definita il “simbolo di una lotta di libertà. Questa lotta è contemporanea. Continuiamo a combattere tutte le idee che possono ridurre le libertà, contro il ritorno del nazionalismo e dunque della guerra”. Secondo Tusk, “l’Europa deve credere nella sua propria forza, nelle sue potenzialità. Dobbiamo assicurare la nostra sicurezza. Nessuno lo farà per noi”. Per il premier polacco, “oggi nessuno dovrebbe morire per Danzica”, ma perché questo accada occorre “onorare i nostri impegni, che siano quelli della Nato o quelli del trattato di Nancy”, perché è fondamentale il valore della “fedeltà” e della “affidabilità” tra alleati. La partenza di Orbán permetterà all’Ue di ritrovare un primo ministro affidabile in Ungheria. Almeno questa è la convinzione di Tusk. “Magyar ci ha già chiesto di aiutare l’Ungheria di tornare alla vita quotidiana veramente europea. Lo aiuteremo”, ha detto Tusk: “Con il futuro primo ministro Péter Magyar lavoreremo insieme sull’integrazione della politica estera, in particolare sulla Russia”.