In Francia l'hijab di Benetton fa arrabbiare sia i macronisti sia gli esponenti della destra

Diversi utenti denunciano l'azienda che sdoganerebbe con la sua iniziativa commerciale uno "strumento di sottomissione" che umilia le donne. Secondo il quasi-candidato Éric Zemmour è “Il ‘wokismo’ a servizio dell’islamizzazione dell’occidente”
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10 NOV 21
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Hijab unisex in tessuto elasticizzato. Piccola stampa a contrasto sul lato sinistro che unisce il logo Benetton alla G di Ghali. Questo accessorio appartiene alla capsule collection ‘United Colors of Ghali’, ideata da Ghali”. Così viene presentato sul sito ufficiale di Benetton l’hijab disegnato dal rapper milanese Ghali nell’ambito di una collaborazione con il marchio trevisano iniziata a settembre. Nella collazione ideata dal rapper di origini tunisine, sono presenti felpe, pantaloni, zaini, cappelli, ma anche capi per bambini. “Abbiamo cercato di creare qualcosa di stiloso e comfy, che tutti possano indossare”, ha detto Ghali, soffermandosi in particolar modo sull’hijab, ossia il velo indossato dalle donne di confessione islamica che lascia scoperto soltanto l’ovale del viso.
Come rivelato dalla segretaria di stato francese per le Politiche giovanili Sarah el Haïry, è stata proprio la Francia, attraverso le sue proteste veementi, a costringere il Consiglio d’Europa a ritirare i suoi tuìt promozionali e a fare mea culpa per la campagna pro-hijab. “Questo video mi ha profondamente scioccato (…). È assolutamente all’opposto dei nostri valori, dei valori che la Francia difende. Nel video, si promuove l’utilizzo dell’hijab e del velo come elemento identitario”. Difficile che Benetton ritiri l’hijab unisex ideato assieme a Ghali. Ma intanto, dalla macronia (e da Zemmour) è partito l’invito al boicottaggio della celebre azienda di moda trevisana.