Dai droni intelligenti all’analisi dei dati, così l’AI entra nella macchina bellica americana

Riguardo all’idea che la Silicon Valley debba supportare le forze armate statunitensi, le aziende tecnologiche sono passate da un atteggiamento ostile a uno positivo: Maven è stata ampiamente utilizzata nell’offensiva contro l’Iran, così come i sistemi di AI di Anthropic. Involontari promotori di questa trasformazione sarebbero stati Putin e Xi Jinping

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31 MAR 26
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Ceo di Palantir, Alex Karp. EPA/GIAN EHRENZELLER

Una delle conseguenze della guerra in Iran è l’accelerazione della cooperazione tra le forze armate americane e startup tecnologiche emergenti come Palantir, Anthropic e Anduril, che si affiancano ai pilastri tradizionali del complesso militare-industriale, come Lockheed Martin o Boeing, nel contribuire a mantenere in funzione la macchina bellica statunitense. Per decenni i rapporti tra militari e settore tecnologico sono stati piuttosto tesi. Oggi le aziende tecnologiche si trovano sempre più coinvolte nel supporto alle forze armate in ogni tipo di attività, dal cloud computing ai droni dotati di intelligenza artificiale. Maven, la piattaforma di analisi dei dati di Palantir, è stata ampiamente utilizzata nell’offensiva contro l’Iran, così come i sistemi di intelligenza artificiale di Anthropic. Il presidente di Anduril, Matthew Steckman, ha dichiarato che l’azienda fornisce “uno dei principali sistemi di difesa” contro i droni iraniani Shahed, a basso costo e a lungo raggio, dopo che l’azienda ha annunciato un contratto decennale da 20 miliardi di dollari con l’esercito statunitense.
Il ceo di Palantir, Alex Karp, ha definito questi sviluppi “un enorme cambiamento nella Silicon Valley”. Secondo lui, quando la società era stata fondata non era riuscita a ottenere finanziamenti perché era ancora troppo concentrata sulle applicazioni civili della sua tecnologia. Ma il punto è che, alla fine dello scorso decennio, la sensibilità pacifista o antimilitarista dei dipendenti di Microsoft, Amazon e Google aveva innescato vere e proprie proteste, che avevano contribuito a tenere questi giganti fuori dal mercato militare. Google si è infine ritirata dal progetto Maven nel 2018, ma Palantir vi è entrata nel 2024. Secondo Karp, investitori e aziende tecnologiche sono passati da un atteggiamento ostile a uno scettico, poi neutrale e infine persino positivo, riguardo all’idea che la Silicon Valley, come qualsiasi altro settore, debba supportare le forze armate. Nel 2025, il private equity ha investito la cifra record di 49 miliardi di dollari in aziende di tecnologia per la difesa: quasi il doppio dei 27 miliardi investiti l’anno precedente.
Involontari promotori di questa trasformazione sarebbero stati, in pratica, Vladimir Putin e Xi Jinping. L’invasione russa dell’Ucraina e le preoccupazioni per le ambizioni cinesi di annettere Taiwan avrebbero favorito questo cambiamento, secondo Merritt Ogle, direttore operativo del Silicon Valley Defense Group, che promuove legami più stretti tra i due settori. “Quando si inizia a pensare alla protezione della democrazia, della libertà e di valori che credo siano importanti per molti alleati dell’America”, ha spiegato, “l’idea che ogni forma di difesa sia negativa diventa più difficile da sostenere”. Tuttavia, la tecnologia dell’intelligenza artificiale generativa ha riacceso alcune preoccupazioni. In particolare, Anthropic si è rifiutata di consentire al Pentagono di utilizzare i suoi sistemi per la sorveglianza di massa, portando l’Amministrazione Trump a definire l’azienda pionieristica un “rischio per la catena di approvvigionamento”, anche se i sistemi di intelligenza artificiale di Anthropic continuano a essere utilizzati nei combattimenti in medio oriente. Ma a San Francisco la giudice federale Rita Lin ha appena vietato al dipartimento della Difesa di usare questa definizione. La sentenza, emessa giovedì, rappresenta un contraccolpo simbolico per il Pentagono e allo stesso tempo un importante assist per la società. Nelle motivazioni della sentenza, Lin ha scritto che classificare Anthropic come un “rischio per la catena di approvvigionamento” è con ogni probabilità “contrario alla legge, oltre che arbitrario”. “Il dipartimento della Difesa non fornisce alcun fondamento legittimo per ritenere che Anthropic possa diventare un sabotatore sulla base della sua esplicita insistenza sulle restrizioni d’uso”.
Al di là del caso Anthropic, comunque, si registra un cambiamento generale, dovuto a un riconoscimento più ampio, tra i leader militari e politici, del fatto che gli Stati Uniti “devono attingere a una base di innovazione più ampia per la sicurezza nazionale”, ha affermato Mark Valentine, capo stratega della difesa di Skydio, un produttore di droni autonomi. I finanziamenti non sono mai stati un problema per le Forze armate statunitensi, che dispongono di gran lunga del budget per la difesa più elevato al mondo, pari a 962 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2026. Storicamente, però, quasi tutti questi fondi sono andati agli stessi grandi fornitori tradizionali. Adesso qualcosa sta cambiando.