i detective da poltrona
Gli influencer-investigatori stanno ostacolando le indagini sulla scomparsa di Nancy Guthrie
Podcaster, tiktoker, youtuber, sensitivi, astrologi: la combinazione tra celebrità e social media sul caso di Tucson sta portando a un caos informativo che anche gli agenti faticano a controllare. Così si alimentano complotti e fake news dei "detective del true crime"
Li hanno chiamati i "true crime influencers", gli influencer del true crime, "citizen sleuths", cittadini investigatori, e "armchair detectives", detective da poltrona: dopo la notizia della scomparsa il primo febbraio scorso dell'84enne Nancy Guthrie, madre della giornalista televisiva Savannah Guthrie, centinaia di giornalisti – e non solo – si sono riversati nella fattoria dei Guthrie vicino a Tucson, in Arizona. Il caso è entrato presto nelle case di tutti gli americani, dopo il video in lacrime della figlia e dopo l'immancabile post sul social Truth del presidente Donald Trump, che ha promesso il "completo smaltimento" delle risorse delle forze dell'ordine per risolvere il caso, poi nel tipico stile trumpiano a lettere maiuscole: "DIO BENEDICA E PROTEGGA NANCY!".
Con il passare dei giorni le tesi e le testimonianze portate avanti da podcaster, tiktoker e youtuber si sono amplificate diffondendo disinformazione e ostacolando di fatto le indagini sul caso: "Ho seguito molti casi importanti e non ho mai visto una cosa del genere", ha detto un giornalista di Tucson a Brian Stelter della Cnn, che ha dedicato l'apertura della sua newsletter alla copertura "aggressiva" della vicenda, una combinazione di celebrità e social media che "sta aggiungendo caos alla tragedia”. Stelter ha messo in fila qualche esempio del "caos" nelle indagini: il vicino di casa di Guthrie è finito nel mirino soltanto perché è stato visto mettere degli scatoloni in macchina, sui social sono stati pubblicate foto di ogni tipo, ogni aereo che sorvola Tucson pensando di riprendere il momento esatto della cattura dei rapitori e una foto del sangue trovato in casa che è stato poi rivelato essere il sangue di Nancy. Uno spettatore ha persino ordinato del cibo a un conduttore in live streaming fuori dall'abitazione: il fattorino di Domino's si è avvicinato alla porta d'ingresso, ha superato gli agenti di polizia sulla scena del crimine e ha scatenando proteste per la contaminazione e la scarsa sicurezza delle indagini. L'ufficio dello sceriffo ha pubblicato un post su X: "Non possiamo credere di doverlo dire, ma ai media presenti sul posto: per favore, non ordinate cibo a domicilio presso la scena del crimine. Questo interferisce con le indagini in corso".
Nel caos informativo si sono persino aggiunti i sensitivi, i complottisti, i medium e gli astrologi per dare i loro consigli agli investigatori sulle piste da seguire: gli agenti di Tucson si sono così ritrovati a dover fare chiarezza su ogni dettaglio, smentire le tesi anche più improponibili rallentando il lavoro sulla scomparsa: "Vi prego di stare attenti a ciò che pubblichiamo... Potreste danneggiare il caso, e potreste danneggiare anche la persona in questione", ha detto in conferenza stampa lo sceriffo della contea di Pima, Chris Nanos: "A volte i social media sono un brutto mondo". L'ennesimo personaggio a essere entrato tra il serio e il faceto nella vicenda Guthrie è Harvey Levin, avvocato e conduttore di Tmz, sito specializzato in gossip di Hollywood che avrebbe ricevuto una richiesta di riscatto di milioni di dollari in Bitcoin e tre messaggi da un presunto testimone che ha detto di sapere dove si trova la donna ma di volere in cambio i 100 mila dollari stanziati dall’Fbi. Levin ha letto il messaggio in televisione: “Io so cosa ho visto cinque giorni fa a sud del confine, e mi è stato detto di chiudere la bocca. So chi è lui e che Nancy era assolutamente con loro”.