Macron e von der Leyen sfidano Trump sulla ricerca. Il summit a Parigi

Il presidente francese, in collaborazione con la Commissione Ue, lancia un appello per difendere la ricerca scientifica europea dalle minacce globali, promettendo nuovi investimenti e politiche per attrarre ricercatori. Le critiche arrivano soprattutto dall'Italia, per l'impronta nazionalista del progetto
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5 MAY 25
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 Ansa

Parigi. Gli applausi più convinti delle circa ottocento persone presenti oggi al Grande anfiteatro della Sorbona nel quadro di “Choose Europe for Science”, il summit con i ministri della Ricerca Ue e i rappresentanti delle principali università europee organizzato per attirare in Europa i cervelli in fuga da ogni parte del mondo, e in particolare dagli Stati Uniti, sono arrivati quando il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha preso di mira l’Amministrazione Trump, che con i suoi tagli alla ricerca scientifica sta minacciando la libertà accademica. “Nessuno avrebbe potuto immaginare, qualche anno fa, che una delle più grandi democrazie del mondo avrebbe tagliato i programmi di ricerca con il pretesto che la parola diversità era presente in quel programma”, ha dichiarato Macron, in presenza della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. “Nessuno poteva pensare che avrebbe cancellato in un colpo solo la possibilità di ottenere visti per questo o quel ricercatore, a volte per coloro che avevano contribuito alla sua sicurezza digitale. Nessuno poteva pensare che avrebbe commesso un tale errore”, ha proseguito il presidente francese, sostenendo che gli stati europei devono trasformare il continente europeo in un “rifugio”. Sulla scia dell’inquilino dell’Eliseo, Von der Leyen ha affermato che l’Europa “deve continuare a essere la culla della libertà accademica e scientifica”, dinanzi alle minacce crescenti nel mondo. “Purtroppo il ruolo della scienza nel mondo di oggi è messo in discussione. Si mette in dubbio l’investimento nella ricerca fondamentale, libera e aperta. E’ un errore di calcolo gigantesco. Credo che la scienza sia la chiave del nostro futuro qui in Europa. Senza di essa, non possiamo affrontare le sfide globali di oggi, dalla salute alle nuove tecnologie, dal clima agli oceani”, ha spiegato Von der Leyen, annunciando un pacchetto da 500 milioni di euro per il biennio 2025-2027.
Per trasformare il continente europeo in una “calamita” per i migliori ricercatori del mondo, Von der Leyen ha promesso inoltre una nuova “super sovvenzione” della durata di 7 anni nell’ambito del Consiglio europeo della ricerca e, “insieme agli stati membri”, di “raggiungere l’obiettivo del 3 per cento del pil per gli investimenti in ricerca e sviluppo entro il 2030”. Contro i “diktat” dei governi, a partire da quello americano, che mettono a repentaglio la libertà della ricerca scientifica, “tesoro dell’umanità”, Macron ha annunciato risorse supplementari oltre a quelle annunciate dalla presidente dell’esecutivo Ue: 100 milioni di euro che il governo francese stanzierà attraverso il maxi piano di investimento France 2030. Secondo l’entourage di Macron, si tratta di una riserva di tesoreria di France 2030 che non era ancora stata sbloccata. L’iniziativa del presidente francese ispirata a Choose France, il summit organizzato ogni anno a Parigi per sedurre gli investitori stranieri, non è stata accolta con entusiasmo da tutti i partner Ue.
Il governo italiano, in particolare, ha manifestato apertamente la sua contrarietà all’evento. “L’Italia considera il Consiglio Competitività e Ricerca, in programma il 23 maggio a Bruxelles, l’occasione ideale e il formato istituzionale più appropriato per un confronto efficace tra stati membri e per definire insieme, e non solo in ottica prevalentemente nazionale, politiche comuni concrete, sostenibili e lungimiranti”, fanno sapere fonti dell’ambasciata italiana a Parigi. “E’ un incontro che promuove l’attrattività dell’Europa o della Francia come recitava inizialmente il titolo dell’iniziativa?”, si sono chiesti con toni polemici dal ministero della Ricerca italiano, guidato da Anna Maria Bernini. A Parigi, oggi l’Italia è stata rappresentata dalla sua ambasciatrice in Francia, Emanuela D’Alessandro. Roma non ha giudicato opportuno mandare né un ministro né un segretario di stato.