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editoriali

Le armi come i vaccini: l'Ue adotta la strategia degli acquisti congiunti

Redazione

Un’apposita task force permetterà agli stati membri di fare ordini comuni per ripianare gli arsenali. Il modello è quello adottato dal luglio del 2020 per comprare farmaci contro il Covid-19

L’aggressione russa dell’Ucraina ha aperto gli occhi dell’Unione europea sullo stato di impreparazione di fronte a una guerra.  La Francia di Emmanuel Macron ha visto una conferma della sua intuizione sulla sovranità europea e la necessità di rafforzare la Difesa dell’Ue. In Germania, tre giorni dopo l’invasione, Olaf Scholz ha annunciato la fine della tradizione pacifista e un fondo speciale da 100 miliardi di euro per riarmarsi. Complessivamente, i paesi dell’Ue hanno promesso di aumentare la spesa per la Difesa di 200 miliardi nei prossimi anni. Ma, quando l’aggressione della Russia si è trasformata in un conflitto di logoramento nella parte orientale e meridionale dell’Ucraina, i governi europei si sono resi conto di un problema molto più urgente: gli arsenali a disposizione non sono sufficienti per una lunga guerra.

 

Pur avendo fornito a Kyiv molte meno armi degli Stati Uniti, gli arsenali dei paesi europei si sono svuotati. Per correre ai ripari, la Commissione sta per presentare un piano di acquisti congiunti di armamenti. Il modello è quello adottato sin dal luglio del 2020 per comprare vaccini contro il Covid-19: un’apposita task force permetterà agli stati membri di fare ordini comuni di armi. L’Ue darà un contributo iniziale di 500 milioni di euro. L’obiettivo è stimolare l’industria della Difesa europea su quella americana e, nel medio periodo, essere nelle condizioni di continuare a sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina. Nel breve periodo gli acquisti comuni dovrebbero concentrarsi sugli stock di munizioni, sulla sostituzione di equipaggiamento di èra sovietica e sui sistemi aerei e missilistici.

 

Se il meccanismo funzionerà, il sistema degli acquisti comuni potrebbe essere esteso nel medio-lungo periodo ai droni, ai veicoli corazzati, alla difesa spaziale e quella cyber e agli armamenti marittimi. Uscita dall’illusione della pace perpetua, l’Ue si sta accorgendo che il miglior vaccino contro le aggressioni è armarsi.

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