Tutte le mazzate di Putin
Mentre la Russia torna in lockdown perché i russi non si fidano di Sputnik, il Cremlino fa prove di forze all'esterno: G20, Cop26 e soprattutto Nord Stream 2
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22 OCT 21

Mentre in Europa c’era chi sosteneva che fosse necessario importare subito lo Sputnik, i russi non hanno voluto fidarsi, proprio perché dissuasi dai toni sbagliati e anche perché in queste cose c’è molta sfiducia nei confronti del governo. La decisione di usare Sputnik come arma geopolitica è stata un calcolo molto sbagliato da parte del Cremlino, un danno per la Russia, che ha decretato la sconfitta di Sputnik. In politica estera Vladimir Putin ha deciso di tenere lo stesso atteggiamento aggressivo. Negli ultimi giorni ha deciso di tagliare i rapporti con la Nato, che in un summit di ieri e di oggi ha parlato soltanto di Russia e di programmi di deterrenza. Mosca ha deciso di chiudere il suo ufficio di collegamento presso l’Alleanza atlantica.
Mercoledì il ministero della Difesa russo ha rilasciato un filmato che mostra due caccia russi Su-35 scortare bombardieri americani B-52 che si erano avvicinati al confine e ha detto che se la Nato farà passi avanti per l’integrazione dell’Ucraina, la risposta sarà immediata. Sono notizie che raccontano l’atteggiamento di Mosca. Putin ha anche detto che non parteciperà al G20 a Roma, come il cinese Xi Jinping. Salvo poi correggersi e dire che ci sarà in video e che vista la situazione sanitaria è meglio rimanere in Russia. Pochi giorni dopo ha anche detto che non parteciperà alla Cop26 a Glasgow nonostante abbia giurato un grande impegno ecologista e abbia fissato in questi giorni il termine per la Russia per raggiungere la neutralità energetica: il 2060. L’ultimo rifiuto riguarda l’Europa. La scorsa settimana Putin aveva detto di essere pronto ad aumentare le forniture di gas all’Europa, facendo calare il prezzo del gas sui mercati. Il ripensamento è stato però rapido: dai risultati dell’asta pubblicata lunedì è emerso che Gazprom, il colosso statale russo del gas, non ha mai avuto intenzione di aumentare le forniture in questi mesi. Vuole prima che venga approvato il nuovo gasdotto Nord Stream 2,e poi aumenterà le forniture. Lo Sputnik come il Nord Stream 2 sono riflessi dello stesso atteggiamento, un modo di concepire la politica estera come conquista che nel primo caso si è rivelato un danno più per la Russia che per il resto del mondo.
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Micol Flammini è giornalista del Foglio. Scrive di Europa, soprattutto orientale, di Russia, di Israele, di storie, di personaggi, qualche volta di libri, calpestando volentieri il confine tra politica internazionale e letteratura. Ha studiato tra Udine e Cracovia, tra Mosca e Varsavia e si è ritrovata a Roma, un po’ per lavoro, tanto per amore. Nel Foglio cura la rubrica EuPorn, un romanzo a puntate sull'Unione europea, scritto su carta e "a voce". E' autrice del podcast "Diventare Zelensky". In libreria con "La cortina di vetro" (Mondadori)