Foto Epa, via Ansa
in messico
I narcos rispondono con blocchi stradali e incendi all'uccisione del Mencho
Quanto accaduto dopo il blitz che ha portato all'eliminazione del leader del Cartel de Jalisco Nueva Generación dimostra che, nonostante la perdita del capo, la struttura operativa del cartello è rimasta intatta
Lo chiamavano “El Mencho”: termine che in italiano si può rendere come “il buzzurro” o “il cafone”. Era l’uomo che aveva riempito gli Stati Uniti di fentanyl. È stato ucciso ieri dall’esercito messicano, in una operazione che ha avuto un fondamentale sostegno di intelligence da parte degli Stati Uniti. Si chiamava Nemesio Oseguera Cervantes, era il leader del Cartel de Jalisco Nueva Generación (Cjng). Considerato il narcotrafficante più pericoloso del mondo, attivo da una trentina di anni, con migliaia di morti sulla coscienza, la Dea aveva offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che portassero alla sua cattura. A 59 anni, l'uomo che aveva costruito la più potente rete criminale organizzata del Messico è morto mentre veniva trasportato in elicottero nella capitale, dopo essere stato gravemente ferito.
L'operazione è stata condotta dalle forze speciali dell'esercito messicano a Tapalpa, un comune montuoso di Jalisco e uno dei nascondigli strategici del Cjng. Hanno partecipato velivoli dell'Aeronautica Militare, della Forza di Reazione Immediata Speciale della Guardia Nazionale – un'unità tattica d'élite –, del Centro Nazionale di Intelligence e dell'Ufficio del Procuratore Generale. La principale differenza rispetto ai tentativi precedenti è stata la cooperazione con gli Stati Uniti. Secondo la dichiarazione ufficiale del Segretariato della Difesa Nazionale (Sedena), “per l'esecuzione di questa operazione, nell'ambito del coordinamento e della cooperazione bilaterale con gli Stati Uniti, abbiamo ricevuto informazioni complementari dalle autorità di quel paese”. Gli Stati Uniti hanno confermato questo appoggio, e la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che durante l'operazione, altri tre membri del cartello di Cjng sono stati uccisi, tre sono rimasti feriti e due sono stati arrestati. Sedena parla di quattro uccisi subito, e aggiunge tre militari feriti. Sono state inoltre sequestrate armi ad uso esclusivamente militare, tra cui lanciarazzi progettati per abbattere aerei, chiara prova della potenza di fuoco dell'organizzazione.
Il Sottosegretario di Stato Usa Christopher Landau, ex-ambasciatore in Messico, ha dichiarato sui social: “Sono appena stato informato che le forze di sicurezza messicane hanno ucciso El Mencho, uno dei più sanguinari e spietati signori della droga”. “Un evento importante per il Messico, gli Stati Uniti, l'America Latina e il mondo”. Ha concluso con una frase in spagnolo diventata rapidamente virale: “Ci sono più brave persone che cattive. Congratulazioni alle forze dell'ordine della grande nazione messicana”.
Nemesio Oseguera Cervantes era nato a Miguel Hidalgo, Jalisco, in una famiglia umile. Era stato un agente della polizia locale prima di entrare nel narcotraffico e fondare il Cjng. In soli quindici anni, è stato capace di creare un'organizzazione presente in più di 25 dei 32 stati messicani e con cellule attive in più di 40 paesi. A differenza del cartello di Sinaloa, che si concentrava sulla cocaina, il Cjng, sotto la guida di “El Mencho”, si è specializzato in droghe sintetiche: fentanyl e metanfetamine, prodotte a basso costo e con margini di profitto molto più elevati. Così è diventato il più grande fornitore di fentanyl negli Stati Uniti.
L'operazione che ha posto fine a questi 30 anni di regno criminale ha infatti subito scatenato una dura risposta da parte del Cjng. Blocchi stradali con veicoli in fiamme, sparatorie, attacchi alle attività commerciali e paralisi generalizzata si sono verificati a Jalisco, Michoacán, Nayarit, Tamaulipas, Colima, Guanajuato e Zacatecas. A Guadalajara, la seconda città più grande del paese, si sono verificati più di 30 blocchi stradali e scontri in tutta l'area metropolitana. La violenza ha raggiunto Puerto Vallarta, una città turistica di Jalisco, dove le immagini di colonne di fumo e scene di panico all'aeroporto sono diventate virali. Air Canada ha annunciato la sospensione dei voli per quella destinazione “a causa di una situazione di sicurezza in corso”. L'ambasciata degli Stati Uniti in Messico ha emesso un'allerta formale: “A causa delle continue e diffuse operazioni di sicurezza, nonché dei blocchi stradali e delle attività criminali in molte aree del Messico, i cittadini statunitensi dovrebbero rimanere al riparo fino a nuovo avviso”. Le autorità canadesi hanno seguito l'esempio. L'allerta aggiungeva: “i blocchi hanno influito sulle operazioni aeree e alcuni voli nazionali e internazionali sono stati cancellati sia a Guadalajara che a Puerto Vallarta”.
Questo schema di risposta è ricorrente nel narcotraffico messicano: dopo ogni colpo subito, i cartelli dimostrano la loro capacità territoriale, generano caos e cercano di dimostrare che l'organizzazione rimane funzionale. Tuttavia, la portata e il coordinamento del Cjng in questa occasione hanno dimostrato che, nonostante la perdita del suo leader, la struttura operativa è rimasta intatta.
L'editoriale dell'Elefantino